RICHARD MATHESON.
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THE BOX.
Racconti. 1950 - 1970.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Indice.
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Introduzione.
The box.
Una ragazza da sogno.
Una stanza per morire.
Scambi indecenti.
Nulla  come un vampiro.
Paradigma di sopravvivenza.
Muto.
Il terrore strisciante.
Onda d'urto.
L'abito fa il monaco.
La macchina da jazz.
L'amore al tempo del finimondo.
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Fine Indice.
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Con amore a mio figlio Richard, per aver protetto in ogni modo la mia vita.
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Introduzione.
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Una domanda che viene spesso fatta agli scrittori : Da dove hai preso l'idea per questa storia? Spesso  facile rispondere. Lo  per quanto riguarda The Box, perch a ispirarmi fu mia moglie, anche se, all'epoca, non ne era consapevole. Nemmeno io lo ero. Tutto accadde a distanza di qualche tempo. Non vi dir di che idea si tratti prima che leggiate la storia, dir solo che venne fatto un accenno durante un corso universitario di psicologia che mia moglie stava seguendo. Un concetto di cui si parl durante quelle lezioni e che posso rivelare  questo: se servisse a contribuire realmente alla pace nel mondo, sareste disposti a camminare per le strade di Broadway, a New York... nudi?
L'idea che ha portato alla stesura di The Box  di natura simile: il sacrificio della dignit umana in cambio di un preciso scopo. Ma in questo caso nulla che somigli neppure vagamente a qualcosa di nobile come la pace nel mondo.
Richard Matheson. 17 maggio 2007.
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The Box.
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Il pacco era a terra di fronte alla porta d'ingresso, una scatola di cartone cubica chiusa col nastro adesivo, il nome e l'indirizzo scritti in stampatello: PER IL SIGNOR E LA SIGNORA LEWIS, 217 E. 37ma STRADA, NEW YORK 10016. Norma lo raccolse, apr la porta ed entr nell'appartamento.
Stava appena cominciando a far buio. Dopo aver messo le costolette d'agnello sulla griglia, si prepar un drink e si sedette per aprire il pacco.
All'interno c'era un dispositivo con un pulsante collegato a una piccola scatola di legno. Il pulsante era protetto da una piccola cupola di vetro. Norma tent di rimuoverla, ma era bloccata. Rovesci il dispositivo e trov un foglio di carta ripiegato, attaccato con lo scotch sotto il fondo della scatola. Lo tir via, e lesse: 'Il signor Steward vi contatter questa sera alle otto. Pos l'oggetto accanto a s, sul divano. Sorseggi il drink e rilesse il biglietto, sorridendo.
Poco dopo torn in cucina a preparare l'insalata. Il campanello suon alle otto in punto. Vado io disse Norma dalla cucina. Arthur stava leggendo in soggiorno.
Fuori dalla porta c'era un ometto. Si tolse il cappello quando lei gli apr. La signora Lewis? domand in tono gentile.
S?
Sono il signor Steward.
Oh, certo. La donna represse un sorriso. Era certa che si trattasse di un venditore porta a porta.
Posso entrare? chiese lui.
Sono piuttosto occupata gli rispose. Vado a prendere il suo comesichiama. Fece per voltarsi.
Non vuole sapere che cos'?
Norma si gir. Il tono del signor Steward le era sembrato aggressivo. No, penso proprio di no disse.
Potrebbe dimostrarsi un oggetto di grande valore.
Intende valore monetario? lo sfid.
Il signor Steward annu. Monetario conferm.
Norma si accigli. L'atteggiamento di quell'uomo non le piaceva.
Cosa sta cercando di vendermi?
Non vendo nulla.
Dal soggiorno si affacci Arthur. Qualcosa non va?
Steward si present.
Ah,  per il... Arthur indic l'interno del soggiorno e sorrise. Cos'era poi quell'aggeggio?
Non ci metter molto a spiegarvelo ribatt l'ometto. Posso entrare?
Se ha intenzione di rifilarci qualcosa...
Steward scosse il capo. Non si tratta di questo.
Arthur lanci un'occhiata a sua moglie. Decidi tu disse lei.
Lui esit. Be', perch no?
Si spostarono nella sala da pranzo, e Steward si sedette nella poltrona che usava sempre Norma. Da una tasca interna del cappotto estrasse una piccola busta sigillata. Qui dentro c' una chiave che serve ad aprire il vetro che copre il pulsante. Pos il plico sul tavolino. Il pulsante attiva un campanello collegato col nostro ufficio.
A cosa serve? domand Arthur.
Quando premerete il bottone, qualcuno morir. Qualcuno che non conoscete, da qualche parte
nel mondo. E in cambio riceverete un pagamento di un milione di dollari.
Norma lo fiss. L'ometto sorrideva.
Che cosa vuol dire? fece Arthur.
Steward parve sorpreso. Gliel'ho appena spiegato.
Ci sta prendendo in giro?
Niente affatto. L'offerta  assolutamente seria.
Lei  pazzo. Si aspetta davvero che crediamo...
Per conto di chi ci ha contattati? chiese a un tratto Norma.
L'ometto assunse un'espressione imbarazzata. Temo di non potervelo dire. In ogni caso, vi assicuro che l'organizzazione per cui lavoro  di portata internazionale.
Credo sia meglio che lei se ne vada dichiar Arthur, alzandosi in piedi.
L'altro si alz a sua volta. Come vuole.
E porti con s quella scatola con il pulsante.
 sicuro di non volerci riflettere qualche giorno?
Arthur sollev il dispositivo e la busta, e li mise nelle mani dell'uomo. Poi attravers il corridoio e and ad aprire la porta d'ingresso.
Vi lascio il mio biglietto da visita disse Steward, posandolo sul tavolo accanto alla porta.
Quando se ne fu andato, Arthur strapp il biglietto in due parti, che lasci ricadere sul tavolo.
Santo cielo! esclam.
Norma era rimasta seduta sul divano. Cosa pensi che fosse?
Non mi interessa saperlo le rispose.
Lei tent di sorridere, senza successo. Non ti interessa nemmeno un po'?
Scosse il capo. No.
Arthur riprese a leggere; sua moglie torn in cucina a finire di lavare i piatti.
Perch non ne vuoi parlare? chiese Norma pi tardi.
Arthur si stava lavando i denti; la guardava riflessa nello specchio del bagno.
Possibile che tu non sia curioso?
Penso sia una proposta squallida.
Lo so, ma... Norma si sistem un bigodino tra i capelli ...non lo trovi anche intrigante?
Mentre andavano insieme in camera da letto, lei riprese: Sei convinto che si trattasse di unoscherzo?
Se lo era, era di pessimo gusto.
Norma si sedette sul letto e si sfil le pantofole. Magari era uno di quegli esperimenti psicologici...
Arthur si strinse nelle spalle. Potrebbe anche essere.
Forse  l'iniziativa di qualche eccentrico milionario.
Forse.
Non vorresti scoprirlo?
Lui scosse il capo.
Perch?
Perch  immorale.
Norma si infil sotto le coperte. Be', io invece sono molto curiosa.
Arthur spense la luce e si chin per dare un bacio a sua moglie. Buonanotte le disse.
Buonanotte rispose lei, accarezzandogli la schiena.
Norma chiuse gli occhi. Un milione di dollari, pens.
Il mattino dopo, mentre usciva di casa, Norma vide le due met del biglietto da visita sul tavolo.
Senza riflettere le fece scivolare nella borsa. Chiuse la porta e raggiunse il marito nell'ascensore.
Durante una pausa caff al lavoro, prese dalla borsa i pezzetti di cartoncino e riavvicin i due lembi strappati. Sul biglietto erano stampati solo il nome e il numero di telefono di Steward. Dopopranzo prese di nuovo le met e le riun, fissandole con del nastro adesivo. Perch lo sto facendo?, si chiese.
Poco prima delle cinque, si ritrov a comporre quel numero.
Salve le rispose la voce di Steward.
Norma fu sul punto di riagganciare, ma si costrinse a non farlo. Si schiar la voce. Sono la signora Lewis disse.
S, buongiorno fece l'altro, in un tono che le parve compiaciuto.
Sono curiosa.
 naturale le rispose.
Non che io creda a una sola parola di ci che ci ha raccontato.
Oh, era tutto assolutamente vero.
Be', in ogni caso... Norma deglut. Cosa intendeva quando ha detto che qualcuno nel mondo morir?
Esattamente quello. Potrebbe trattarsi di chiunque. Da parte nostra avete la garanzia che non sar una persona che conoscete, e che non sarete costretti a vederla morire.
Per un milione di dollari aggiunse lei.
Proprio cos.
Norma emise uno sbuffo soffocato.  una follia disse poi.
Cionondimeno  in questo che consiste la nostra offerta. Pensa di restituirmi il congegno?
La donna si irrigid. Certo che no. Riappese il telefono con un gesto rabbioso.
Il pacco era a terra, davanti alla porta di casa. Norma lo vide quando usc dall'ascensore. Che faccia tosta, pens. Lanci alla scatola uno sguardo truce mentre apriva la porta. Non ho alcuna intenzione di portarla dentro, si disse. Entr e inizi a occuparsi della cena. Pi tardi, dopo essersi preparata un drink, and nell'ingresso. Apr la porta, sollev il pacco e lo port in cucina, per poi poggiarlo sul tavolo. Si sedette in soggiorno, mandando gi qualche sorso di liquore mentre guardava fuori dalla finestra. Dopo un po' torn in cucina per preparare la carne. Ripose il congegno in fondo a un armadio. L'avrebbe buttato via il mattino seguente.
Forse  vero che un eccentrico milionario si diverte a fare scherzi alla gente disse Norma.
Arthur sollev lo sguardo dal suo piatto. Non capisco di che parli. Che vuoi dire?
Lasciamo perdere.
La donna continu a mangiare in silenzio. Poi, a un tratto, pos la forchetta sul tavolo.
Supponiamo che quell'offerta fosse reale.
Lui la fiss.
Dicevo, supponiamo che fosse vera.
Ma certo, diamolo pure per scontato! Arthur era incredulo. Che cosa vorresti fare?
Riprendere la scatola col pulsante per poterlo premere? E assassinare qualcuno?
Norma assunse un'espressione disgustata. Assassinare ripet.
In che altro modo lo definiresti, tu?
Se non conosco nemmeno la persona in questione?
Arthur era sbalordito. Stai davvero dicendo quello che penso?
Ma se fosse qualche vecchio contadino cinese lontano diecimila chilometri? O un abitante del Congo, magari malato?
E se invece fosse un bambino appena nato in Pennsylvania? ribatt lui. O una bella ragazza del palazzo accanto?
Ora stai esagerando.
Norma, il punto  che non fa differenza chi uccidi.  comunque un omicidio.
Il punto  lo interruppe che se si trattasse di qualcuno che non hai mai visto e mai vedrai in
vita tua, qualcuno della cui morte non verrai nemmeno a conoscenza, sei certo che non premeresti quel
pulsante?
La guard sgomento. Tu lo faresti?
 un milione di dollari, Arthur.
Qualsiasi somma sia...
Stiamo parlando di un milione di dollari lo blocc lei. Potremmo fare quel viaggio in
Europa di cui abbiamo parlato tante volte.
Norma, no.
Potremmo comprare quel piccolo cottage.
Norma, smettila. Era impallidito. Per l'amor del cielo, basta!
Lei si strinse nelle spalle. E va bene.
Si alz prima del solito per cucinare pancake, uova e bacon per colazione a suo marito.
 un'occasione speciale? le chiese lui sorridendo.
No, nulla di particolare rispose con aria offesa. Avevo solo voglia di farlo, tutto qui.
Bene. Ne sono felice.
Lei gli riemp la tazza di caff. Volevo farti capire che non sono... scroll le spalle.
Non sei cosa?
Un'egoista.
Ho forse detto che lo sei?
Be'... gesticol ...ieri sera...
Arthur non apr bocca.
Tutti quei discorsi sul pulsante. Credo che tu... insomma, non mi hai compresa.
In che senso? le domand con circospezione.
Penso che tu abbia percepito... fece di nuovo un gesto vago nell'aria ...che stessi pensando
soltanto a me stessa.
Oh.
Non era cos.
Norma...
Be', non era cos, ti dico. Quando ho parlato dell'Europa, del cottage...
Perch ci stiamo facendo trascinare cos da questa storia?
Non mi sto facendo affatto trascinare. Norma fece un lungo respiro tremante. Cerco solo di
chiarirti che...
Che cosa?
Che desideravo che noi due potessimo andare in Europa. Avere una casa pi bella, vestiti
migliori. E che potessimo finalmente avere un figlio.
Norma, lo avremo.
Quando?
La guard costernato. Tesoro...
Quando? incalz.
Stai... Arthur sembr arretrare leggermente da lei. Stai davvero dicendo...
Sto dicendo che  probabile che lo stiano facendo per qualche progetto di ricerca! tagli corto
lei. Che vogliano sapere come si comporterebbero delle persone normali in una circostanza del genere! E magari ci dicono che qualcuno morir solo per poter studiare le nostre reazioni, per verificare
se ci sentiremmo colpevoli, in ansia, o chiss come! Non crederai davvero che ucciderebbero qualcuno, no?
Lui non rispose. Norma si accorse che gli tremavano le mani. Dopo alcuni istanti, Arthur si alz e se ne and.
Quando fu uscito, Norma rimase seduta al tavolo, con lo sguardo fisso sulla sua tazza di caff.
Far tardi, si disse. Si strinse nelle spalle. Che differenza faceva? Avrebbe dovuto poter restare a casa,
non essere costretta ad andare ogni giorno in ufficio.
Mentre impilava i piatti lavati, di colpo si volt, si asciug le mani e prese il pacco
dall'armadio. Lo apr e appoggi il congegno sul tavolo. Lo fiss a lungo prima di estrarre la chiave
dalla busta e rimuovere la protezione di vetro.  ridicolo, pens. Tutto questo chiasso per un
insignificante bottone.
Tese una mano e lo premette. Lo faccio per noi, disse tra s con rabbia.
Rabbrivid. Stava succedendo davvero? Un'ondata di gelido terrore la invest.
E in un attimo, pass. Schiocc la lingua.  ridicolo, pens. Farsi tutti quei problemi per un giochetto.
Aveva appena finito di girare le bistecche che stava cucinando per cena e si stava versando da bere, quando suon il telefono. Sollev il ricevitore. Pronto?
La signora Lewis?
S?
La chiamo dall'ospedale di Lenox Hill.
Si sent mancare quando la voce la inform dell'incidente nella metropolitana, di come, nella
ressa della folla in attesa, Arthur era stato spinto sotto il treno in arrivo. Si rese conto di star scuotendo il capo, ma non pot fermarsi.
Quando attacc, si ricord dell'assicurazione sulla vita di suo marito, del valore di venticinquemila dollari, da raddoppiare in caso di...
No. Non riusciva a respirare. Reggendosi a malapena in piedi, torn sconvolta in cucina.
Sent una morsa gelida premerle sul collo mentre prendeva dal cestino della spazzatura il congegno.
Non c'erano chiodi n viti a chiuderlo. Non riusciva a capire come fosse stato assemblato.
A un tratto cominci a sbatterlo contro il lavandino, sempre pi forte, finch il legno non si spezz. Allarg l'apertura con le mani, ferendosi le dita, ma senza rendersene conto. Nell'apparecchio non c'era alcuna ricetrasmittente, n cavi, n condotti. Era vuoto.
Si volt con un rantolo quando squill di nuovo il telefono. Affannandosi verso il soggiorno, raggiunse il telefono e rispose.
Signora Lewis? disse Steward.
Non era la voce di Norma a gridare in quel modo. Non poteva essere lei. Aveva detto che non sarebbe morto qualcuno che conoscevo!
Mia cara signora, rispose lui pensava davvero di conoscere suo marito?
...
.
...
Fine.
...
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Una ragazza da sogno.
...
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...
Si svegli sorridendo nell'oscurit. Carrie stava avendo un incubo. Si gir su un fianco e ascolt
i suoi lamenti silenziosi. Dev'essere uno di quelli pi forti, pens. Le tocc la schiena. Aveva la
camicia da notte zuppa di sudore. Fantastico, si disse. Tolse la mano mentre lei si agitava sotto il suo
tocco e cominciava a emettere deboli suoni, come se stesse cercando di dire 'No'.
Diavolo, no, pens ancora Greg. Continua a sognare, brutta puttana; che altro potresti fare di
buono? Sbadigli e tir fuori da sotto le coperte il braccio sinistro. Le tre e dieci. Fece spostare il
cinturino dell'orologio con un gesto indolente. Uno di questi giorni devo comprarmene uno a batteria,
consider. Forse questo sogno me lo permetter.  un peccato che Carrie non possa controllarli. Se
fosse cos, sarebbe davvero perfetto.
Torn a sdraiarsi sulla schiena. L'incubo stava ormai finendo, o stava arrivando al culmine: non
riusciva mai a capirlo con esattezza. Ma che differenza faceva, dopotutto? Non gli interessava il
meccanismo, ma solo il prodotto finale. Sorrise di nuovo, e allung una mano in cerca delle sigarette
sul comodino. Se ne accese una, e soffi fuori il fumo. Ora dovr consolarla, pens accigliandosi.
Quella era la parte di cui avrebbe fatto volentieri a meno.
Piccolo, stupido mostriciattolo. Perch non poteva essere bionda e bella? Espir con forza altro
fumo. Non si poteva avere tutto. Se fosse stata anche piacente, era probabile che non sarebbe stata in
grado di fare quei sogni. C'erano moltissime altre donne al mondo che potevano dargli ci che non gli
dava lei.
Carrie sobbalz violentemente, lanci un grido e si mise a sedere, tirando via le coperte dalle
gambe. Greg osserv la sua sagoma nel buio. Tremava. Oh, no sussurrava. Si mise a piangere, scossa
dai singhiozzi. Cristo, pens lui, ci vorranno ore. Seccato, premette la sigaretta nel posacenere e si mise a sua volta seduto.
Piccola? la chiam.
Lei si volt ansimando e lo fiss. Vieni qui le disse, aprendo le braccia, e lei gli si butt
addosso. Greg sent le sue dita corte che gli scavavano la schiena, il molle peso dei suoi seni contro il
petto. Oh mio dio, si disse. La baci sul collo, facendo una smorfia per l'odore della sua pelle madida
di sudore. Oh mio dio, che cosa mi tocca passare. Le accarezz la schiena. Stai tranquilla, piccola.
Sono qui. Lasci che si aggrappasse a lui, piagnucolando debolmente. Hai fatto un brutto sogno? le
chiese. Tent di usare un tono preoccupato.
Oh, Greg. Faceva fatica a parlare.  stato orribile. Dio,  stato cos orribile.
Lui sogghign. Era stato uno di quelli buoni.
Da che parte? le domand.
Carrie si sedette rigida sul bordo del sedile, guardando fuori dal parabrezza con un'espressione
inquieta negli occhi. Ora avrebbe fatto finta di non sapere; faceva cos ogni volta. La presa delle dita di
Greg sul volante si fece lentamente pi forte. Uno di questi giorni, quanto  vero dio, le spaccher
quella brutta faccia e sar finalmente libero. Maledetto mostro. Sent la pelle del viso tendersi sulle
guance. Allora? fece.
Io non...
Da che parte, Carrie? Santo cielo, avrebbe voluto torcerle un braccio ossuto fino a
spezzarglielo... stringere quel collo scarno fino a toglierle il respiro.
Carrie deglut a vuoto. A sinistra mormor.
Tombola! Greg rischi di scoppiare a ridere, mentre abbassava la leva della freccia. A sinistra
sarebbero finiti proprio nel quartiere di Eastridge, la zona ricca. Hai fatto il sogno giusto stavolta,
cagna, pens.  proprio quello giusto. Ora doveva solo giocare bene le sue carte, e se la sarebbe tolta
dai piedi senza problemi. Aveva faticato tanto, e alla fine era arrivato il momento di riscuotere!
Gli pneumatici stridettero un poco sull'asfalto quando svolt su quella strada silenziosa e
costeggiata da alberi. Quanto  lontano? chiese. Carrie non rispose, e lui le rivolse uno sguardo
minaccioso. Lei teneva gli occhi chiusi.
Ti ho domandato quanto  lontano.
Carrie congiunse le mani. Greg, per favore... inizi a dire. Da sotto le palpebre cominci a
scendere qualche lacrima.
Maledizione!
Lei gemette e mormor qualcosa. Che hai detto? la incalz. Lei inspir a fatica. A met del
prossimo isolato disse.
Da che lato?
A destra.
Greg sorrise. Si addoss al sedile e si rilass. Andava sempre cos. Quella stupida puttana
tentava sempre il giochetto del 'non mi ricordo'. Quando avrebbe imparato che era in suo potere?
Trattenne una risatina. Non imparer mai, si disse. Perch dopo questa volta lei non potr mai pi
sognare, e io potr andarmene via.
Avvisami quando arriviamo.
S gli rispose. Si era voltata verso il finestrino e aveva appoggiato la fronte al vetro freddo.
Non te la raffreddare troppo, gli venne voglia di dirle, divertito; tienila in caldo per il tuo paparino.
Represse il ghigno che gli si stava dipingendo in volto quando lei si gir a guardarlo. Se n'era accorta?
O era la solita storia? Succedeva sempre cos. Un attimo prima di raggiungere il luogo in cui erano
diretti, lei lo osservava intensamente, come se si stesse convincendo che valeva la pena patire tutto quel
dolore. Gli venne voglia di riderle in faccia. Certo che ne valeva la pena. Altrimenti che possibilit
avrebbe avuto una bestia come lei di stare con un uomo del suo livello? Se non fosse stato per lui, il
letto di Carrie sarebbe stato vuoto, e le sue notti interminabili.
Ci siamo quasi?
Lei guard di nuovo davanti a s.  quella bianca.
Con il vialetto che curva?
Lei annu con vigore. S.
Greg serr i denti, mentre veniva percorso da uno spasmo di avidit. Ne avrebbe ricavato
almeno cinquantamila dollari, nel peggiore dei casi. Oh, cara la mia maledetta puttana, stavolta hai
fatto davvero centro!, si disse. Accost e premette il pedale del freno. Dopo aver spento il motore
lanci un'occhiata dall'altra parte della strada. La decappottabile sarebbe arrivata da quella direzione,
consider. Si chiese chi sarebbe stato al volante. Non che avesse importanza.
Greg?
Si volt a guardala con occhi freddi. Che c'?
Lei si morse il labbro, poi fece per dire qualcosa.
No la interruppe. Estrasse la chiave dall'accensione e spalanc lo sportello. Andiamo le
ordin. Usc, chiuse lo sportello e fece il giro della macchina. Carrie era rimasta dentro. Andiamo,
piccola ripet, con una punta di veleno nella voce.
Greg, ti prego...
Lui rabbrivid, sforzandosi di reprimere un intenso desiderio di gridarle contro degli insulti e
trascinarla gi dalla macchina per i capelli. Serr le dita rigide sulla maniglia e apr lo sportello.
Aspett. Cristo, se era brutta; la fisionomia, la pelle, tutto il suo corpo. Non gli era mai sembrata cos
ripugnante. Ho detto andiamo ribad, senza riuscire a mascherare il tremito di rabbia nella voce.
Carrie scese, e lui richiuse lo sportello. Faceva pi freddo. Greg si alz il bavero del soprabito
per scaldarsi mentre percorrevano il vialetto che conduceva alla porta d'ingresso della casa. Si disse
che avrebbe dovuto mettersi il cappotto, uno di quelli con una bella imbottitura pesante. Dal taglio
stretto, magari nero. Se lo sarebbe comprato, un giorno... forse molto presto. Guard Carrie,
chiedendosi se avesse la minima idea dei suoi progetti. Ne dubit, nonostante lei sembrasse pi in ansia
che mai. Che diavolo aveva? Non era mai stata cos male. Era perch si trattava di un ragazzino? Si
strinse nelle spalle. Che differenza faceva? Doveva fare il suo dovere.
Sorridi le intim.  orario di scuola. Non dovrai vederlo.
Lei non gli rispose.
Salirono i due gradini che conducevano alla veranda rivestita di mattoni. Greg premette il
pulsante all'esterno, e dentro casa risuon il campanello. Mentre aspettavano, infil una mano in una
tasca del soprabito e tocc il piccolo blocco rivestito in pelle che vi teneva. Era buffo che si sentisse
sempre una specie di venditore porta a porta, quando erano in azione. Un venditore per una clientela
davvero molto selezionata, pens divertito. Nessun altro avrebbe potuto offrire ci che aveva da dare
lui, quello era sicuro.
Lanci uno sguardo a Carrie. Sorridi le disse di nuovo. Siamo qui per aiutare, non sei
d'accordo?
Lei tremava. Non sar troppo, vero, Greg?
Sono io a decidere quando ...
Smise bruscamente di parlare quando la porta si apr. Per un attimo il fatto di non trovarsi
davanti una domestica lo contrari. Poi pens: Che diamine, vuol dire che i soldi non li hanno ancora
spesi. Sorrise alla donna che aveva aperto. Buon pomeriggio la salut.
La padrona di casa gli rivolse quello sguardo in parte cortese e in parte diffidente che hanno
sempre le donne di primo acchito. S? fece.
Si tratta di Paul la inform.
Il sorriso svan, il volto della signora si fece pallido. Cosa?
 il nome di suo figlio, giusto?
Lei guard Carrie. Era gi sconvolta: Greg ne era certo.
La sua vita  in pericolo continu lui. Le interessa sapere qualcosa di pi al riguardo?
Che cosa gli  successo?
Greg le rivolse un sorrisetto affabile. Ancora nulla ribatt. La donna fece un profondo
sospiro, come se, d'un tratto, si fosse liberata di una morsa che le serrava la gola.
Lo avete rapito? riusc a mormorare.
Il sorriso di Greg si allarg. Nulla del genere la rassicur.
E allora dov'? chiese lei.
Lui guard l'orologio, fingendosi sorpreso. Non  a scuola?
Turbata dalla preoccupazione, la donna lo fiss per alcuni istanti prima di voltarsi e rientrare.
Greg ferm la porta con una mano prima che potesse richiudersi. Entra ordin a Carrie.
Non possiamo aspettare fuori?
Lui l'afferr per un braccio e la spinse nell'ingresso, facendola ansimare per lo spavento.
Mentre chiudeva la porta, Greg sent provenire dalla cucina il rumore degli scatti del telefono che
componevano un numero. Con un ghigno prese di nuovo il braccio di Carrie, conducendola nel
soggiorno. Siediti le ordin.
Lei obbed, timorosa, sistemandosi sul bordo di una poltrona mentre lui studiava la stanza. Il
lusso era evidente ovunque guardasse, nelle tappezzerie e nei tendaggi, nel mobilio alla moda, nelle
suppellettili. Greg fece un profondo sospiro di sollievo e cerc di trattenersi dal sorridere come un
bambino impaziente; era tutto cos perfetto. Lasciandosi sprofondare nel divano, si allung
voluttuosamente, appoggiandosi all'indietro e accavallando le gambe, e lanci uno sguardo al titolo di
una rivista posata sul tavolo che aveva accanto. Riusc a sentire la voce della donna, in cucina, che
diceva al telefono: Frequenta la classe della signora Jennings.
Un rumore improvviso fece sussultare Carrie. Greg si volt a guardare e vide, attraverso le
tende di una portafinestra scorrevole che dava sul retro, un collie che grattava sul vetro; oltre l'animale,
con rinnovato piacere, not il luccicare dell'acqua di una piscina. Guard il cane. Doveva essere quello
che avrebbe...
Grazie disse la donna con gratitudine. Lui si gir a guardare nella sua direzione. La padrona
di casa attacc il telefono e i suoi passi risuonarono per il pavimento della cucina, per poi essere attutiti
dalla moquette del corridoio. Fece per affacciarsi con cautela dalla porta d'ingresso.
Siamo qui, signora Wheeler la richiam Greg.
Lei trattenne il fiato e si volt di scatto, sorpresa. Che significa tutto questo?
Il ragazzo sta bene? fece lui di rimando.
Che volete da me?
Greg estrasse dalla tasca il suo blocco e glielo mostr. Vorrebbe dare un'occhiata a questo?
chiese.
La donna non rispose, ma lo scrut con occhi diffidenti.
E va bene, riprese lui in effetti siamo qui per venderle qualcosa.
L'espressione della signora Wheeler si indur.
La vita di suo figlio spieg Greg.
Lei rest a bocca aperta: il terrore aveva di nuovo scalzato il risentimento che provava. Ges,
sembra proprio una stupida, stava per dirle lui. Ma si sforz di sorridere. Le interessa? chiese.
Andate via, prima che chiami la polizia. La voce della donna era roca e tremante.
Dunque non le importa nulla della vita di suo figlio?
Lei fu scossa da un tremito di rabbia. Mi ha sentito? ribad.
Greg sbuff a denti stretti. Signora Wheeler, se non ci ascolta attentamente, suo figlio presto
morir. Con la coda dell'occhio vide Carrie trasalire, e prov un intenso desiderio di colpirla. Ma che
brava, pens, furioso. Falle vedere quanta paura hai, stupida puttana!
Le labbra della signora Wheeler si tesero in un'espressione incerta. Guard Greg. Di cosa sta
parlando? chiese.
Glielo ripeto, signora: della vita di suo figlio.
Perche volete fare del male al mio bambino? domand la donna, la voce rotta. Lui si sent
sollevato: l'aveva quasi messa nel sacco.
Ho forse detto di avere intenzione di fargli del male? fece con aria beffarda. Non ricordo di
aver sostenuto nulla del genere.
E allora di che si tratta?
Prima della met del mese, Paul verr investito e ucciso da un'auto.
Cosa?
Greg non ripet le proprie parole.
Quale auto? chiese lei. Lo fissava terrorizzata. Quale auto? insist.
Non lo sappiamo con precisione.
Dove? Quando?
Siamo qui per venderle queste informazioni.
La donna si volt verso Carrie, impaurita. Questa abbass lo sguardo, affondando i denti nel
labbro inferiore. La signora Wheeler torn a osservare Greg, che intanto aveva ricominciato a parlare.
Lasci che le spieghi. Mia moglie  quella che potremmo definire una 'sensitiva'. Se non ha
familiarit con questo termine, sappia che significa che le capita di fare sogni, di avere delle visioni.
Molto spesso hanno a che fare con persone ben precise. Come il sogno che ha fatto la scorsa notte... su
suo figlio.
Lei ebbe un moto di repulsione a quelle parole e, come Greg si aspettava, la sua espressione
cambi un poco: adesso, oltre alla paura, c'era una nota di sospetto.
So cosa sta pensando riprese. Non sprechi tempo. Guardi questi appunti e vedr...
Andatevene gli intim la donna.
Il sorriso di Greg si fece tirato. Ancora? Davvero le importa cos poco di salvare suo figlio?
L'altra riusc a rivolgergli uno sguardo sprezzante. Devo proprio chiamare la polizia, quindi?
La squadra antifrodi?
Se proprio lo desidera le rispose lui. Ma le suggerirei di ascoltarmi, prima. Apr il blocco e
cominci a leggere. 22 gennaio: un uomo di nome Jim cade dal tetto mentre ripara l'antenna del
televisore. Ramsay Street. Casa a due piani, verde e bianca. Queste sono le notizie dei giornali.
Greg lanci un'occhiata a Carrie e annu, ignorando di proposito il suo sguardo implorante; si
alz e attravers la stanza. Greg sollev la pagina del blocco. Come pu immaginare, quell'uomo non
credette alle nostre parole e fin per cadere dal tetto della sua casa il 22 gennaio.  molto pi difficile
convincere le persone quando non puoi fornire abbastanza dettagli per non rivelare l'intera verit.
Fece schioccare la lingua, seccato. Avrebbe dovuto pagarci. Sarebbe stato un costo pi abbordabile
da affrontare rispetto a una schiena spezzata.
Con chi pensate di stare...
Eccone un altro la interruppe lui girando una pagina. Questo dovrebbe interessarle. 12
febbraio, pomeriggio: ragazzino di tredici anni, nome sconosciuto, cade in un pozzo abbandonato,
fratturandosi il bacino. Vive a Darien Circle, eccetera eccetera, pu leggere qui i dettagli concluse,
indicandole il foglio. Ed ecco il ritaglio di giornale. Come vede, i suoi genitori arrivarono appena in
tempo. All'inizio si erano rifiutati di pagarci, minacciarono di chiamare la polizia, proprio come lei.
Sorrise. Ci buttarono letteralmente fuori di casa. Il pomeriggio di quel giorno, per, quando li chiamai
per fare un estremo tentativo, erano fuori di s per l'agitazione. Il figlio era scomparso e non avevano
idea di dove potesse essere; ovviamente non avevo fatto menzione del pozzo.
Fece una pausa per enfatizzare le proprie parole, godendosi appieno il momento. Mi recai a
casa loro. Mi pagarono e gli spiegai dove avrebbero potuto trovare il ragazzo. Indic il ritaglio. Fu
trovato, come  scritto qui, sul fondo di un vecchio pozzo in disuso. Con il bacino fratturato.
Davvero voi...
...ci aspettiamo che lei creda a questa storia? complet il pensiero della donna. Non del
tutto. Nessuno lo fa, all'inizio. Lasci che le dica cosa sta pensando in questo momento. Pensa che
ritagliamo questi articoli e che poi scriviamo una storiella che vi si adatti. Ha il diritto di crederlo, se lo
ritiene giusto, l'espressione del suo viso si contrasse ma se sceglier questa via, suo figlio morir a
met di questo mese, pu starne certa.
Sorrise allegramente. Non penso che sarebbe felice di conoscere i dettagli di come tutto ci
avr luogo. Il suo sorriso cominci a spegnersi. Perch avr luogo, signora Wheeler, che lei ci creda
o meno.
La donna, ancora troppo stordita dalla paura per essere certa dei propri sospetti, guard Greg,
che nel frattempo si stava voltando verso Carrie. Allora? le disse.
Io non...
Forza la esort lui.
Carrie si morse il labbro inferiore, tentando di reprimere un singhiozzo.
Cosa avete intenzione di fare? domand la donna.
Greg la guard sogghignando. Esprimerle il concetto in modo chiaro dichiar. Poi, tornando
a guardare Carrie: Dunque?
Lei rispose tenendo gli occhi chiusi e con voce afflitta e debole: C' un tappetino fuori dalla
stanza dei bambini disse. Lei ci inciamper mentre porta in braccio sua figlia pi piccola.
Greg le lanci uno sguardo piacevolmente sorpreso: non aveva idea che ci fosse anche una
bambina. Torn in fretta a osservare la signora Wheeler mentre Carrie proseguiva, incerta: C' una
vedova nera sotto il box per bambini nel patio, punger la piccola... c' un...
Le interessa verificare l'esattezza di queste informazioni? si intromise d'un tratto Greg. Di
colpo sent di odiare Carrie per la sua ottusit, per la sua incapacit di accettare la situazione. Oppure
dobbiamo semplicemente andarcene aggiunse in tono brusco e lasciare che quella decappottabile blu
trascini la testa di Paul sulla strada fino a fargli schizzare fuori il cervello?
La donna lo guard con orrore. Per un momento Greg temette di averle detto troppo, ma quando
si rese conto che non era cos si rilass. Le suggerisco di controllare le disse, in tono di nuovo
gentile. Lei arretr un poco da lui, poi si volt e corse verso la porta che dava sul patio. Ah, tra
l'altro fece Greg, ricordando un altro dettaglio. Lei si volt. Quel cane l fuori tenter di salvare suo
figlio, ma non ci riuscir, e l'auto uccider anche lui.
La signora Wheeler lo fiss, quasi senza capire, poi si gir ancora, fece scorrere la porta e usc
sul patio. Lui torn tranquillamente a sedersi sul divano.
Greg...
L'uomo fece una smorfia irritata e la mise a tacere con un gesto della mano. Da fuori giunse un
rumore strisciante mentre la donna rovesciava il box. Si sent un'esclamazione di spavento, poi il suono
della suola di una scarpa che batteva contro il pavimento, e l'abbaiare agitato del cane. Greg sorrise e si
adagi contro lo schienale sospirando. Avevano fatto centro.
Quando la signora Wheeler rientr, la accolse con un'espressione beata, notando come lei
respirava ancora affannosamente.
Non dimostra nulla dichiar la donna.
Davvero? E che mi dice dell'esistenza del tappetino?
Forse avete fatto il giro della casa mentre ero in cucina.
Non  cos.
Magari avete solo tirato a indovinare.
O magari no le rispose, e il suo sorriso si fece gelido. Forse tutto ci che abbiamo detto 
vero. Vuole scommettere?
Lei non replic. Greg guard Carrie. C' altro da aggiungere? chiese. Lei fu scossa da una
serie di brividi. C' una presa elettrica accanto alla culla disse. C' anche una molletta per capelli, l
vicino, la bambina sta provando a infilarcela e...
Signora Wheeler? Greg la fissava con aria interrogativa. Si lasci sfuggire una risatina
quando la donna si volt e corse via dalla stanza. Quando fu uscita, sorrise e strizz l'occhio a Carrie.
Sei in gran forma, oggi, tesoro.
Lei ricambi lo sguardo con occhi lucidi. Ti prego, non esagerare mormor.
Lui distolse l'attenzione da lei, rabbuiandosi. Rilassati, si disse. Rilassati. Dopo oggi potrai
liberartene. Con aria indifferente fece scivolare il blocco in una tasca del soprabito.
La donna torn dopo qualche minuto, sul viso aveva dipinta un'espressione di puro terrore. Tra
due dita teneva una molletta. Come lo sapevate? domand costernata.
Credo di averglielo gi spiegato le rispose Greg. Mia moglie ha un dono. Sa esattamente
come e dove avverr l'incidente. Le interessa comprare questa informazione?
Le mani della signora Wheeler tremavano senza controllo. Quanto volete? chiese.
Centomila dollari in contanti fece lui, mentre le sue dita si contraevano in risposta al sussulto
di Carrie a quelle parole. Non la guard nemmeno: tenne fissi gli occhi sul volto afflitto della padrona
di casa.
Centomila... ripet lei con voce atona.
Esattamente. Affare fatto?
Ma non...
Prendere o lasciare, signora Wheeler. Lei non  in condizioni di trattare. Non pensi nemmeno
per un momento di poter fare qualcosa per evitare l'incidente. A meno che non conosca l'ora e il
luogo esatti, si verificher comunque. Si alz di scatto, facendola sobbalzare. Allora? la incalz.
Cos' pi importante? Centomila dollari o la vita di suo figlio?
La donna non riusc a parlare. Lui scocc un'occhiata nella direzione di Carrie, ancora seduta in
una silenziosa disperazione. Andiamo le ordin, avviandosi verso l'ingresso.
Aspetti!
Lui si gir. S?
Come... come faccio a sapere... balbett.
Lei non sa proprio nulla. Siamo noi quelli che sanno. Attese qualche altro istante per lasciarle
il tempo di decidere, poi and in cucina, estrasse il blocco per gli appunti, prese la matita che vi era
agganciata e annot il numero di telefono di quella casa. Sent la donna sussurrare implorando qualcosa
a Carrie, cos ripose il blocco e la matita nella tasca della giacca e lasci la stanza. Usciamo di qui
disse alla sua compagna, che nel frattempo si era alzata in piedi. Guard la donna con scarso interesse.
La chiamer nel pomeriggio la inform. Mi comunicher cosa avete deciso di fare lei e suo
marito. Le sue labbra si tesero quando aggiunse: Sar l'unica telefonata che riceverete da me.
Si diresse verso la porta d'ingresso e l'apr. Forza, forza! ordin a Carrie irritato. Lei lo
super velocemente, sfregandosi il viso per cancellare le lacrime. Lui la segu e fece per chiudere
l'uscio, poi si ferm, come se si fosse ricordato qualcosa.
A proposito, disse, di nuovo sorridendo se fossi in lei, non chiamerei la polizia. Non
potrebbero incolparci di nulla, nemmeno se ci rintracciassero. E naturalmente in quel caso non
potremmo dirvi ci che sappiamo, e vostro figlio non scamper alla morte.
Chiuse la porta e si avvi verso la macchina, imprimendosi nella mente l'immagine di quella
donna in piedi, sconvolta e tremante in mezzo al soggiorno, che lo fissava con occhi spaventati. Greg
sogghign divertito.
L'avevano messa nel sacco.
Greg vuot il bicchiere e si abbandon pesantemente su un bracciolo del divano, facendo una
smorfia. Era l'ultimo whisky a buon mercato che avrebbe bevuto; da quel giorno in avanti, avrebbe
preteso solo il meglio. Volt la testa, guardando Carrie. Era in piedi accanto alla finestra del soggiorno
della loro suite d'albergo, e guardava la citt. Cosa diavolo stava rimuginando, adesso?
Probabilmente si stava chiedendo dove fosse la decappottabile blu in quel momento. Per un attimo se
lo domand anche lui. Era parcheggiata? Si stava muovendo? Ridacchi in preda all'alcol. Gli dava
una sensazione di potere il fatto di sapere qualcosa su quell'automobile che nemmeno il proprietario
conosceva: per la precisione che, otto giorni pi tardi, alle 14:16 di un gioved pomeriggio, avrebbe
investito uno sfortunato ragazzino, uccidendolo.
Spost di nuovo lo sguardo su Carrie, mettendola a fuoco. D'accordo, dillo le intim. Sputa
il rospo.
Lei lo guard con un'espressione implorante. Dobbiamo per forza chiedere cos tanto?
Lui si volt e chiuse gli occhi.
Greg, dobbiamo proprio...
S! sibil lui. Dio, quanto avrebbe voluto potersi liberare di lei!
E se non avessero abbastanza denaro?
 difficile.
Il suono dei singhiozzi repressi di Carrie lo esasper. Va' a letto le ordin.
Ma non ha nessuna speranza!
Lui gir su s stesso, bianco in volto. Aveva speranze, prima che intervenissimo noi? ringhi.
Usa la testa, per una volta, maledizione! Se non fosse per noi sarebbe gi morto comunque!
S, ma...
Ti ho detto di andartene a letto!
Ma tu non hai visto in che modo accadr!
Lui fu scosso da un tremito violento, nel tentativo di controllare l'istinto di afferrare la bottiglia
di whisky, avventarsi contro la donna e spaccargliela in testa. Allontanati da me mormor fra i
denti.
Lei si mosse incerta nella stanza, premendosi il dorso di una mano contro la bocca. La porta
della camera da letto si richiuse con un tonfo e lui la sent mentre si lasciava cadere sul letto piangendo
a dirotto. Maledetta puttana lagnosa!, pens. Serr i denti fino a farsi male, poi si vers dell'altro
liquore, sorridendo mentre il calore gli scendeva fino allo stomaco. Si disse che ce l'avrebbero fatta.
Quelle persone erano ricche, e naturalmente la signora Wheeler gli aveva creduto. Annu tra s. Ce
l'avrebbero fatta di sicuro. Centomila dollari: il suo lasciapassare per una nuova vita. Vestiti costosi.
Hotel di lusso. Belle donne, tra cui forse avrebbe trovato una compagna. Continu ad annuire.
Succeder presto, si disse.
Stava allungando una mano per riprendere il bicchiere quando ud il suono attutito di Carrie che
parlava in camera da letto. Per qualche istante il suo braccio rest sospeso tra il divano e il tavolo. Poi,
in un attimo, lui si alz in piedi e balz verso la porta. La spalanc. Carrie trasal, il viso contratto dallo
spavento. Gioved 14! disse nella cornetta. Alle 14:16! grid, mentre Greg le strappava di mano il
ricevitore e colpiva con forza l'apparecchio per interrompere la chiamata. Era in piedi di fronte a lei,
tremava, e la fissava con occhi sgranati, quasi folli. Lei sollev lentamente un braccio per parare il
colpo che sapeva avrebbe ricevuto. Ti prego, non... cominci.
Ma la furia lo aveva completamente sopraffatto. Non sent nemmeno il rumore sordo che la
cornetta fece contro la guancia di lei quando gliela sbatt in faccia con tutta la forza che aveva. Carrie
cadde all'indietro con un grido soffocato. Puttana ansim lui. Non sei altro che una lurida puttana!
continu a urlare, sottolineando ogni parola con un nuovo colpo selvaggio contro il suo viso. Greg non
riusciva nemmeno a mettere a fuoco: la vedeva nascosta dietro un velo d'ira accecante. Il grande colpo
era perso per sempre! Ti uccider, quanto  vero Dio! Non sapeva se quelle parole si fossero formate
solo nella sua mente o se gliele avesse urlate contro davvero.
D'un tratto si rese conto di star stringendo ancora il ricevitore nella mano dolorante; si accorse
che Carrie era distesa sul letto, la bocca e gli occhi spalancati, i lineamenti deformati e coperti di
sangue. Lasci andare la cornetta e la sent andare a sbattere contro il pavimento, come se quel rumore
gli giungesse da chilometri e chilometri di distanza. La fiss, devastato dall'orrore. Era morta?
Appoggi un orecchio sul suo petto e si mise in ascolto. All'inizio ud solo il battito del proprio cuore,
che gli rimbombava nei timpani. Poi, man mano che si concentrava, colse le flebili e irregolari
pulsazioni di Carrie. Non era morta! La sua testa scatt verso l'alto.
Lei lo stava guardando, le labbra mollemente dischiuse, gli occhi spenti.
Carrie?
Non ebbe risposta. La donna muoveva la bocca senza emettere suoni, e continuava a fissarlo.
Cosa hai visto? le chiese. Aveva riconosciuto quello sguardo, e ne era rimasto sconvolto. Cosa hai
visto?
Strada mormor lei.
Greg si chin in avanti, osservando quel viso massacrato. Strada ripet lei in un sussurro.
Sibil nel risucchiare l'aria con un respiro roco per il sangue che aveva in gola. Greg. Tent di
mettersi a sedere, ma non ci riusc. Sembrava terribilmente preoccupata. Con un filo di voce aggiunse:
Un uomo... un coltello... tu... oh, no!
L'uomo si sent ghiacciare il sangue. Le afferr un braccio. Dove? bofonchi. Lei non
rispose, cos le conficc con foga le dita nella carne. Prese a tremare senza controllo. Carrie,
quando?
Ma ormai stringeva l'arto di una donna morta. Con un gemito strozzato, allontan la mano di scatto. La guard sconvolto, incapace di dire o pensare qualsiasi cosa. Poi, mentre arretrava, il suo sguardo fu attratto dal calendario appeso a una parete, e una frase si fece strada nella sua mente: 'Uno di questi giorni.' All'improvviso scoppi in lacrime e rise, allo stesso tempo. E prima di fuggire, rimase a guardare fuori dalla finestra per un'ora e mezza, chiedendosi chi sarebbe stato quell'uomo, dove fosse in quel preciso momento e cosa stesse facendo.
...
.
...
Fine.
...
.
...
Una stanza per morire.
...
.
...
Il bar era un prefabbricato di mattoni e legno con annesso un capanno, subito fuori citt. In un primo momento lo superarono con l'auto, avviandosi verso il deserto caldo e lucente. Poi Bob disse: Forse avremmo dovuto fermarci l. Dio solo sa quanto lontano potrebbe essere il prossimo.
Lo credo anch'io rispose Jean senza entusiasmo.
So che probabilmente sar un postaccio, ma dobbiamo mangiare qualcosa. Abbiamo fatto colazione pi di cinque ore fa.
Oh... d'accordo. Bob accost e guard indietro. Non c'erano altre automobili in vista. Fece una rapida inversione a U e lanci la Ford lungo la strada, poi svolt e si ferm davanti al bar. Ragazzi, sto morendo di fame disse.
Anch'io gli fece eco lei. Anche ieri sera avevo una fame incredibile, finch quella cameriera non ci ha portato del cibo.
Bob si strinse nelle spalle. Ma cosa possiamo fare?  forse meglio lasciarsi morire d'inedia in modo che ritrovino le nostre bianche ossa nel deserto?
Lei fece una smorfia, e insieme scesero dalla macchina. Le nostre bianche ossa ripet.
Il calore si abbatt su di loro come una cascata incandescente mentre camminavano sotto il sole.
Si affrettarono a raggiungere il locale, sentendo il terreno bruciante sotto i sandali.
Fa cos caldo fece Jean, e Bob rispose con un grugnito.
Spinsero la porta a zanzariera, che si apr con un suono lamentoso, poi si richiuse di scatto alle loro spalle, e i due si ritrovarono all'interno di quel posto soffocante, che odorava di grasso e sabbia bollente.
I tre uomini presenti nel bar si voltarono a guardarli. Uno, con indosso un camice e un berretto sporco, era comodamente seduto in un spar a bere birra. Un altro si trovava su uno sgabello davanti al bancone, con un panino in mano e una bottiglia di birra poggiata davanti a s. Il terzo uomo era il gestore, il quale abbass il giornale che aveva in mano e li fiss. Portava una maglietta bianca a maniche corte e pantaloni di tela spiegazzati dello stesso colore.
Che meraviglia, sussurr Bob nell'orecchio a Jean sembra di stare all'Hotel Ritz.
Lei ribatt piano: Spiritoso.
Si avviarono verso il bancone e si sedettero sugli sgabelli. I tre uomini continuavano a guardarli.
Il nostro arrivo in citt dev'essere un evento comment a bassa voce Bob.
Siamo gi famosi fece lei.
Il gestore si avvicin e prese un menu da dietro un portatovaglioli ossidato. Lo fece scivolare sul ripiano nella loro direzione. Bob lo apr, e cominciarono a studiarlo.
Avete del t freddo? domand poi Bob.
L'uomo scosse il capo. No.
Limonata? prov Jean.
Ottenne la stessa risposta. Tornarono a leggere il menu.
Che cosa avete di fresco? chiese Bob.
Aranciata e Dr Pepper fece l'altro in tono seccato.
Bob si schiar la voce. Potremmo avere un po' d'acqua prima di ordinare?  da...
L'uomo volt loro le spalle e and verso il lavandino. Fece scorrere dell'acqua in due bicchieri opachi e glieli port, bagnando il bancone nel poggiarveli sopra. Jean ne prese uno e mand gi un sorso. Rischi di soffocarsi con l'acqua per quanto era salmastra e calda.
Non ne ha di pi fresca? chiese.
Siamo nel deserto, signora rispose lui. Siamo fin troppo fortunati ad avere dell'acqua.
L'uomo doveva avere poco pi di cinquant'anni; aveva i capelli grigi, che portava pettinati con la riga in mezzo. I dorsi delle mani erano ricoperti di sottili peli neri, e al mignolo della destra portava un anello con incastonata una pietra rossa. Guardava i nuovi venuti con occhi inespressivi, in attesa che ordinassero.
Prender un toast di pane di segale con un uovo fritto e... cominci Bob.
Non abbiamo toast lo interruppe l'uomo.
D'accordo, allora un panino di segale semplice.
Non abbiamo pane di segale.
Bob sollev lo sguardo. Che tipo di pane avete?
Bianco.
Si strinse nelle spalle. Allora bianco. E un frapp alla fragola. Tu cosa prendi, tesoro? Lo sguardo piatto del barista si spost su Jean.
Non lo so disse. Penso che decider mentre prepara quello che ha ordinato mio marito.
L'altro la osserv ancora per qualche istante, poi si gir e and ai fornelli.
 terrificante comment Jean.
Lo so, cara, ammise lui ma che altro possiamo fare? Non sappiamo quanto  lontana la prossima citt.
Lei allontan il bicchiere da s e scivol gi dallo sgabello. Vado a darmi una rinfrescata disse. Forse dopo avr pi appetito.
Buona idea.
Poco dopo anche lui si alz e si avvicin alle due porte dei bagni. Aveva appena posato una mano sulla maniglia di una delle due, quando l'uomo che stava mangiando al bancone lo avvert:
Penso che sia occupato, signore.
Bob la fece girare. No, non lo  rispose, ed entr.
Jane usc dalla toilette e torn al suo posto. Bob non c'era. Pens che doveva aver deciso di andare al bagno anche lui. Il tale seduto al bancone non c'era pi.
Il barista lasci per un attimo il suo angolo cottura e le domand: Adesso vuole ordinare?
Cosa? Ah. Prese in mano il menu e lo lesse per qualche istante. Credo che prender la stessa cosa che ha ordinato mio marito.
L'altro torn a cucinare e ruppe un secondo uovo su una padella nera. Jane lo sent sfrigolare.
Sperava che Bob tornasse in fretta. Si sentiva a disagio a stare da sola in quel locale cos afoso e squallido.
Sovrappensiero, prese di nuovo il bicchiere d'acqua e bevve un sorso. Fece una smorfia per il sapore e lo rimise gi.
Pass un minuto. Si accorse che l'uomo seduto nel spar la stava guardando. La gola le si serr e le dita della sua mano destra presero a tamburellare sul bancone. Sentiva una morsa allo stomaco. La mano ebbe uno scatto improvviso quando una mosca vi si pos sopra.
Poi sent il rumore della porta del bagno degli uomini che si apriva e si volt di scatto, mentre un senso di sollievo la invadeva.
Rabbrivid, nonostante il gran caldo di quel bar.
Non era Bob.
Il suo cuore perse un colpo; l'uomo torn al proprio posto, vicino al bancone, e si rimise a mangiare il panino che aveva lasciato a met. Jane distolse lo sguardo quando lui le lanci un'occhiata. Poi, d'impulso, si alz di nuovo e torn vicino ai bagni.
Finse di guardare un espositore di cartoline scolorite dal sole, ma i suoi occhi continuavano a tornare sulla porta di un giallo scuro con la parola UOMINI scritta sopra.
Pass un altro minuto. Si rese conto che cominciavano a tremarle le mani. Un lungo respiro le scosse il corpo mentre tornava a fissare con nervosa impazienza la porta.
Vide l'uomo seduto nel spar alzarsi e percorrere lentamente la lunghezza del bar. Portava un cappello girato all'indietro, e i passi delle sue scarpe a punta risuonavano pesanti sulle mattonelle del pavimento. Jean era in piedi, rigida, e aveva in mano una cartolina quando l'altro avventore la super.
La porta del bagno degli uomini si apr e si richiuse dietro di lui. Silenzio. Lei fiss la porta, cercando di rimanere calma. Deglut a vuoto. Fece un respiro
profondo e rimise la cartolina al suo posto.
Ecco i panini l'avvis il barista dietro il bancone. Jean trasal al suono della sua voce, annu in risposta ma rimase dov'era.
Le si ferm il respiro quando la porta del bagno si apr di nuovo. Istintivamente fece per avvicinarsi, ma si trattenne quando vide che a uscirne era l'uomo che vi era entrato per ultimo, dal viso
florido e sudato.
Mi scusi lo ferm.
Lui si volt e la guard con occhi inespressivi. L'odore del suo alito le fece rivoltare lo stomaco.
Ha visto mio... mio marito, l dentro?
Cosa?
Jane serr a pugno le mani che teneva lungo i fianchi. C'era mio marito nel bagno?
L'altro la fiss per un attimo, come se non capisse cosa stava dicendo. Poi disse: No, signora e le volse le spalle.
Faceva molto caldo nel locale, ma Jean ebbe la sensazione di essere stata immersa in una vasca d'acqua ghiacciata. Guard come spaesata l'uomo che tornava a sedersi al suo posto.
Poi si ritrov ad affrettarsi verso il bancone, da quello che stava bevendo birra da una bottiglia imperlata di gocce di condensa.
L'uomo pos la bottiglia quando lei lo raggiunse.
Mi scusi, ha per caso visto mio marito, prima, nel bagno?
Suo marito?
Jean si morse il labbro inferiore. S, mio marito. Siamo entrati insieme. Non era nel bagno quando ci  andato lei?
Non ricordo come fosse fatto.
Intende dire che non l'ha visto l dentro?
Non ricordo di averlo visto.
Ma ...  un'assurdit sbott lei in un accesso di collera dettato dalla paura. Doveva essere l.
Restarono a guardarsi per qualche secondo. L'uomo non disse nulla: era impallidito.
Ne ... sicuro? gli chiese lei.
Signora, non ho motivo di mentirle.
Bene. Grazie.
Si sedette rigidamente sullo sgabello, guardando i due panini e i frapp, mentre cercava disperatamente di pensare a una soluzione. Forse Bob le stava facendo uno scherzo. Ma non era sua abitudine comportarsi cos, e quello non era certo il luogo ideale dove cominciare a farlo. Eppure doveva essere cos. Ci doveva essere una porta secondaria nel bagno, e... No. Non poteva essere uno scherzo. Bob non era affatto andato al bagno. Aveva semplicemente deciso che aveva ragione lei: quel posto era raccapricciante, era uscito e la stava aspettando in macchina.
Si sent una sciocca mentre correva verso la porta. Avrebbero dovuto dirle che Bob era uscito.
Chiss cosa avrebbe pensato nel sentirla raccontare che si era sconvolta per un nonnulla.
Mentre spingeva la zanzariera per uscire, si domand se suo marito avesse pagato quanto avevano ordinato. Doveva averlo fatto. Anche perch il barista non la richiam quando la vide uscire. Avanz sotto il sole cocente in direzione dell'auto, con gli occhi socchiusi per il riflesso della luce sul parabrezza. Sorrise di s al pensiero delle sue assurde preoccupazioni.
Bob, aspetta che ti...
Un terrore irrazionale le serr le viscere in una morsa. Si blocc in quel calore opprimente, fissando l'auto vuota. Sent un grido farsi strada nella gola. Bob...
Si mise a correre intorno al locale, alla ricerca di un ingresso posteriore. Forse il bagno era troppo sporco; forse Bob era uscito da un'altra porta e non riusciva a ritrovare l'entrata dal capanno annesso al bar.
Cerc di guardare dentro al capanno da una delle finestre, ma era foderata di carta incatramata dall'interno. And sul retro del bar e si ritrov davanti all'enorme, desolata distesa desertica. Si volt e cerc se ci fossero impronte a terra, ma il suolo era duro come se fosse stato lastricato. Emise un respiro soffocato, e si rese conto che entro pochi istanti sarebbe scoppiata a piangere.
Bob mormor. Bob, dove...
Nel silenzio che la circondava sent il suono della zanzariera della porta d'ingresso che sbatteva contro il telaio. All'improvviso si mise a correre lungo il lato del locale, con il cuore che le martellava in petto. Ondate di calore soffocante la colpirono mentre correva. Quando arriv all'angolo, si ferm di colpo.
L'uomo con cui aveva parlato al bancone stava guardando dentro la sua macchina. Era basso, sulla quarantina, portava un cappello a tesa larga macchiato e una camicia a righe verdi. Delle bretelle nere gli reggevano i pantaloni neri, sporchi di grasso. Come l'altro avventore, indossava degli stivali a punta.
Jean fece un passo e i suoi sandali lasciarono il segno di una riga sul terreno arido. L'uomo volt subito verso di lei il viso magro. Aveva gli occhi di un blu chiaro che risplendevano come gocce di latte sul colore scuro della sua pelle abbronzata.
Le sorrise. Avevo pensato di venire a vedere se suo marito la stava aspettando in macchina disse. Si tocc il bordo del cappello e fece per rientrare nel bar.
Lei ... cominci lei, poi si ferm quando l'altro si gir di nuovo a guardarla.
Come, scusi?
Lei  proprio sicuro che non fosse nel bagno?
Non c'era proprio nessuno, quando sono entrato le rispose.
Jean rabbrivid nel sole mentre l'uomo tornava nel locale, e la porta si richiuse. Sent un folle terrore riversarsi in lei come acqua gelata.
Poi torn in s. Doveva esserci una spiegazione. Cose del genere non potevano accadere.
Attravers il bar a passo deciso e si ferm davanti al bancone. L'uomo in bianco sollev lo sguardo dal giornale.
Potrebbe controllare il bagno degli uomini? gli domand.
Il bagno?
Represse un moto d'ira. S, proprio cos. So che mio marito  l.
Signora, non c' nessuno l dentro intervenne quello che ne era uscito poco prima.
Mi spiace contraddirla replic lei risoluta, rifiutando di dar credito a quelle parole. Mio marito non pu essere scomparso.
I due la fissarono in un modo che la fece innervosire.
Insomma, ha intenzione di andare a guardare? riprese, senza riuscire a mantenere saldo il tono di voce.
Il gestore del bar lanci un'occhiata all'altro, storcendo la bocca. Jean sent le sue mani chiudersi in pugni per la rabbia. Poi il barista si spost lungo in bancone, e lei lo segu. Gir la maniglia di porcellana e spinse la porta, tenendola aperta. Lei trattenne il respiro mentre si avvicinava per guardare dentro.
Il bagno era vuoto.
Soddisfatta? fece l'uomo, lasciando che la porta si richiudesse.
Aspetti. Mi lasci controllare di nuovo.
Lui serr la bocca, che divenne una linea piatta. Non ha visto che non c' nulla?
Ho detto che voglio guardare ancora.
Signora, le sto dicendo che...
Jean spinse la porta di colpo, facendola andare a sbattere contro il muro.
L! esclam. C' una porta, proprio laggi! E indic un'entrata sul lato pi lontano della stanza.
Quella porta  chiusa a chiave da anni, signora.
Non si pu aprire?
Non c' motivo di aprirla.
Dev'essere possibile. Mio marito  entrato qui e non l'abbiamo visto uscire. E non pu essere scomparso!
L'uomo le rivolse uno sguardo vacuo, senza parlare.
Cosa c' oltre quella porta? riprese lei.
Niente.
Non d sull'esterno?
L'altro non le rispose.
Allora?
Conduce a un capanno, signora, un capanno che nessuno usa da molto tempo le disse rabbioso.
Lei si fece avanti e afferr la maniglia della porta.
Le ho detto che non si apre fece l'uomo parlando pi forte.
Signora? Jean riconobbe il suono gentile dell'avventore dal cappello a tesa larga e la camicia a righe verdi. Ascolti, in quel magazzino non c' altro che robaccia di chiss quando. Se lo desidera, per, gliela mostrer.
Dal modo in cui le si era rivolto, Jean si rese conto di essere sola.
Nessuno che conosceva sapeva dove fosse in quel momento; e non c'era modo di sapere se...
Usc in fretta dal bagno.
Mi scusi disse mentre oltrepassava il suo ultimo interlocutore. Prima vorrei fare una telefonata.
Si avvicin al telefono, tremando al pensiero che la stessero seguendo. Sollev il ricevitore. Non c'era linea. Aspett un momento, poi si volt rigidamente verso gli uomini che la stavano guardando.
Ma... funziona?
Chi sta chiaman... cominci a dire il barista, ma l'altro si intromise. Deve caricarlo con la manovella le spieg con calma. Jean not l'occhiata di disappunto che il primo che aveva parlato gli rivolse, e quando torn a girarsi verso l'apparecchio li sent bisbigliare in modo concitato. Azion la manovella con dita tremanti. Che faccio se mi si avventano contro? Non riusciva a scacciare quel pensiero.
S? rispose una voce dall'altro capo del filo.
Jean deglut. Potrebbe passarmi il commissario, per favore? chiese.
Qui non ci sono commissari.
Sent di essere sul punto di urlare. Con chi posso parlare?
Forse intendeva dire lo sceriffo, signora rispose l'operatore.
Lei chiuse gli occhi e si pass la lingua sulle labbra secche. Mi passi lo sceriffo, allora.
Il telefono emise un suono disturbato, una serie di ronzii sordi, poi qualcuno sollev la cornetta.
Ufficio dello sceriffo disse una voce.
Sceriffo, per favore, potrebbe venire a...
Aspetti un attimo. Glielo passo.
Lo stomaco le si contrasse, la gola le si serr. Mentre aspettava, si sentiva addosso gli occhi di quei due. Uno si mosse, e lei sobbalz senza controllo.
Qui  lo sceriffo.
Sceriffo, per favore, potrebbe venire al... Le tremarono le labbra quando si rese conto di non sapere il nome del locale. Si volt, ansiosa, e le si ferm il cuore quando incroci lo sguardo freddo di quegli uomini. Come si chiama questo bar? domand.
Perch vuole saperlo? fece quello vestito di bianco.
Non me lo dir mai, pens lei. Mi costringer a uscire per leggere l'insegna, in modo da poter...
Ha intenzione di... ribatt, poi di colpo fu interrotta dalla voce dello sceriffo che diceva: Pronto?
La prego, non riattacchi si affrett a rispondergli. Sono in un bar fuori citt, vicino al deserto. A ovest. Sono arrivata qui con mio marito, e lui non c' pi. ...  scomparso.
Rabbrivid al suono della sua stessa voce.
Si trova al Blue Eagle? chiese lui.
Non... non lo so. Non so come si chiama. Non vogliono dirmi...
Di nuovo si interruppe, innervosita.
Signora, se vuole sapere il nome del bar,  Blue Eagle intervenne quello dal cappello a tesa larga.
S, s conferm lei nel ricevitore. Il Blue Eagle.
Arrivo subito le assicur.
Perch gliel'hai detto? protest rabbioso il gestore del locale rivolto all'altro.
Amico, non vogliamo guai con lo sceriffo. Non abbiamo fatto niente. Perch dovremmo impedirgli di venire?
Per un lungo istante Jean rest con la fronte poggiata contro il telefono, e fece lunghi respiri.
Non possono fare niente, adesso, continuava a ripetersi. Ho parlato con lo sceriffo, e ora devono lasciarmi in pace. Sent i passi di uno dei due che si avvicinava alla porta, ma non le parve che l'aprisse.
Si volt e vide che l'uomo con il cappello stava guardando oltre la zanzariera, mentre l'altro la fissava con occhi di fuoco.
Sta cercando di mettere nei guai il mio locale? le chiese quest'ultimo.
Non sto cercando di mettere nei guai proprio nessuno, ma rivoglio mio marito.
Signora, non abbiamo fatto nulla a suo marito!
Quello che era andato verso l'uscita si gir con un ghigno. Sembra che il maritino se la sia svignata fece in tono smielato.
Non  vero! grid lei con stizza.
E allora dov' la sua macchina?
Jean sent lo stomaco sprofondare. Corse verso la porta e la spinse, aprendola.
L'auto non c'era pi.
Bob!
Sembra proprio che l'abbia abbandonata comment l'uomo.
Lei lo guard in preda al panico, poi singhiozzando attravers il portico con passi incerti. Rimase in quell'ombra incandescente a piangere, continuando a guardare il punto in cui era parcheggiata la macchina, e dove la sabbia stava ancora tornando a posarsi. Era ancora sotto il portico quando la polverosa macchina blu dello sceriffo si ferm davanti al bar. Lo sportello si apr e ne scese un uomo alto, dai capelli rossi e vestito con una camicia e dei pantaloni grigi, con una stella di metallo opaco appuntata all'altezza del cuore. Jean gli and incontro come intontita.
 lei che ha chiamato? le chiese lui.
S, sono io.
Cosa c' che non va?
Gliel'ho detto. Mio marito  scomparso.
Scomparso?
Gli spieg cos'era successo nella maniera pi rapida che pot.
Quindi lei non crede che possa essere semplicemente andato via con la macchina? domand lo sceriffo.
Non mi avrebbe lasciata cos.
Lui annu. Bene, continui.
Quando Jean ebbe finito di raccontare l'accaduto, lui annu di nuovo ed entr con lei. Si avvicinarono al bancone.
Il marito di questa donna  andato nel bagno, Jim? chiese lo sceriffo al gestore.
Come faccio a saperlo? Stavo cucinando. Lo chieda a Tom, c'era anche lui qui e fece un cenno verso l'uomo con il cappello.
Allora, Tom? disse lo sceriffo.
Senta, questa donna non le ha detto che suo marito se n' scappato con la loro auto?
Non  vero! grid Jean.
L'ha visto mettersi alla guida e andarsene?
Certo che l'ho visto. Altrimenti perch l'avrei detto?
No. No. Jean mormor quella parola scuotendo il capo impercettibilmente, terrorizzata.
Perch non ha provato a richiamarlo, se l'ha visto andar via? chiese lo sceriffo a Tom.
Perch non erano affari miei se un uomo aveva deciso di scappare da...
Lui non  scappato!
L'uomo col cappello si strinse nelle spalle sogghignando. Lo sceriffo si rivolse a Jean.
Ha visto suo marito entrare nel bagno?
S, certo che... be', no, non  andata proprio cos, ma... Si blocc, chiudendosi in un silenzio risentito mentre Tom ridacchiava.
So che ci  entrato, riprese poi lei perch quando sono uscita dal bagno delle donne sono
andata nel parcheggio, e in auto non c'era nessuno. In quale altro posto avrebbe potuto essere? Il bar  tutto qui. C' una porta, in quella toilette. E lui mi ha detto che non viene aperta da anni dichiar indicando l'uomo in bianco. Invece sono sicura che non  cos. So che mio marito non mi avrebbe abbandonata in questo modo. Lo conosco, e non l'avrebbe mai fatto!
Sceriffo, intervenne il barista le ho fatto vedere il bagno degli uomini quando me l'ha chiesto. Dentro non c'era nessuno, e non pu affermare il contrario.
Jean scroll le spalle nervosamente.  passato dall'altra porta disse.
Signora, quella porta non viene mai usata! le grid contro. Lei trasal e arretr.
D'accordo, Jim, calmati disse lo sceriffo. Signora, se non ha visto suo marito entrare l dentro e non  certa che ci fosse qualcun altro alla guida della vostra macchina, non vedo elementi per indagare.
Cosa? Non riusciva a credere alle proprie orecchie. Quell'uomo le stava davvero dicendo che non si poteva fare nulla? Per un attimo fu presa da una rabbia cieca, pensando che lo sceriffo stava difendendo i suoi concittadini contro una straniera. Poi l'idea di essere rimasta sola e indifesa si fece strada in lei, e la lasci senza fiato a fissarlo con occhi disperati, quasi fosse una bambina bisognosa d'aiuto.
Signora, non saprei come aiutarla ribad lui scuotendo il capo.
Non potrebbe... Indic timidamente il bagno. Non potrebbe cercare qualche traccia o qualcosa del genere l dentro? Non potrebbe almeno aprire la porta?
Lo sceriffo la guard per un momento, poi contrasse le labbra e si avvicin alla toilette. Jean trem quando il gestore del locale si spost, andandosi a mettere accanto a lei.
Le ho detto che non si apre spieg questi al tutore della legge.  chiusa a chiave dall'altra parte. Come avrebbe fatto a uscire?
Qualcuno potrebbe averla aperta dall'esterno propose lei nervosa.
L'altro emise un suono di disgusto.
 venuto qualcun altro qui? domand lo sceriffo a Jim.
Solo Sam McComas: si era preso qualche birra, ma  andato a casa intorno alle...
Intendo dire in questo capanno.
Sceriffo, sa che non  cos.
Nemmeno Big Lou?
Jim tacque per un attimo, e Jean lo vide deglutire.
Sono mesi che non si fa vedere da queste parti rispose infine Jim. Se n' andato a nord.
Jim, sar meglio che tu faccia il giro e apra questa porta gli intim l'altro.
Ma l dietro non c' altro che un capanno vuoto.
Lo so, lo so. Lo chiedo solo per tranquillizzare questa signora.
Jean rest immobile, di nuovo preda di quella sensazione di smarrimento. Nessuno poteva aiutarla. Si sentiva stordita, come se tutto vorticasse intorno a lei. Strinse le mani a pugno, una nell'altra, e le sue dita divennero bianche.
Jim usc bofonchiando parole di protesta dalla porta a zanzariera, sbattendola nel richiuderla alle sue spalle.
Signora, venga qui la richiam gentilmente lo sceriffo. Le balz il cuore in petto mentre entrava nel bagno.
Riconosce questo?
Lei osserv il brandello di stoffa che l'uomo teneva in mano, e boccheggiando rispose:  dei pantaloni che indossava!
Non gridi, signora, la redargu lui non voglio pensino che sospetto qualcosa.
Al rumore di passi nel locale, usc di scatto dal bagno. Stai andando da qualche parte, Tom? chiese.
No, no, sceriffo rispose l'altro. Stavo solo venendo a vedere come stavano andando le cose.
Mmh. Be', resta da queste parti per un po', ti spiace?
Certo, certo lo rassicur Tom. Non ho intenzione di allontanarmi.
Ci fu un rumore secco nel bagno, e un attimo dopo la porta si apr. Lo sceriffo super Jean e scese tre gradini che portavano a una specie di magazzino male illuminato.
Non si pu accendere una luce? chiese a Jim.
No, non c' ragione di avere energia elettrica qui. Nessuno ci viene mai.
Lo sceriffo prov ad azionare un interruttore, ma non accadde nulla.
Non mi crede? domand il gestore.
Certo che ti credo ribatt l'altro. Ero solo curioso.
Jean rest sulla soglia, a osservare quell'ambiente da cui proveniva odore di muffa.
Bisognerebbe dargli una bella ripulita comment lo sceriffo guardando un tavolo e una sedia rovesciati.
Non ci viene nessuno da anni, non avrebbe senso mettere a posto fu la risposta di Jim.
Anni, eh? fece l'altro quasi parlando a s stesso mentre si aggirava per il locale. Jean lo guardava, le dita ormai insensibili, tremante. Perch non scopriva dov'era finito Bob? Quel pezzo di stoffa, come era stato strappato dai suoi pantaloni? Strinse i denti con tutte le forze. Non devo piangere, si impose. Non devo piangere. So che sta bene. Sta benissimo.
Lo sceriffo si ferm e si chin a raccogliere un giornale. Gli diede uno sguardo con aria indifferente, poi lo arrotol e lo fece sbattere contro il palmo di una mano.
Anni, eh? ripet.
Be', io non ci entro da anni si affrett a precisare Jim, leccandosi un labbro. Potrebbe essere quel... Lou, oppure qualcuno che si  infilato qui negli scorsi mesi. Sa che non tengo chiusa a chiave la porta che d sull'esterno.
Per hai detto che Lou  andato a nord fece notare lo sceriffo in tono pacato.
 cos infatti,  cos. Ho detto che nell'ultimo anno potrebbe...
Questo giornale  di ieri lo interruppe l'altro.
Jim impallid, fece per dire qualcosa, ma poi si ferm. Jean si accorse di star tremando senza controllo. Non sent la porta a zanzariera che si richiudeva piano all'ingresso del bar e i passi furtivi sul pavimento del portico.
Non ho detto che Lou era l'unico che potesse intrufolarsi qui per passare la notte rispose concitato Jim. Potrebbe esserci stato qualsiasi vagabondo di passaggio.
Tacque quando lo sceriffo si guard intorno all'improvviso, cercando di scorgere qualcosa alle spalle della donna. Dov' Tom? chiese a voce alta.
Jean lo cerc con lo sguardo, poi si spost con un sussulto per far passare lo sceriffo, che la oltrepass per precipitarsi di nuovo nel bar.
Non allontanarti, Jim! grid voltandosi indietro per un attimo.
Jean usc di corsa dal bar, seguendolo. Quando arriv sul portico vide lo sceriffo che si schermava gli occhi con una mano e guardava la strada. Si volt nella stessa direzione, e vide Tom correre verso un'altra persona, un uomo alto.
Lo sceriffo mormor tra s: Dev'essere Lou. Scatt in avanti, poi torn indietro e sal in auto. Sceriffo!
Lui la guard dal finestrino e scorse l'espressione terrorizzata del suo volto. E va bene, salga! Si sbrighi!
Lei lasci il portico e corse verso la macchina. L'uomo le apr lo sportello e lei scivol accanto a lui, richiudendo la portiera. Lo sceriffo lanci l'auto a tutta velocit allontanandosi dal bar, e si immise sulla strada in una nuvola di polvere.
Che succede? chiese Jean, senza fiato.
Suo marito non ha deciso di lasciarla le disse lui.
Dov'? gli domand impaurita.
Ma avevano ormai quasi oltrepassato i due uomini, che ora correvano insieme nella boscaglia. Lo sceriffo si spost sul lato della strada e fren bruscamente. Scese in fretta, portando una mano alla pistola.
Tom! grid. Lou! Fermatevi!
I due non obbedirono.
Lui sollev l'arma e fece fuoco. Jean sussult all'esplosione e vide in lontananza una nuvola di polvere sollevarsi nel deserto roccioso.
Gli uomini in fuga si bloccarono, si voltarono e alzarono le mani.
Tornate indietro! ordin lo sceriffo. Subito!
Jean era in piedi accanto alla macchina, incapace di fermare il tremito delle sue mani. Guard i due, che ora si stavano avvicinando.
Molto bene, dov'? chiese lo sceriffo quando li ebbero raggiunti.
Di chi sta parlando? fece Tom.
Non ci provare neanche. Non accetter altri scherzi. Questa donna rivuole suo marito. Ora,dove...
Marito? esclam Lou, guardando l'uomo col cappello con occhi rabbiosi. Ne avevamo discusso!
Sta' zitto! grid l'altro, abbandonando del tutto il tono gentile che aveva mantenuto fino a poco prima.
Mi avevi detto che non... riprese l'altro.
Vediamo cos'hai nelle tasche, Lou intervenne lo sceriffo.
Lui lo guard sconcertato. Nelle tasche?
Forza, sbrigati lo incalz lui facendo un gesto impaziente con la pistola. Lou cominci a svuotarle lentamente.
Avevi detto che non l'avremmo fatto borbott rivolto al suo compare. L'avevi promesso. Brutto stupido.
Jean ansim quando Lou gett a terra il portafoglio. Appartiene a Bob sussurr con un filo di voce.
Lo prenda pure, signora disse lo sceriffo.
Jean si avvicin all'uomo e si chin a raccogliere il portafoglio, le monete, le chiavi della macchina.
D'accordo, e lui dov'? chiese l'ufficiale. E non farmi perdere tempo! aggiunse con foga, rivolto a Tom.
Senta, non so cosa... cominci questi.
Lui quasi gli salt addosso. E allora aiutami a trovarlo! grid furioso. Tom sollev una mano e indietreggi.
Glielo dico sinceramente, sceriffo intervenne Lou. Se avessi saputo che quel tipo era qui con una donna, non l'avrei mai fatto.
Jean fiss quell'individuo alto e dall'aspetto raccapricciante mordendosi il labbro inferiore.
Bob, Bob, continuava a ripetere quel nome nella sua mente.
Ho detto che voglio sapere dov' ribad lo sceriffo.
Glielo mostrer, glielo mostrer disse Lou. Lo giuro, non l'avrei mai fatto se avessi saputo che questa donna era con lui. Si volt di nuovo verso il suo compare. Perch l'hai fatto entrare l dentro? Perch? Rispondimi.
Non so di cosa sta parlando, sceriffo tent di difendersi Tom. Io...
Mettetevi sulla strada. Tutti e due. Ora ci portate da lui, o finirete davvero nei guai. Vi seguir in auto. Non azzardatevi a fare mosse false, non provateci nemmeno.
La macchina seguiva lentamente i due uomini in marcia.
 da un anno che spio le loro mosse spieg lo sceriffo a Jean. Hanno messo su un bel sistema per derubare gli uomini che vanno in quel bar, poi li scaricano nel deserto buttandoli gi dalla loro stessa automobile, che rivendono a nord.
Jean riusciva a fatica a seguire il filo del discorso. Continuava a fissare la strada davanti a s,
con lo stomaco contratto, le mani serrate una nell'altra.
Per non ero mai riuscito a capire come funzionava esattamente prosegu lui. Non avevo mai pensato al bagno. Immagino che l'abbiano sempre tenuto chiuso, tranne quando era un uomo arrivato da solo a volersene servire. Oggi hanno commesso il loro primo errore. Ho idea che Lou aggredisse chiunque entrasse l dentro. Non  particolarmente sveglio.
Crede che abbiano... cominci a dire Jean in tono esitante.
Lo sceriffo parve indeciso. Non so, signora. Ma non penso. Non sono cos sciocchi. D'altra parte abbiamo avuto altri casi del genere in passato, e al massimo il malcapitato di turno aveva rimediato una botta in testa.
Suon il clacson. Forza, accelerate! esort i due malfattori.
Ci sono serpenti qui? chiese la donna.
Lui non rispose. Si limit a serrare la bocca e schiacci l'acceleratore, in modo che i due procedessero a passo pi spedito per evitare il paraurti.
Avanzarono ancora per qualche centinaio di metri. Poi Lou svolt, imboccando una strada fangosa.
Oh mio dio, dove l'hanno portato? esclam la donna.
Dovrebbe essere laggi in fondo.
Fu allora che Lou indic un boschetto e Jean scorse la sua auto. Lo sceriffo fren, e proseguirono a piedi. Bene, e lui dov'?
Lou si incammin sul terreno desertico. Jean riusciva a malapena a trattenersi dal correre: dovette controllarsi per restare accanto allo sceriffo. Le suole delle loro scarpe scricchiolavano su quella terra arida, e lei quasi non sentiva i sassolini che le si infilavano nei sandali, tanto era concentrata a studiare il suolo che aveva davanti a s.
Signora, le disse Lou spero che non se la prender troppo con me. Se avessi saputo che eravate insieme, non l'avrei nemmeno sfiorato.
Falla finita, Lou gli intim il tutore della legge. Ci siete dentro fino al collo tutt'e due, quindi sar meglio per te se risparmi il fiato.
In quel momento Jean vide il corpo disteso sulla sabbia, e con un singhiozzo super di corsa gli uomini, con il cuore impazzito.
Bob...
Pos la testa del marito sul suo grembo, e quando lui riusc finalmente ad aprire gli occhi un senso di sollievo la invase, come se le avessero rimesso la terra sotto i piedi. Lui tent di sorriderle, ma trasal per il dolore. Sono stato colpito sussurr. Jean non rispose, mentre le lacrime cominciarono a rigarle le guance. Lo aiut a tornare alla loro macchina, e mentre seguivano la vettura dello sceriffo, lo tenne per mano per tutta la strada fino in citt.
...
.
...
Scambi indecenti.
...
.
...
Un pomeriggio di ottobre il campanello suon. Frank e Sylvia Gussett si erano appena seduti a guardare la televisione. Frank pos il suo Gin tonic sul tavolo e si alz. Attravers il corridoio e and ad aprire la porta. Era una donna.
Buonasera lo salut. Sono qui per conto della ditta Scambi.
Scambi? ripet lui sorridendole gentilmente.
S conferm. Stiamo avviando un programma sperimentale in questa zona. Il nostro servizio riguarda...
Il loro servizio era davvero incredibile. Frank rest a bocca aperta.
Sta dicendo sul serio? le chiese.
Assolutamente.
Ma... buon dio, non pu... presentarsi a casa della gente e... e...  contro la legge! Potrei farla arrestare!
Oh, non lo farebbe rispose lei. Inspir profondamente gonfiando la camicetta che indossava.
Ah, no? disse Frank, e le sbatt la porta in faccia. Rest fermo dietro la porta, respirando a
fatica. Fuori, sent il rumore dei tacchi a spillo della donna che risuonava sul pavimento della veranda fino a svanire.
Torn in soggiorno con passo incerto.
Incredibile disse.
Sylvia distolse lo sguardo dal televisore. Cosa? domand.
Lui glielo spieg.
Che? esclam alzandosi inorridita dalla poltrona.
Rimasero per un attimo a guardarsi in silenzio. Poi lei si avvi decisa verso il telefono e sollev
il ricevitore. Compose un numero, poi dichiar: Voglio parlare con la polizia.
Una strana vicenda fu il commento dell'agente che arriv da loro qualche minuto dopo.
Pu ben dirlo riflett Frank.
Be', cosa avete intenzione di fare, dunque? lo incalz Sylvia.
Non c' molto che possiamo fare nell'immediato, signora spieg il poliziotto. Non abbiamo
niente di concreto.
Ma la descrizione che vi ho fornito... protest Frank.
Non possiamo andare in giro ad arrestare ogni donna che vediamo con i tacchi a spillo e una
camicia bianca ribatt l'altro. Se dovesse tornare, chiamateci. Ma forse  stato uno scherzo di
qualche associazione universitaria femminile.
Forse ha ragione lui disse Frank quando l'agente se ne fu andato.
Sar meglio fu la risposta di sua moglie.
Ieri sera  successa una cosa stranissima raccont Frank a Maxwell mentre andavano al
lavoro insieme, in auto.
Maxwell ridacchi. S,  venuta anche a casa nostra.
Davvero? e si volt a guardare il suo vicino, che continuava a sogghignare.
Gi. Per mia fortuna  stata mia moglie ad aprire la porta.
Frank si irrigid. Noi abbiamo chiamato la polizia.
E perch? Perch contrastarli?
L'altro corrug la fronte. Vuoi dire che... non pensi sia stato uno scherzo?
Diamine, no, amico.  tutto vero. E cominci a cantare: Sono una puttanella porta a porta...
Non voglio recare offesa, ma vengo spesso fraintesa...
Che diavolo dici?
L'ho sentita a una festa di addio al celibato. Immagino che la nostra non sia la prima citt in
cui  successo.
Buon dio mormor Frank, impallidendo.
Ma perch ti stupisci? Era solo questione di tempo. Perch dovrebbero farsi scappare un affare
del genere?
 una cosa abominevole.
Amico mio, eccome. Ma  il progresso...
La seconda si present quella sera stessa. Aveva i capelli tinti di biondo, una gonna con lo
spacco vertiginoso e un maglioncino cortissimo.
Ciao, tesoro disse quando Frank apr la porta. Mi chiamo Janie. Che ne dici, ti interesso?
Lui rest immobile, bloccato. Io... cominci.
Ho ventitr anni, e sono tutta per te riprese lei.
Frank chiuse la porta, tremando.
Di nuovo? chiese Sylvia quando torn vacillando da lei.
S sussurr.
Ti sei fatto dare il suo indirizzo e il numero di telefono, cos possiamo riferirli alla polizia?
Me ne sono dimenticato.
Oh! esclam lei battendo i piedi. Avevi detto che l'avresti fatto.
Lo so. Deglut. Si chiamava... Janie.
Questo s che ci sar d'aiuto fece lei. Rabbrivid. E adesso cosa facciamo?
Frank scosse il capo.
Ah,  mostruoso dover essere esposti a un simile... Si interruppe, tremando di rabbia.
Lui la abbracci. Coraggio bisbigli.
Prender un cane propose lei. Uno feroce.
No, no la ferm. Chiameremo di nuovo la polizia. Gli baster mettere qualcuno di guardia
qui fuori.
Sylvia cominci a piangere.  mostruoso, ecco cos' ripet singhiozzando.
S,  mostruoso convenne lui.
Cosa stai canticchiando? gli chiese mentre facevano colazione.
Frank rischi di strozzarsi col toast.
Niente rispose tra un colpo di tosse e l'altro. Solo una canzoncina che ho sentito.
Lei gli diede dei colpetti alla schiena. Ah.
Quando usc di casa, era scosso.  davvero mostruoso, si disse.
Quella mattina, Sylvia compr un cartello in un negozio di ferramenta e lo piant in giardino,
davanti all'ingresso. C'era scritto: SI PREGA DI NON IMPORTUNARE. Sottoline la parola
'importunare'. Pi tardi usc di nuovo e la sottoline una seconda volta.
Dice che si  presentata alla porta di casa sua? domand l'agente dell'FBI a Frank, che
l'aveva chiamato dall'ufficio.
Esattamente. E con tutta la sfacciataggine che pu immaginare.
Accidenti fece l'altro, schioccando la lingua.
E nonostante questo, riprese Frank in tono aspro la polizia ha rifiutato di mandare un agente
a piantonare il nostro quartiere.
Capisco.
Bisogna fare qualcosa insist. Si tratta di un'enorme violazione della privacy.
Senza alcun dubbio, rispose l'agente federale e ci occuperemo del caso, non si preoccupi.
Dopo aver attaccato, Frank torn al suo sandwich al bacon e al suo thermos. Si ritrov a
canticchiare quella canzone senza riuscire a trattenersi. Sconvolto, continu a riflettere per il resto della
pausa pranzo.
La sera seguente si present una ragazza dai capelli neri con indosso una camicetta scollata in
modo indecente.
No! le disse Frank a gran voce.
Lei mosse i fianchi voluttuosamente. Perch? chiese.
Non intendo darle spiegazioni! rugg lui e sbatt la porta, con il cuore che gli martellava nel
petto.
Poi, di colpo, afferr la maniglia e riapr. La ragazza si volt sorridendo. Hai cambiato idea,
tesoro?
No. Voglio dire... s le rispose, socchiudendo gli occhi. Mi daresti il tuo indirizzo?
La ragazza gli lanci uno sguardo accusatorio. Tesoro, non avrai intenzione di mettermi nei
guai, vero?
Non me l'ha voluto dire spieg Frank costernato quando raggiunse sua moglie in soggiorno.
Sylvia aveva un'aria disperata. Ho chiamato la polizia di nuovo disse.
Lui annu gravemente. Sar meglio prendere quel cane propose. Gli torn in mente la giovane
dai capelli neri. E che sia grosso aggiunse.
Wow, quella Janie disse Maxwell.
Frank fren bruscamente e svolt, facendo stridere gli pneumatici. Il suo viso era duro,
impassibile.
L'altro gli diede un colpetto su una spalla. Andiamo, rilassati, amico mio. Non me la dai a
bere. Non sei diverso da tutti noi.
Non ho intenzione di prestarmi a questo gioco, disse Frank e non ho altro da aggiungere.
Tieni queste dichiarazioni per le signore lo incalz l'amico. E sbrigati a raggiungerci da
questa parte della barricata. D'accordo?
Neanche per sogno.  una follia. Non mi stupisce che la polizia non riesca a intervenire.
Probabilmente sono l'unico disposto a testimoniare in tutta la citt.
Maxwell rise fragorosamente.
Quella sera fu il turno di una vamp dai capelli corvini e le palpebre appesantite dal trucco. A
ogni movimento il suo vestito riluceva di paillette posizionate in punti strategici.
Ciao ciao, tesorino, mi chiamo...
Che cosa hai fatto al nostro cane? le grid contro Frank.
Perch? Niente, caro, proprio niente rispose lei. Sta solo facendo conoscenza con Winifred,
la mia barboncina. Ora, venendo a noi...
Frank le sbatt la porta in faccia senza dire una parola, e aspett di essersi calmato prima di
tornare a Sylvia e al televisore.
Fedele per sempre, oh mio dio, pens pi tardi, mentre indossava il pigiama.
Le due sere successive rimasero seduti in soggiorno con le luci spente, e non appena una di
quelle donne suon alla porta, Sylvia chiam la polizia.
S, aveva sussurrato furiosa sono qui fuori proprio adesso! Mandate una volante
immediatamente!
Ma in entrambi i casi gli agenti erano arrivati dopo che le donne si erano allontanate.
Sono loro complici brontol Sylvia mentre si metteva sul viso la crema da notte. Questo 
favoreggiamento, bello e buono.
Frank si fece scorrere dell'acqua gelida sui polsi.
Quel giorno Frank telefon a funzionari del governo cittadino e di Stato, che promisero di
occuparsi della faccenda.
La sera si present una rossa con un vestito lavorato a maglia che conteneva a fatica le sue
abbondanti forme.
Senta, noi... cominci a dire Frank.
Le ragazze che sono passate prima di me lo interruppe mi hanno detto che non sei
interessato. Be', io dico sempre che dietro un marito che non mostra interesse c' sempre una moglie
che lo spia.
Senta, noi... ripet lui, ma si blocc quando la rossa gli porse un biglietto da visita. Lo lesse
senza nemmeno riflettere.
39-26-36
MARGIE
(GRANDI SPECIALIT)
SOLO SU APPUNTAMENTO.
Se non vuoi farlo qui, tesoro, gli disse Margie vediamoci nella stanza Cipro dell'Hotel
Fillmore.
Mi scusi? fece lui, gettando via il cartoncino.
Tutti i pomeriggi, tra le sei e le sette cinguett lei.
Dopo che la ebbe richiusa, Frank si appoggi alla porta, il viso in fiamme. Mostruoso
ansim. Oh, ... mostruoso.
Ancora? chiese Sylvia.
Con una differenza, per rispose con aria vendicativa. Ho scoperto il loro nascondiglio, e
domani vi condurr la polizia.
Oh, Frank! esclam sua moglie, abbracciandolo. Sei stato fantastico.
G-grazie balbett lui.
Quando usc di casa, il mattino seguente, ritrov il biglietto da visita su uno dei gradini della
veranda. Lo raccolse e lo infil nel portafoglio.
Sylvia non deve vederlo, pens.
Ne soffrirebbe.
Oltretutto, non poteva lasciare delle cartacce nella veranda.
Ed era una prova importante per le indagini.
Quel pomeriggio si sedette in un spar nella stanza Cipro, immersa nella penombra, con un
bicchiere di sherry che non riusciva a tener fermo tra le dita. Una musica proveniva da un juke-box;
nell'aria si avvertivano i chiacchiericci tipici del dopolavoro.
Dunque, si disse Frank, quando sentir Margie arrivare chiamer subito la polizia, poi la terr
occupata in chiacchiere finch non arriveranno.  questo che far. Quando Margie...
E Margie arriv.
Frank rimase inchiodato alla sedia, come se avesse incontrato Medusa. Poteva muovere solo la
bocca. L'apr lentamente. Il suo sguardo era inchiodato sulle rotondit opulente di Margie, che percorse
ancheggiando il corridoio e si accomod voluttuosamente su uno sgabello rivestito in pelle.
Cinque minuti dopo Frank sgattaiol fuori da una porta laterale.
Non c'era? gli chiese Sylvia per la terza volta.
Te l'ho gi detto scatt lui, concentrato sulla cotoletta che aveva nel piatto.
Sylvia rest immobile per un attimo. Poi pos la forchetta, facendola tintinnare. Allora
dovremo trasferirci.  evidente che le autorit non hanno intenzione di muovere un dito.
Che differenza vuoi che faccia dove viviamo? bofonchi lui.
Lei non rispose.
Voglio dire... riprese Frank nel tentativo di spezzare quel silenzio doloroso ...be', come
facciamo a sapere che non si tratta di un fenomeno culturale inevitabile? Forse...
Frank Gusset! grid Sylvia. Stai difendendo quell'orribile ditta Scambi?
No, no, certo che no si affrett a dire lui.  immorale. Davvero! Ma... insomma, forse
stiamo tornando di nuovo ai tempi dell'antica Grecia, o di Roma. Magari ...
Non mi interessa sapere cos'!  spaventoso!
Le prese le mani. Cerca di calmarti la invit.
39-26-36, pens.
Quella sera, in un'oscurit disperata, si consum una triste riconferma del loro amore.
 stato bello, non  vero? gli domand Sylvia in tono lamentoso.
Certo le disse. 39-26-36.
Giusto! fece Maxwell il giorno dopo, mentre andavano al lavoro in auto. Un fenomeno
culturale. Hai colpito nel segno, amico mio. Un maledetto, inevitabile fenomeno culturale. Prima ci
sono state le case chiuse, poi le accompagnatrici nei taxi, le ragazze agli angoli delle strade, i club, le
adolescenti che cercano di rimorchiarti nei drive-in. Prima o poi dovevano estendere ancora gli affari, e
mettere su un giro porta a porta. E naturalmente i sindacati ci si butteranno a capofitto, per risarcire chi
si lamenta. Inevitabile. Hai proprio ragione, caro il mio Frankie. Ci hai preso in pieno.
Frank continu a guidare, annuendo tristemente.
Durante il pranzo si sorprese a canterellare: Margie, non penso che a te...
Si blocc, scosso. Non pot finire di mangiare. Se ne and a passeggio fino alla fine della pausa
pranzo, con gli occhi sbarrati.
Prima di rientrare in ufficio fece a pezzetti il biglietto da visita, e li lasci cadere in un cestino.
Quel pomeriggio, in qualsiasi calcolo facesse, il numero 39 non fece che ricorrere con una
spaventosa regolarit.
Una volta lo scrisse con accanto un punto esclamativo.
Mi viene quasi da pensare che tu stia difendendo questa... questa cosa lo accus Sylvia. Tu e
i tuoi fenomeni culturali!
Frank era seduto in soggiorno, e ascoltava il suono dei piatti che lei sbatteva nel lavandino. Che
vecchia nevrotica, pens.
MARGIE
(GRANDI SPECIALIT)
Ora basta!, ordin furioso alla propria mente.
La sera, mentre si stava lavando i denti, cominci a cantare: Non voglio recare offesa...
Maledizione! borbott rivolto al suo riflesso, che lo fissava con gli occhi spalancati.
Quella notte fece dei sogni. Dei sogni insoliti.
Il giorno dopo ebbe una discussione con sua moglie.
E il giorno dopo Maxwell gli spieg il proprio metodo.
Il giorno dopo ancora, Frank mormor tra s pi di una volta: Non ne posso pi.
Ci che accadde in seguito fu che le donne smisero di andare da loro.
 possibile? comment Sylvia. Davvero ci lasceranno in pace?
Frank la strinse a s. Pare di s le sussurr mentre pensava: Oh, sono un essere spregevole.
Trascorse una settimana. Non venne pi nessuna. Frank si alzava ogni mattina alle sei per
spolverare e passare l'aspirapolvere prima di andare al lavoro.
Mi piace aiutarti in casa spieg a Sylvia quando gli chiese perch lo facesse. Lei lo guard
sorpresa. Quando le port dei fiori per tre sere consecutive, lei li mise nei vasi con un'espressione
interrogativa dipinta sul volto.
Venne un altro gioved sera.
Suonarono alla porta. Frank si irrigid. Avevano promesso di smettere di venire!
Ci penso io disse.
D'accordo rispose Sylvia.
Raggiunse la porta con passi pesanti e apr.
Buonasera, signore.
Frank fiss l'affascinante giovane uomo dall'abbigliamento sportivo che gli stava davanti.
Sono della ditta Scambi. Sua moglie  in casa?
Nulla  come un vampiro
All'inizio dell'autunno dell'anno 18... madame Alexis Gheria si svegli una mattina con una
terribile sensazione di intorpidimento. Rest distesa sulla schiena, inerte, per pi di un minuto, con gli
occhi scuri fissi verso l'alto. Si sentiva cos distrutta. Le sembrava di avere braccia e gambe bloccate.
Forse era malata: Petre avrebbe dovuto visitarla per capire di cosa si trattava.
Inspirando a fatica, si tir su lentamente, facendo leva su un gomito. Mentre si muoveva, la sua
camicia da notte le scivol scoprendola fino alla vita. Come aveva fatto a slacciarsi?, si domand
meravigliata, guardandola.
All'improvviso madame Gheria si mise a urlare.
Nella sala da pranzo, il dottor Petre Gheria trasal e sollev gli occhi dal giornale del mattino. In
un attimo spinse indietro la sedia, gett il tovagliolo sul tavolo e si lanci nel corridoio. Ne super la
superficie ricoperta di moquette e sal i gradini due a due.
Trov madame Gheria quasi in preda all'isteria, seduta sul bordo del letto mentre si guardava il
petto con orrore. Sul colore candido della sua pelle spiccava una macchia di sangue che si andava
asciugando.
Il dottor Gheria fece uscire la cameriera, che era rimasta impietrita sulla soglia della stanza a
guardare la sua padrona a bocca aperta. Chiuse la porta a chiave e si avvicin in fretta a sua moglie.
Petre! ansim lei.
Fai piano le rispose, e l'aiut a ridistendersi sui cuscini macchiati di sangue.
Petre, che cos'? chiese in tono implorante.
Resta sdraiata, mia cara. Le sue mani esperte si mossero rapide alla ricerca di qualcosa.
All'improvviso gli manc il respiro. Spostandole la testa di lato, fiss in silenzio quelle che
sembravano lacerazioni da ago sul suo collo e la striscia di sangue rappreso che ne era fuoriuscito.
La mia gola fece Alexis.
No,  soltanto... Il dottor Gheria non concluse la frase: sapeva esattamente di cosa si trattava.
Sua moglie cominci a tremare. Oh, mio dio, mio dio sussurr.
Lui si alz e prese una bacinella. Vi vers dell'acqua, torn dalla donna e cominci a lavare via
il sangue. Ora la ferita era ben visibile: due piccoli fori vicino alla giugulare. Con una smorfia il dottor
Gheria tocc i rigonfiamenti di tessuto infiammato che si erano formati in prossimit dei fori. Quando
lo fece, Alexis emise un lamento disperato e mosse la testa.
Adesso ascoltami le disse con voce apparentemente calma. Non ci lasceremo travolgere
dalla superstizione, d'accordo? C' una quantit di possibili...
Sto per morire lo interruppe.
Alexis, mi ascolti? L'afferr saldamente per le spalle.
Lei si volt a guardarlo con occhi inespressivi. Sai bene di che si tratta.
Lui deglut. Aveva ancora il sapore del caff in bocca.
So cosa sembra rispose. E non dobbiamo... ignorare questa possibilit. Comunque...
Morir ribad lei.
Alexis! Il dottor Gheria le prese una mano e la strinse con foga. Nessuno ti porter via da
me! promise.
Solta era un villaggio di qualche migliaio di abitanti situato ai piedi dei monti Bihor, in
Romania. Era un luogo dalle tradizioni oscure. Gli abitanti, all'udire un latrare di lupi in lontananza, si
facevano istintivamente il segno della croce. I bambini raccoglievano teste d'aglio invece di fiori, e le
appendevano alle finestre delle loro case. Su ogni porta era dipinta una croce e tutti ne portavano una di
metallo appesa al collo. Temevano i vampiri quanto una malattia mortale; era come se la loro presenza
fosse nell'aria.
Il dottor Gheria rifletteva su questo, mentre sprangava la finestra di Alexis. Lontano, un
crepuscolo infuocato sovrastava le montagne. Di l a breve sarebbe stato di nuovo buio, e i cittadini di
Solta si sarebbero barricati nelle loro case trasudanti aglio. Non aveva alcun dubbio che chiunque tra
loro avrebbe saputo dire esattamente cosa era successo a sua moglie. Il cuoco e la cameriera avevano
gi implorato di essere licenziati. Solo l'inflessibile disciplina del maggiordomo, Karel, li aveva
convinti a restare l. Ma presto non sarebbe stata sufficiente. Davanti al terrore dei vampiri, la ragione
svaniva.
Ne aveva avuto la prova quella stessa mattina, quando aveva ordinato di setacciare la stanza di
sua moglie fino a snudare i muri in cerca di roditori o insetti velenosi. La servit si era mossa per la
stanza come se il pavimento fosse fatto di uova, gli occhi sgranati, le dita che correvano di continuo
alle croci che avevano al collo. Sapevano gi che non sarebbero riusciti a trovare nessun insetto n
roditore. E anche Gheria lo sapeva. Eppure si era infuriato con loro per il timore che avevano
dimostrato, con il solo risultato di spaventarli ancora di pi.
Volt le spalle alla finestra, sorridendo.
Be', disse nessuna creatura vivente riuscir a entrare in questa stanza, stanotte.
Si corresse immediatamente, vedendo il terrore guizzare negli occhi di sua moglie. Non
entrer proprio nulla dichiar.
Alexis giaceva immobile nel letto, premendosi sul petto la mano nella quale stringeva la croce
d'argento che aveva preso dal portagioie. Non la indossava da quando, dopo che si erano sposati, lui
gliene aveva regalata una tempestata di diamanti. Era un retaggio tipico di quella cittadina il fatto che,
in preda al terrore, lei avesse cercato protezione nella croce disadorna della sua chiesa. Si comportava
come una bambinetta. Gheria le sorrise dolcemente.
Non ne avrai bisogno, mia cara la rassicur. Stanotte sarai al sicuro.
Ma lei serr le dita intorno al crocifisso.
No, no, tienilo al collo se lo desideri. Volevo solo dire che sar al tuo fianco per tutta la notte.
Starai qui con me?
Lui si sedette sul letto e le prese la mano. Pensi che ti lascerei, anche solo per un momento?
Mezz'ora dopo, lei stava dormendo. Il dottor Gheria port una sedia accanto al letto e vi si
accomod. Si tolse gli occhiali, si massaggi il dorso del naso con l'indice e il pollice della mano
sinistra. Poi, con un sospiro, si mise a osservare sua moglie. Era cos incredibilmente bella. Cominci a
sentirsi teso.
Nulla  come un vampiro sussurr fra s.
Ud un tonfo lontano. Gheria mormor nel sonno, le dita contratte in un moto involontario. Il
suono si fece pi forte, e una voce agitata lo raggiunse tra le spire dell'oscurit. Dottore! lo
chiamava.
Si svegli di soprassalto. Per un attimo rimase confuso a fissare la porta chiusa a chiave.
Dottor Gheria? chiese la voce di Karel.
Cosa c'?
Va tutto bene?
S, va tutto...
Il dottor Gheria emise un grido soffocato, lanciandosi verso il letto. La camicia da notte di
Alexis era stata strappata di nuovo. Una spaventosa scia di sangue le ricopriva il collo e il petto.
Karel scosse il capo. Le finestre sprangate non possono tener fuori quella creatura, signore
dichiar.
Se ne stava in piedi, alto e magro, accanto al tavolo della cucina, sul quale era posata
l'argenteria che stava pulendo quando il dottor Gheria era entrato nella stanza.
La creatura ha il potere di trasformarsi in vapore in modo da poter passare attraverso qualsiasi
apertura, per quanto minuscola.
E la croce? protest il dottore. L'ha sempre avuta al collo. E non  stata toccata... se non dal
sangue aggiunse addolorato.
Non riesco a capire come sia stato possibile rispose Karel con aria afflitta. La croce avrebbe
dovuto proteggerla.
Ma perch io non ho visto nulla?
La sua mefitica presenza l'ha drogata. Si consideri fortunato a non essere stato attaccato anche
lei.
Non mi considero affatto fortunato! protest Gheria, sopraffatto dall'angoscia. Che cosa
devo fare, Karel?
Appenda dell'aglio disse l'anziano. Lo appenda alle finestre, alle porte. Faccia in modo che
nessuna apertura sia sguarnita d'aglio.
L'altro annu distrattamente. In vita mia, non ho mai visto niente del genere constat affranto.
E ora mia moglie...
A me  capitato di vederla fece Karel. Ho messo a dormire per sempre uno di quei mostri
usciti dalla tomba, e con le mie stesse mani.
Con un paletto? Gheria sembrava disgustato.
L'altro annu lentamente.
Il dottore deglut. Prega Dio di poter mettere a dormire per sempre anche questo gli disse.
Petre?
Alexis era pi debole, e la sua voce si era ridotta a un mormorio smorto. Gheria si chin su di
lei. S, mia cara.
Torner, stanotte gli disse.
No. Scosse il capo, determinato. Non pu tornare. L'aglio lo respinger.
La mia croce non lo ha respinto, protest lei e nemmeno tu.
L'aglio far effetto. E poi, vedi? E indic il comodino. Mi sono fatto preparare del caff
forte. Non mi potr addormentare.
Lei chiuse gli occhi, e i suoi lineamenti si incresparono in un'espressione di dolore. Non
voglio morire disse. Ti prego, Petre, non permettere che io muoia.
Non succeder le assicur. Te lo prometto: quel mostro verr annientato.
Alexis rabbrivid leggermente. Ma non c' modo, Petre bisbigli.
C' sempre un modo rispose lui.
Fuori l'oscurit, fredda e pesante, accerchiava la casa. Il dottor Gheria si sistem accanto al
letto e si mise in attesa. Nel giro di un'ora, Alexis era sprofondata nel sonno. Lui lasci delicatamente
la sua mano e si vers una tazza di caff fumante. Mentre lo sorseggiava, caldo, amaro, lasci vagare lo
sguardo per la stanza. La porta era chiusa, le finestre sprangate, ogni apertura era stata riempita d'aglio,
e Alexis aveva la croce al collo. Annu, riflettendo tra s. Funzioner, si disse. Il mostro sarebbe stato
fermato.
Rest seduto, in attesa, ascoltando il proprio respiro.
Il dottor Gheria raggiunse la porta prima che bussassero la seconda volta.
Michael! Abbracci l'uomo pi giovane di lui. Caro Michael, ero certo che saresti venuto!
Impaziente, accompagn il dottor Vares al proprio studio. Fuori aveva appena cominciato a
farsi buio.
Dove sono finiti tutti gli abitanti del villaggio? chiese Vares. Giuro che non ho visto anima
viva in tutto il tragitto fin qui.
Si ammassano terrorizzati nelle loro case, spieg l'altro e la mia servit fa lo stesso. Tranne
una persona.
Chi?
Il mio maggiordomo, Karel. Non ha aperto lui la porta perch sta dormendo. Pover'uomo, 
molto anziano e ha lavorato per cinque. Afferr Vares per un braccio. Michael caro, disse non hai
idea di quanto sia felice di vederti.
L'altro lo guard preoccupato. Sono corso qui appena ho ricevuto il tuo messaggio.
Lo apprezzo. So quanto  lunga e difficile la traversata a cavallo da Cluj.
Cosa succede? domand il giovane. La tua lettera diceva solo...
Gheria gli narr in breve gli avvenimenti dell'ultima settimana.
Michael, te lo dico sinceramente: sono sull'orlo della pazzia. Nulla fa effetto! L'aglio,
l'aconito, gli specchi, l'acqua corrente... tutto inutile. No, non dirlo! Non si tratta n di superstizione n
di fantasia. Sta succedendo davvero! Un vampiro la sta distruggendo! E ogni giorno lei sprofonda di
pi in quel... torpore mortale da cui... Gheria serr le mani tra loro. E non riesco a capire come sia
possibile.
Vieni a sederti, avanti. Il dottor Vares fece accomodare il suo anziano collega su una sedia,
cercando di sorridere al suo volto pallido. Con le dita cerc nervosamente il polso di Gheria, per
sentirne le pulsazioni.
Non badare a me protest lui.  Alexis che ha bisogno di aiuto. Si pass una mano
tremante sugli occhi. Ma come? aggiunse.
Non oppose resistenza quando l'altro gli slacci il colletto e gli esamin il collo.
Anche tu... disse Vares sconvolto.
Che cosa importa? Gheria gli strinse forte una mano. Tu sei mio amico, il mio amico pi
caro. Dimmi che non sono io! Non sono io a fare questa cosa mostruosa a mia moglie!
Vares parve confuso, Tu? chiese. Ma...
Lo so, lo so riprese l'altro. Io stesso sono stato aggredito. Eppure nulla lo ferma! Che razza
di orrore  questo, che non si pu arrestare? Da quale maledetto luogo viene fuori? Ho fatto ispezionare
la campagna palmo a palmo, ho fatto rovistare ogni tomba, ogni cripta! Non c' pi una sola casa nel
villaggio che non sia stata sottoposta a perquisizione. Te lo assicuro, Michael, non c' niente! Eppure...
eppure c' qualcosa, qualcosa che ci assale la notte, prosciugando le nostre vite. Il villaggio  in preda
al panico, e anch'io lo sono. Non sono mai riuscito a vedere o sentire quella creatura! Eppure ogni
mattina scopro che la mia amatissima moglie...
Il volto di Vares si era fatto pallido e teso. Fissava con attenzione il suo amico.
Che devo fare, amico mio? lo implor Gheria. Come posso salvarla?
Vares non sapeva cosa rispondere.
Da quanto tempo sta... sta cos? chiese Vares. Non riusciva a distogliere lo sguardo dal
pallore del viso di Alexis.
Da molti giorni fu la risposta di Gheria. La regressione  stata costante.
Il dottor Vares lasci ricadere il braccio molle della donna. Perch non mi hai avvisato
prima? domand.
Pensavo di poter gestire la situazione si scus con un filo di voce l'altro. Solo ora so di non
esserne in grado.
Vares rabbrivid. Ma sicuramente... cominci.
Non c' altro che si possa tentare lo interruppe Gheria. Abbiamo provato di tutto, di tutto!
Si avvicin a passi malfermi alla finestra e si mise a guardare con occhi vuoti l'oscurit profonda della
notte. Adesso torner, sussurr e noi non potremo nulla contro di lui.
Non siamo del tutto indifesi, Petre. Vares si sforz di sorridergli e gli poggi una mano su
una spalla. Star io qui di guardia, stanotte.
 inutile.
Niente affatto, amico mio ribatt l'uomo, nervosamente. Ora  meglio che tu vada a
dormire.
Non intendo lasciarla.
Ma hai bisogno di riposo.
Non posso. Non mi allontaner da lei.
Vares annu. D'accordo. Allora faremo due turni di guardia.
Gheria sospir. Possiamo tentare disse, ma non c'era alcuna speranza nella sua voce.
Circa venti minuti dopo torn con una caffettiera fumante, il cui aroma era a malapena
distinguibile tra i fumi dell'aglio che impregnavano l'aria. Raggiunto a fatica il letto, Gheria pos il
vassoio. Vares era seduto l accanto.
Far io il primo turno disse il dottore pi giovane. Tu dormi, intanto, Petre.
Non credo sia una buona idea fece l'altro. Prese una tazza e vi vers del caff, che continuava
a bollire, nero e gorgogliante.
Grazie disse piano Vares quando gli porse la tazza. Gheria annu e ne riemp una per s prima
di sedersi a sua volta. Non so cosa potrebbe succedere a Solta se quella creatura non verr eliminata.
La mia gente  attanagliata dalla paura.
Ci sono... ci sono stati altri attacchi nel villaggio?
Gheria sospir esausto. Che bisogno avrebbe di andare altrove? Trova tutto ci che gli serve
tra queste mura. Guard sua moglie con aria scoraggiata. Quando saremo morti, si sposter. Il
popolo lo sa, e sta aspettando quel momento.
Vares pos la sua tazza e si pass una mano sugli occhi. Sembra impossibile che noi, degli
scienziati, non siamo in grado di...
E cosa pu la scienza contro quella creatura? Potremmo portare proprio qui, in questa stanza,
i pi grandi studiosi del mondo, e loro direbbero solo: 'Amici cari, siete stati ingannati. Non c' alcun
vampiro. Non  altro che un trucco.' Poi si blocc e guard fisso l'amico. Michael? lo chiam.
Il respiro di Vares si era fatto lento e pesante. Gheria pos il caff che non aveva nemmeno
toccato, si alz e si avvicin all'uomo, che si era accasciato sulla sedia. Gli sollev una palpebra,
controll la sua pupilla inerte, poi ritrasse la mano. La droga era stata veloce, pens. E molto efficace.
Vares sarebbe rimasto privo di sensi anche oltre il necessario.
Avvicinandosi all'armadio, Gheria prese la sua borsa e la port vicino al letto. Slacci la
camicia da notte di Alexis e, in pochi secondi, riemp un'altra siringa del suo sangue; sarebbe stato
l'ultimo prelievo, fortunatamente. Tamponando la piccola ferita, avvicin la siringa alla bocca di
Vares e ve la svuot dentro, imbrattandogli denti e labbra.
Fatto ci, and alla porta e apr la serratura. Torn accanto al suo amico, lo sollev e lo trascin
nel corridoio. Karel non si sarebbe svegliato; a questo avrebbe pensato il piccolo quantitativo di oppio
che gli aveva sciolto nella cena. Gheria si affann per le scale, sostenendo il peso di Vares. Nell'angolo
pi buio della cantina, c'era una cassa di legno ad attendere il giovane. L sarebbe rimasto disteso fino
alla mattina seguente, quando l'ormai disperato dottor Petre Gheria, con un'intuizione improvvisa,
avrebbe chiesto a Karel di cercare in soffitta e in cantina, nella remota, anzi fantasiosa ipotesi che...
Dieci minuti dopo, Gheria era di nuovo in camera da letto, e cercava di sentire il polso di
Alexis. Non era ancora troppo debole; sarebbe sopravvissuta. Il dolore e la tortura dell'orrore al quale
era stata sottoposta sarebbero stati per lei una punizione sufficiente. Per Vares invece...
Gheria sorrise compiaciuto per la prima volta da quando Alexis era tornata da Cluj alla fine
dell'estate. Santi spiriti del cielo, sarebbe stato un vero incanto poter assistere allo spettacolo del
vecchio Karel che piantava un paletto nel cuore di quel traditore di Michael Vares!
Paradigma di sopravvivenza
E restarono sotto le torri di cristallo, ai piedi di quelle lucide costruzioni che, come specchi
luccicanti, catturarono sulla loro superficie il roseo tramonto, finch la loro citt non divenne di un
rosso acceso e splendente.
Ras fece scivolare un braccio intorno alla vita della sua amata.
Sei felice? le chiese teneramente.
Oh, s sospir lei. Qui, nella nostra bellissima citt, dove regnano pace e felicit per tutti,
come potrei non essere felice?
E il tramonto infuse la sua purpurea benedizione sul loro dolce abbraccio.
FINE
Il rumore cess. Le mani di lui si richiusero come boccioli e le palpebre si abbassarono. Quel
testo era come vino. Scivolava sulle papille gustative della sua mente, inebriandolo. Ce l'ho fatta, si
rese conto. Per George in paradiso, ce l'ho fatta anche stavolta.
La soddisfazione lo aveva trascinato in quel mare. Per la terza volta era sprofondato, spinto da
quella sensazione di felicit. Tornato in superficie, ora, rinato, valut le parole da usare, scrisse
l'indirizzo sulla busta, vi fece scivolare dentro il manoscritto, pes il tutto, l'affranc e lo sigill. Una
nuova, breve immersione nelle acque della gioia, poi di nuovo fuori, diretto alla cassetta della posta.
Era quasi mezzogiorno quando Richard Allen Shaggley percorse zoppicando la strada
silenziosa, avvolto nel suo misero soprabito. Doveva affrettarsi, o avrebbe superato l'orario di ritiro
della posta. Ras e la citt di cristallo era superlativo, non poteva aspettare un giorno in pi. Voleva che
arrivasse alla redazione il prima possibile. Aveva un certo valore.
Pass intorno allo scavo fitto di tubature (santo cielo, quando avevano intenzione di finire la
riparazione di quelle maledette fogne?), prese ad arrancare con passo pi rapido, la busta stretta tra le
dita rigide e il cuore in tumulto per l'agitazione.
Mezzogiorno spaccato. Raggiunse la cassetta della posta e si guard intorno ansioso, in cerca
del postino. Non c'era traccia di lui. Dalle sue labbra screpolate sfugg un sospiro di sollievo. Con in
volto un'espressione radiosa, Richard Allen Shaggley sent il tonfo leggero della busta in fondo alla
cassetta.
L'autore, felice, si allontan tossendo.
Ad Al facevano di nuovo male le gambe. Camminava a fatica per la via deserta, stringendo un
poco i denti, con il sacco di pelle che gli gravava sulla spalla affaticata. Sto diventando vecchio, si
disse, non ho pi le energie di una volta. I reumatismi alle gambe rendono difficile il mio giro.
A mezzogiorno e un quarto, raggiunse la cassetta della posta verde scuro ed estrasse le chiavi
dalla tasca. Si chin gemendo, apr e svuot il contenuto.
Un sorriso distese i lineamenti del suo viso, contratti per il dolore; annu. Un altro manoscritto
di Shaggley. Ci avrebbe messo poco a riscuotere successo. Quell'uomo sapeva scrivere davvero bene.
Raddrizzandosi con un grugnito, Al infil la busta nel suo sacco, richiuse la cassetta, poi riprese
ad arrancare, ancora col sorriso sulle labbra. Mi rende orgoglioso portare le sue storie, si disse, anche se
le gambe non mi danno tregua.
Al era un fan di Shaggley.
Quando Rick rientr dal pranzo, poco dopo le tre del pomeriggio, trov un appunto della sua
segretaria sulla scrivania.
' appena arrivato un nuovo manoscritto da Shaggley' diceva. 'Un bel lavoro. Non dimenticarti
che R.A. vuole vederti quando hai finito. S.'
Un lampo di soddisfazione illumin il viso squadrato del direttore editoriale. Per George in
paradiso, era manna dal cielo in un pomeriggio che si stava prospettando del tutto infruttuoso. Con le
labbra curvate in quello che per lui era un sorriso, si lasci andare sulla sua poltrona di pelle, si
trattenne volutamente dall'afferrare la matita blu che le sue dita agognavano (non sarebbe stata
necessaria, per un lavoro di Shaggley!) e prese la busta dalla superficie di vetro incrinato della sua
scrivania. Per George, una storia di Shaggley... che fortuna! R.A. ne sarebbe stato entusiasta.
Sprofond nel cuscino, preso all'istante dall'atmosfera di apertura della narrazione. Con un
tremito si immedesim in essa, perdendo il contatto con la realt circostante. Si immerse senza fiato
nelle profondit della storia. Che equilibrio, che capacit descrittive! La scrittura di quell'uomo era
impressionante. Con un gesto distratto, si spazzol via della polvere di gesso dalle maniche a righe.
Mentre leggeva, si sollev di nuovo il vento, scompigliandogli i capelli simili a fili di paglia,
sfiorandogli le sopracciglia come il tocco di tiepide ali. Inconsciamente sollev una mano e segu con
un dito il solco della cicatrice che gli attraversava come un filo bluastro una guancia e parte della
tempia.
Il vento prese vigore. Fischiava fra le travi e spargeva giornali ingialliti sul tappeto bagnato.
Rick si agit nervoso, e lanci un'occhiata alla crepa aperta nel muro (nel nome del cielo, quando
avrebbero finito di ripararlo?), poi torn con rinnovata gioia al manoscritto di Shaggley.
Quando lo ebbe finito, si asciug una lacrima di commozione e premette il tasto dell'interfono.
Prepara un altro assegno per Shaggley ordin.
Alle tre e mezza port il manoscritto nella stanza di R.A. e lo lasci l.
Alle quattro, l'editore rise e pianse su quelle pagine, passandosi le dita nodose sulla parte ormai
calva della testa.
Il vecchio Dick Allen, curvato dagli anni, prepar la stampa del racconto di Shaggley quello
stesso pomeriggio, con occhi velati di lacrime di felicit che gli scendevano sotto la visiera, inudibili
nel clangore del macchinario.
La stampa era gi pronta poco dopo le sei. Il direttore con la cicatrice in volto non riusciva a
stare fermo mentre rileggeva il racconto per almeno la sesta volta prima di decidersi, riluttante, a
metterlo in vendita.
Alle sei e mezza, l'ometto parzialmente calvo zoppicava lungo la strada. Era stata una dura
giornata di lavoro, e lo aspettava il meritato riposo; si ferm all'edicola per prendere qualcosa da
leggere.
Sussult. Per George in paradiso, una nuova storia di Shaggley! Che fortuna!
Ed era l'unica copia rimasta. Lasci un quarto di dollaro per il venditore, che in quel momento
non era l.
Si port il fascicolo a casa, arrancando tra gli scheletri di edifici (strano, quei palazzi non erano
ancora stati ricostruiti dopo gli incendi), leggendo mentre camminava.
Quando arriv a casa aveva gi finito la storia. Durante la cena la rilesse, scuotendo il capo
bitorzoluto per il meraviglioso effetto che gli faceva, per l'incantesimo potente di quell'opera. Mi
ispira, si disse.
Ma non quella sera. Era giunto il momento di mettere ogni cosa al proprio posto: la copertura
sulla macchina da scrivere, il misero cappotto, le maniche rigate e consunte, la visiera, il cappello da
postino e il sacco di pelle.
Alle dieci stava gi dormendo, e sognava dei funghi. E la mattina dopo si chiese ancora una
volta perch quei primi osservatori non avevano descritto la nuvola paragonandola al cappello di un
fungo.
Alle sei del mattino, dopo aver fatto colazione, era seduto davanti alla macchina da scrivere.
'Questa  la storia,' scrisse 'di come Ras incontr la bellissima sacerdotessa di Shaggley e lei si
innamor di lui.'
Muto
L'uomo con indosso l'impermeabile scuro arriv a German Corners alle due e mezza di quel
venerd pomeriggio. Attravers la stazione degli autobus e raggiunse un bancone, dietro il quale una
donna paffuta e dai capelli grigi si stava pulendo gli occhiali.
Mi scusi, le disse dove posso trovare le autorit?
La donna lo scrut da dietro gli occhiali privi di montatura. Si accorse che il suo interlocutore
era sui trent'anni, ed era un bell'uomo, alto.
Le autorit? chiese.
S... come li chiamate? La polizia, i...
Lo sceriffo?
Ah. Sorrise. Certo. Lo sceriffo. Dove posso trovarlo?
Dopo aver ottenuto indicazioni, si allontan sotto un cielo cupo. Minacciava di piovere da
quando si era svegliato, quella mattina, mentre l'autobus superava le montagne immergendosi nella
Casca Valley. L'uomo si tir su il colletto, poi infil entrambe le mani nelle tasche dell'impermeabile e
si avvi con passo rapido verso Main Street.
In realt si sentiva terribilmente in colpa per non essere arrivato prima; ma c'erano cos tante
cose da fare, tanti problemi da risolvere con i suoi due bambini. Anche sapendo che c'era qualcosa che
non andava in Holger e Fanny, non era stato in grado di lasciare la Germania fino a quel momento 
circa un anno dopo aver avuto notizie per l'ultima volta dai Nielsen. Era un peccato che Holger avesse
scelto un luogo cos fuorimano per tenere il suo angolo dove compiere esperimenti.
Il professor Werner acceler il passo, ansioso di scoprire cos'era successo ai Nielsen e al loro
figlio. I loro progressi con il ragazzo erano stati fenomenali, di ispirazione per tutti. Nonostante tutto,
per, Werner sentiva dentro di s che era accaduto qualcosa di terribile, e sperava che fossero tutti vivi
e in buona salute. Ma se era cos, allora come si spiegava il prolungato silenzio?
Scosse il capo, preoccupato. Poteva essere colpa di quella citt? Elkenberg era stato costretto a
trasferirsi diverse volte, per evitare l'infinita curiosit  a volte innocente, a volte maliziosa  che
destava il suo lavoro. A Nielsen poteva essere successo qualcosa di simile. La fantasia delle menti degli
abitanti di una piccola citt poteva, a volte, rivelarsi terribile.
S? chiese lo sceriffo, sollevando lo sguardo verso di lui da dietro la scrivania.
Sono venuto a cercare notizie di una famiglia spieg Werner. I Nielsen.
Lo sceriffo Harry Wheeler impallid, fissandolo.
Cora stava stirando i pantaloni di Paul quando arriv la chiamata. Pos il ferro, and in cucina e
sollev il ricevitore dal telefono a muro.
Pronto? rispose.
Cora, sono io.
La sua espressione si indur. C' qualcosa che non va, Harry?
Lui non rispose.
Harry?
Il tedesco  qui.
Lei rest immobile, lo sguardo fisso sul calendario appeso alla parete, i cui numeri si
confondevano davanti ai suoi occhi.
Cora, hai sentito?
Deglut a vuoto. S.
Devo... devo portarlo in quella casa.
Lei chiuse gli occhi. Lo so mormor, e riappese.
Si volt e cammin lentamente fino alla finestra. Sta per piovere, pens. La natura stava
preparando uno scenario adeguato.
Di colpo, con gli occhi serrati, strinse i pugni, affondando le unghie nei palmi.
No. Era quasi un rantolo. No.
Dopo qualche istante spalanc gli occhi colmi di lacrime e fiss la strada. Rimase l,
imbambolata, pensando al giorno in cui il ragazzo era arrivato da lei.
Se la casa non fosse stata avvolta dalle fiamme a notte fonda, forse ci sarebbe stata una qualche
possibilit. Distava trentacinque chilometri da German Corners, ma circa venticinque erano percorribili
su una superstrada, mentre gli ultimi dieci  i dieci chilometri di uno sterrato che puntava verso nord,
tra le colline boscose  forse avrebbero potuto essere attraversati, se ci fosse stato pi tempo.
Ma la casa era gi diventata un unico muro di fiamme che illuminava la notte quando Bernard
Klaus l'aveva vista.
Klaus e la sua famiglia vivevano a circa otto chilometri di distanza da Skytouch Hill. Si era
alzato dal letto intorno all'una e mezza per prendere un bicchiere d'acqua. La finestra del bagno
affacciava a nord, e quello era stato il motivo per cui, entrandovi, Klaus aveva visto i bagliori stagliarsi
nell'oscurit.
Gott'm'immel! aveva gridato senza riuscire nemmeno a dividere le parole, gettandosi fuori
dalla stanza prima ancora di aver finito di pronunciarle. I suoi passi risuonarono pesanti sui gradini
ricoperti di moquette, poi, seguendo il muro con una mano per orientarsi al buio, raggiunse il salone.
La casa dei Nielsen va a fuoco! ansim al telefono, ridestando l'operatrice del centralino dal
torpore notturno.
L'ora, la posizione isolata e altri elementi fecero s che la casa venisse distrutta. A German
Corners non esisteva un corpo di vigili del fuoco ufficiale. La sicurezza delle case, fatte di legno e
mattoni, dipendeva dall'impegno di volontari. All'interno della citt questo non creava grandi
problemi. Ma per le abitazioni che si trovavano nelle zone pi remote, la situazione era ben diversa.
Quando lo sceriffo Wheeler riusc a radunare cinque uomini e li condusse fino all'incendio a
bordo di un vecchio camion, la casa era ormai perduta. In quattro si misero a pompare inutili getti
d'acqua in quell'inferno scoppiettante e sfrigolante, mentre lo sceriffo e il suo vice, Max Ederman,
camminavano intorno al perimetro dell'edificio.
Non c'era modo di entrarvi. Indietreggiarono, sollevarono le braccia per ripararsi dalle
bruciature causate dalle ondate di calore, digrignando i denti a ogni fiammata.
Non c' pi niente da fare! grid Ederman sovrastando il ruggito del vento.
Wheeler aveva un'espressione distrutta. Il figlio disse, ma l'altro non riusc a sentirlo.
Solo una cascata avrebbe potuto spegnere le fiamme in quella vecchia casa. I sei uomini accorsi
non poterono far altro che impedire al fuoco di espandersi fino al bosco che cresceva ai margini della
radura su cui sorgeva l'abitazione. Le loro sagome silenziose si aggiravano lungo i confini di quell'aura
luminosa, spegnendo le scintille, gettando acqua sul fuoco che occasionalmente divampava tra i
cespugli e le foglie degli alberi.
Trovarono il bambino solo quando i picchi a est della collina cominciarono a essere investiti dal
chiarore mattutino.
Lo sceriffo Wheeler stava cercando di avvicinarsi abbastanza da riuscire a vedere attraverso una
finestra quando sent un grido. Si volt e corse verso la fitta boscaglia che scendeva lungo un pendio a
una quindicina di metri dalla casa, sul lato posteriore. Prima ancora di raggiungere il sottobosco, vide
emergere Tom Poulter, la cui esile figura vacillava sotto il peso di Paal Nielsen.
Dove l'hai trovato? chiese Wheeler, afferrando il ragazzo per le braccia in modo da diminuire
il peso che gravava sulle spalle del vecchio.
Ai piedi della collina ansim Poulter. Era steso a terra.
Ha bruciature?
Incredibilmente, no. Il suo pigiama  intatto.
Dallo a me fece lo sceriffo. Prese Paal tra le sue forti braccia e si trov davanti due occhi
enormi, dalle pupille verdi, che lo fissavano immobili.
Sei sveglio disse, sorpreso.
Il ragazzo continuava a guardarlo, senza emettere un suono.
Stai bene, figliolo? gli domand. Gli sembrava di avere in braccio una statua, per quanto era
rigido il corpo di Paal e per quanto fissa e inerte era la sua espressione.
Mettiamogli addosso una coperta mormor lo sceriffo, avviandosi verso il camion. Mentre
avanzava si accorse che il bambino aveva spostato lo sguardo sulla casa in fiamme, il viso immobile e
contratto come una maschera.
 in stato di shock spieg Poulter, e Wheeler annu tristemente.
Cercarono di farlo stendere sul sedile della cabina del camion avvolgendolo in una coperta, ma
lui continuava a rimettersi seduto dritto, senza spiccicare parola. Il caff che Wheeler cerc di fargli
bere gli scivol fuori dalla bocca, bagnandogli il mento. I due uomini restarono ai lati del camion
mentre Paal fissava con occhi vacui la casa che bruciava oltre il parabrezza.
Non va affatto bene comment Poulter. Non riesce a parlare, a piangere, niente.
Non ha nemmeno una bruciatura disse Wheeler, perplesso. Come ha fatto a uscire di casa
completamente illeso?
Forse anche i suoi si sono messi in salvo.
E allora dove sono?
L'uomo pi anziano scosse il capo. Non so, Harry.
Be', sar meglio che lo porti a casa da Cora disse lo sceriffo. Non posso lasciarlo qui.
Penso che verr con te dichiar Poulter. Devo ancora smistare la posta da consegnare.
D'accordo.
Wheeler disse agli altri quattro uomini che entro un'ora circa avrebbe portato loro cibo e
sostituti. Poi insieme a Poulter sal sul camion accanto a Paal e avvi il motore, che toss
spasmodicamente, rugg, poi sal di giri. Attese che si scaldasse un poco, poi ingran la marcia. Il
pesante veicolo cominci la sua discesa lungo la strada di fango che conduceva alla superstrada.
Finch la casa non scomparve alla vista, Paal continu a guardar fuori dal lunotto posteriore,
sempre inespressivo. Poi, lentamente, si volt, facendosi scivolare via la coperta dalle spalle. Tom
Poulter gliela risistem.
Hai abbastanza caldo? gli chiese.
Il ragazzo lo guard come se non avesse mai udito una voce umana in tutta la sua vita.
Non appena sent il camion svoltare sulla strada, Cora Wheeler chiuse velocemente il rubinetto
del lavandino. Prima ancora che gli stivali di suo marito risuonassero sugli scalini della veranda sul
retro, il bacon era gi a friggere in padella, tagliato in fette precise, mentre sulla piastra cuocevano dei
pancake e il caff gi pronto si stava scaldando.
Harry. La sua voce ebbe una nota di angosciosa preoccupazione quando vide il ragazzo che
portava in braccio.
Attravers di corsa la cucina.
Portiamolo a letto disse Wheeler. Credo sia in stato di shock.
La donna slanciata si affrett per le scale, spalanc la porta di quella che era stata la camera di
suo figlio David e si avvicin al letto. Quando suo marito varc la soglia, aveva gi sollevato le
lenzuola e stava approntando una coperta elettrica.
 ferito? chiese.
No. Poggi Paal sul letto.
Povero caro sussurr lei, sistemando le coperte su quel corpo fragile. Povero piccolo caro.
Gli spost i capelli biondi dalla fronte e gli sorrise.
Ora dormi, caro. Va tutto bene. Cerca di dormire.
Wheeler era alle spalle della donna, e vide quel ragazzino di sette anni che la fissava con la
stessa espressione sconvolta e spenta che aveva nel bosco.
Lo sceriffo si volt e scese in cucina. Fece delle telefonate per trovare altri volontari per
l'incendio, poi gir i pancake e il bacon e si vers una tazza di caff. Lo stava bevendo quando Cora
scese le scale e torn al lavandino.
I suoi genitori sono... cominci lei.
Non lo so la interruppe, scuotendo il capo. Non siamo riusciti ad avvicinarci alla casa.
Ma il ragazzo...
Tom Poulter l'ha trovato all'esterno.
All'esterno?
Non sappiamo come abbia fatto a uscire disse. So solo che era l.
Sua moglie tacque. Mise i pancake su un piatto, che gli pos davanti. Gli poggi una mano su
una spalla.
Hai l'aria stanca gli disse. Vuoi dormire un po'?
Pi tardi.
Lei annu; poi, dopo avergli dato dei colpetti sulla spalla, si allontan. Il bacon sar pronto tra
un momento.
Lo sceriffo borbott. Poi, mentre versava dello sciroppo d'acero sulla pila di pancake, disse:
Credo che li troveremo morti, Cora.  un incendio violentissimo: era ancora vivo quando sono andato
via. Non potevamo fare pi nulla.
Quel povero ragazzo sospir lei. Rest accanto al lavandino a guardare suo marito che
mangiava stancamente. Ho tentato di farlo parlare, aggiunse ma non ha spiccicato parola.
Nemmeno a noi. Non ha fatto altro che fissarci. Guard il tavolo, masticando sovrappensiero.
Come se non sapesse nemmeno parlare aggiunse.
Poco dopo le dieci, quella mattina, cadde una pioggia fitta, e la casa in fiamme sfrigol e
scricchiol, riducendosi in rovine carbonizzate e avvolte da un manto di fumo. Esausto, con gli occhi
arrossati, lo sceriffo Wheeler sedette immobile nella cabina del camion fin quando il diluvio non cess.
Poi, con un gemito che veniva dal profondo del suo petto, spalanc lo sportello e scivol a terra.
Sollev il colletto del suo impermeabile e si calc il cappello a tesa larga pi che pot sulla testa. Si
spost sul retro del camion.
Forza disse con voce roca e secca. Avanz a fatica nel fango colloso, avvicinandosi alla casa.
La porta d'ingresso era ancora in piedi. Wheeler e gli altri la oltrepassarono e si inerpicarono
sui muri collassati del soggiorno. Lo sceriffo sentiva deboli ondate di calore levarsi dal legno ancora
ardente, e il tanfo della tappezzeria e dei tappeti inceneriti e bagnati gli serr la gola, facendogli
rivoltare lo stomaco.
Cammin su alcuni libri bruciacchiati sul pavimento, che scricchiolarono sotto i suoi piedi.
Continu ad avanzare, spingendosi nel corridoio, respirando a denti stretti, mentre la pioggia gli
sferzava le spalle e la schiena. Spero che siano usciti, pensava, in nome di dio, spero che ce l'abbiano
fatta a uscire.
Ma non era cos. Erano ancora nel loro letto, ridotti a qualcosa che aveva ben poco di umano,
anneriti in un orribile intreccio di giunture bruciate. Il volto di Wheeler si fece pallido e teso mentre li
osservava.
Uno degli uomini tocc con un ramoscello bagnato qualcosa sul materasso.
Una pipa. Lo sceriffo sent quelle parole al di sopra dello scrosciare della pioggia. Deve
essersi addormentato mentre fumava.
Prendete delle coperte ordin Wheeler. Metteteli nel retro del camion.
Due volontari si voltarono senza rispondere e li sent camminare sulle macerie.
Non riusciva a staccare gli occhi dal professor Holger Nielsen e sua moglie Fanny, ora una
parodia carbonizzata della bella coppia che ricordava  lui, alto e dalla corporatura massiccia,
imponente nella sua calma; lei, snella e con i capelli biondo rame, il viso roseo e paffuto...
Di colpo, lo sceriffo si volt e usc con passo pesante dalla camera, rischiando di inciampare in
una trave.
Il ragazzo. Cosa gli sarebbe successo, ora? Quel giorno per la prima volta in vita sua Paal aveva
lasciato quella casa. I suoi genitori erano per lui il centro del mondo: Wheeler lo sapeva bene. La
reazione di scioccata incapacit di comprendere che aveva visto dipinta sul suo volto non lo stupiva.
Eppure, come faceva a sapere che suo padre e sua madre erano morti?
Mentre attraversava il soggiorno, lo sceriffo not uno degli uomini intento a esaminare un libro
in parte distrutto dal fuoco.
Guardi qui fece l'uomo, porgendoglielo.
Lui lanci un'occhiata al titolo: La mente sconosciuta.
Si volt agitato. Mettilo gi! esplose, uscendo dalla casa a passi lunghi e ansiosi. Il ricordo di
come aveva trovato i Nielsen lo attanagliava, insieme a qualcos'altro. Una domanda.
Come ha fatto Paal a uscire di casa?
Paal si svegli.
Per un lungo istante rest a fissare le ombre informi che danzavano e fluttuavano sul soffitto.
Fuori pioveva. Il vento muoveva i rami degli alberi oltre la finestra, facendo spostare le ombre in quella
strana stanza. Il ragazzo rimase sdraiato, immobile, nel tiepido centro del letto, mentre l'aria frizzante
gli riempiva i polmoni, un'aria che sentiva fredda sulle guance pallide.
Dove sono finiti? Paal chiuse gli occhi e tent di avvertirne la presenza. Non erano in casa.
Dove, allora? Dov'erano suo padre e sua madre?
Le mani di mia madre. Paal svuot la mente da tutto, focalizzando l'attenzione solo su quel
simbolo cruciale. Rimasero poggiate sul nero velluto della sua concentrazione. Mani bianche,
bellissime, dal tocco morbido e ugualmente soffici da accarezzare, erano la chiave per elevare la sua
mente al livello di chiarezza necessario.
A casa sua tutto ci non sarebbe servito. L ogni cosa era permeata del senso della loro
presenza. Ogni oggetto toccato da loro aveva il potere di unire le loro menti. L'aria stessa pareva colma
della loro coscienza, di un'attenzione costante.
Ma non l. E lui doveva superare il livello di resistenza di quel luogo.
Perci sono convinto che ciascun bambino nasca con questa abilit istintiva. Le parole che suo
padre gli aveva rivolto apparivano di nuovo come una tela di ragno rilucente di rugiada tra le dita delle
mani della madre. Le strapp via. Le mani erano di nuovo libere, e accarezzavano lentamente l'oscurit
della sua mente. Aveva gli occhi chiusi; una serie di linee e increspature gli segnavano la fronte, mentre
serrava i denti. La sua consapevolezza crebbe come una marea.
I suoi sensi si innalzarono a loro volta, spontaneamente.
Il suono gli rivelava l'intrico di quel labirinto  l'impeto, i tonfi del picchiettare ripetuto della
pioggia; le correnti irregolari del vento che muoveva gli alberi e si incanalava nella grondaia, gli
scricchiolii di assestamento della casa, i sussurri fugaci di ognuno di quei processi.
L'olfatto si espanse in una nube di odori che gli invasero la mente  legno e lana, mattoni
umidi, polvere e biancheria inamidata. Sotto le sue dita tese poteva distinguere i tessuti, cos come il
caldo e il freddo, il peso delle coperte, il delicato premere delle lenzuola sgualcite che lasciavano il
segno sulla sua pelle. In bocca riusciva a sentire il sapore dell'aria fredda, della vecchia casa. Ma
davanti a s aveva solo quelle mani.
Silenzio; nessuna risposta. Non gli era mai capitato di dover aspettare cos a lungo prima che gli
rispondessero. Di solito lo inondavano con facilit. Le mani di sua madre divennero sempre pi nitide.
Pulsavano di vita. Senza sapere come, s'inerpic in avanti. Questo livello base pone i presupposti per
fenomeni pi importanti. Parole di suo padre. Non si era mai spinto oltre il livello base prima di allora.
Pi su, pi su. Come fredde mani che lo sollevavano fino a vette elevate. Brandelli di
insopportabile coscienza salirono fino alla cima, cercando disperatamente un appiglio. Le mani presero
a dissolversi come nubi, e poi si dispersero.
Gli sembr di fluttuare verso l'ammasso annerito che era la sua casa, con la pioggia che gli
formava una trama lucente davanti agli occhi. Vide la porta d'ingresso davanti a s, in attesa che lui la
toccasse. La casa si avvicinava. Era avvolta da una fitta nebbia. Si avvicinava, si avvicinava...
Paal, no.
Fu scosso da un tremito nel letto. La sua mente si congel, come immersa nel ghiaccio. La casa
svan di colpo, portando con s l'immagine di due figure nere distese su...
Paal sobbalz, rigido, gli occhi sbarrati. La consapevolezza esplose nel suo rifugio. Solo una
cosa gli era rimasta. Sapeva che erano morti. E sapeva che erano stati loro a guidarlo fuori dalla casa
mentre dormiva.
Perfino mentre bruciavano.
Quella sera capirono che non era in grado di parlare.
Ma pensarono che non ci fosse un motivo reale. Era dotato di lingua, e non sembrava avere
alcun problema alla gola. Wheeler se n'era accertato guardando nella bocca spalancata del ragazzo.
Ma lui non parlava.
Ecco perch disse lo sceriffo, scuotendo il capo con aria grave. Paal, che aveva quasi undici
anni, si era riaddormentato.
Perch cosa, Harry? chiese Cora mentre si spazzolava i capelli davanti allo specchio della
toeletta.
Tutte le volte che miss Frank e io abbiamo tentato di convincere i Nielsen a mandarlo a
scuola, pos i pantaloni sulla spalliera di una sedia la risposta era sempre no. Ora capisco il motivo.
Lei lo guard. Dev'esserci qualcosa che non va in lui, Harry disse.
Be', possiamo chiedere al dottor Steiger di visitarlo, ma non penso servirebbe.
Ma erano persone colte insist lei. Non c'era alcuna ragione per cui potessero aver deciso di
non insegnargli a parlare. A meno che lui non ne sia proprio in grado.
Wheeler scosse ancora il capo. Erano persone strane, Cora. Loro stessi a fatica pronunciavano
qualche parola. Come se fosse una cosa troppo 'bassa' per loro. Fece un verso disgustato. Non mi
sorprende che non volessero mandare il figlio a scuola.
Si sedette sul letto con un sospiro e si sfil gli stivali e i calzini. Che giornata borbott.
Non hai trovato niente nella casa?
Niente. Nemmeno documenti per identificarlo. La casa  andata completamente distrutta, e
non  rimasto nulla a parte una pila di libri che non ci servir a nulla.
Non c' altro modo?
I Nielsen non hanno mai aperto nemmeno un conto di credito in citt. E non avevano preso la
cittadinanza, quindi il professore non era iscritto nelle liste di coscrizione.
Ah. Per un momento Cora fiss il proprio riflesso nello specchio ovale. Poi spost lo sguardo
sulla foto appoggiata sul ripiano davanti a s  l'immagine di David a nove anni. Pens che il figlio dei
Nielsen somigliava molto a David a quell'et. Avevano la stessa altezza e la stessa corporatura. Forse
David aveva i capelli appena un po' pi scuri, ma...
Cosa dobbiamo fare con lui? domand al marito.
Non so cosa risponderti, Cora. Credo che dovremo aspettare fino alla fine del mese. Tom
Poulter dice che i Nielsen ricevono tre lettere alla fine di ogni mese. Vengono dall'Europa.
Aspetteremo le prossime, poi risponderemo all'indirizzo da cui provengono. Forse il ragazzo ha dei
parenti laggi.
In Europa ripet lei, quasi tra s. Cos lontano.
Lo sceriffo borbott, poi scost le coperte e si lasci ricadere pesantemente sul materasso.
Sono stanco mormor. Punt lo sguardo sul soffitto. Vieni a letto le disse.
Arrivo tra un momento.
Cora rest seduta a spazzolarsi distrattamente i capelli finch il russare dell'uomo non ruppe il
silenzio. Poi, senza far rumore, si alz e usc in corridoio.
Il letto era inondato dalla luce della luna. Il chiarore illuminava le piccole mani immobili di
Paal. Cora rest a lungo nell'ombra a guardare quelle mani. Per un momento le parve di rivedere
David nel suo letto.
Era il suono.
Come infiniti colpi inferti alla sua mente vivace, pulsava e vibrava in lui con un frastuono
confuso e continuo. Sentiva che era una forma di comunicazione, ma gli feriva l'udito, incatenava la
sua coscienza e bloccava i pensieri in entrata dietro mura spesse e invalicabili.
A volte, nei rari istanti di silenzio, gli capitava di scorgere una fenditura in quelle pareti, e in
quei momenti fugaci riusciva a captare dei frammenti  come un animale che afferra brandelli di cibo
prima che scatti la trappola preparata per lui.
Ma poi il rumore ricominciava, salendo e inabissandosi senza un ritmo preciso, stridente e
discorde, sfregando sulla superficie viva e splendente della comprensione fino a renderla arida,
dolorosa e confusa.
Paal lo chiam Cora.
Era trascorsa una settimana, e un'altra ne sarebbe passata prima dell'arrivo delle lettere.
Paal, non parlavano mai con te? Paal?
Erano pugni che colpivano i suoi sensi delicati. Mani che spremevano la sensibilit dei gangli
vibranti della sua mente.
Paal, non sai come ti chiami? Paal? Paal!
Non c'era nulla che non andasse in lui, dal punto di vista fisico. Il dottor Steiger se n'era
accertato. Non aveva motivi per non parlare.
Te lo insegneremo, Paal. Devi stare tranquillo, tesoro. Te lo insegneremo. Coltellate inflitte
nella tessitura della coscienza. Paal. Paal.
Paal. Era lui; lo percepiva chiaramente. Ma era diverso sentirlo attraverso le orecchie, un suono
morto, scoraggiante, solitario e tetro, privo delle associazioni congiunte tra loro che esistevano nella
sua mente. Nei pensieri, il suo nome era pi di una serie di lettere. Era lui, indicava ogni sfaccettatura
della sua persona per s, per sua madre e suo padre, per la sua stessa vita. Quando lo evocavano o
pensavano il suo nome, tutto era intrecciato in lampi di coscienza, libero da suoni.
Paal, non capisci?  il tuo nome. Paal Nielsen. Mi comprendi?
Batteva e pestava sui sensi ancora ineducati. Paal. Quel suono lo colpiva. Paal. Paal. Tentava di
snidarlo e gettarlo nelle fauci del rumore.
Paal. Provaci, Paal. Dillo insieme a me. Pa-al. Pa-al.
Lui si voltava, scappava terrorizzato da lei, che lo seguiva fin dove si era rannicchiato, accanto
al letto di suo figlio.
Poi, per un tempo interminabile, c'era pace. Lei lo prendeva tra le braccia e, se aveva capito,
non parlava. C'era silenzio, e nessun suono gli avrebbe colpito la mente con tutta la sua violenza. Lei
gli accarezzava i capelli e lo baciava fino a far cessare il suo pianto senza singhiozzi. Lui si
abbandonava al calore della donna, e la sua mente, come un animale impaurito, tornava a emergere dal
nascondiglio in cui si era rifugiata  per percepire un'ondata di comprensione da lei. I sentimenti non
avevano bisogno di rumore.
L'amore era privo di parole, ostacoli, ed era meraviglioso.
Lo sceriffo Wheeler stava per uscire di casa quella mattina quando suon il telefono. Si ferm
nel corridoio ad aspettare che Cora rispondesse.
Harry! lo chiam lei. Sei ancora qui?
Wheeler torn in cucina e prese il ricevitore. Pronto disse.
Sono Tom Poulter si present il direttore dell'ufficio postale. Sono arrivate quelle lettere.
Arrivo subito rispose lui, e riagganci.
Le lettere? chiese sua moglie.
Lui annu.
Oh mormor lei, talmente piano che l'uomo la sent appena.
Quando Wheeler entr nell'ufficio postale, venti minuti pi tardi, Poulter pos le tre buste sul
bancone. Lo sceriffo le prese.
Dalla Svizzera, dichiar guardando i francobolli dalla Svezia e dalla Germania.
 tutto qui, fece Poulter come sempre. Il trenta di ogni mese.
Immagino che non potr aprirle.
Sai che te lo lascerei fare, se potessi, Harry. Ma  la legge. Lo sai anche tu. Dovr rispedirle
indietro senza aprirle.  la legge.
D'accordo. Wheeler tir fuori una penna e copi gli indirizzi di provenienza su un blocco.
Restitu le buste. Grazie.
Quando torn a casa, alle quattro del pomeriggio, Cora era in soggiorno con Paal. Sul viso del
ragazzo si rincorrevano espressioni di sentimenti contrastanti: il desiderio di accontentarla unito a un
bisogno opprimente di fuggire da quella confusione di suoni. Era seduto accanto alla donna, sul divano,
e la guardava come se fosse sul punto di piangere.
Oh, Paal stava dicendo lei quando lo sceriffo entr. Abbracci quel ragazzino tremante. Non
c' niente di cui aver paura, caro.
Poi vide suo marito. Che cosa gli hanno fatto? gli chiese tristemente.
Lui scosse il capo. Non lo so. Ma avrebbero dovuto mandarlo a scuola.
Non possiamo mandarcelo nemmeno noi, finch  in questo stato.
Non possiamo metterlo proprio da nessuna parte, finch non riusciamo a capirci qualcosa.
Scriver a quella gente stasera.
Nel silenzio che segu, Paal avvert un'improvvisa ondata di emozione nella donna, e sollev lo
sguardo per osservarne il viso contratto.
Dolore. Lo sentiva scorrere da lei come sangue da una ferita mortale.
Mentre consumavano la cena quasi in silenzio, Paal continu a percepire in lei un'enorme
tristezza. Gli pareva di sentirla piangere in lontananza. E mentre tutti ancora tacevano, lui cominci a
cogliere improvvisi squarci di ricordi dalla mente addolorata di Cora. Vide il volto di un altro ragazzo.
Ma si confondeva e svaniva, e a un tratto c'era il suo volto nella mente di lei. Le due immagini, come
spettri in competizione tra loro, continuavano a sovrapporsi l'una all'altra, come se si contendessero il
dominio dei pensieri di Cora.
Ma si dispersero, rinchiusi di colpo dietro porte scure, quando lei disse: Immagino che sia
necessario scrivergli.
Sai che devo farlo rispose Wheeler.
Silenzio. Ancora sofferenza. E quando lei gli rimbocc le coperte, la guard con un'espressione
talmente dolce e compassionevole che lei si allontan in fretta dal letto e lui riusc a sentire ancora
quelle onde di disperazione raggiungere la sua mente, fin quando non pot pi sentire i passi della
donna nel corridoio. E anche allora, come il tenue frullio delle ali di un uccello nella notte, percepiva
quel dolore che si muoveva nella casa.
Cosa stai scrivendo? domand Cora.
Wheeler sollev lo sguardo dal tavolo, mentre l'orologio nel corridoio batteva il settimo
rintocco della mezzanotte. Lei si avvicin e pos il vassoio accanto a lui. La fragranza del caff appena
fatto gli riemp le narici mentre allungava una mano per afferrare la caffettiera.
Spiego semplicemente la situazione rispose. Il fuoco, la morte dei Nielsen. Chiedo se sono
parenti del ragazzo o sanno se ne ha laggi.
E se questi parenti non si riveleranno molto migliori dei suoi genitori?
Senti, Cora, fece lui aggiungendo della panna al caff pensavo ne avessimo gi parlato. Non
sono affari nostri.
Lei serr le labbra. Un bambino spaventato  affar mio ribatt con astio. Forse tu...
Si interruppe quando lui la guard con espressione paziente, priva di qualsiasi risentimento.
Bene riprese lei.  vero.
Non ci riguarda, Cora. Wheeler non colse il tremito sulle labbra della moglie.
Quindi immagino che permetteremo che continui a non saper parlare! Che abbia per sempre
paura del buio! Gli diede le spalle.  da criminali! grid, in un misto di amore e rabbia che infine
esplodevano in lei.
Dobbiamo fare cos le disse calmo.  il nostro dovere.
Dovere ripet la donna con voce atona e vuota.
Cora non riusc a prendere sonno. Mentre il gorgoglio del russare di Harry le riempiva le
orecchie, lei se ne stava sdraiata a fissare le ombre sul soffitto, che poco alla volta composero una scena
che prese vita nella sua mente.
Era un pomeriggio d'estate; avevano suonato al campanello della porta sul retro. Sul portico
c'erano alcuni uomini, tra loro John Carpenter, con in braccio qualcosa di immobile e pesante, avvolto
in un lenzuolo bianco. Nel silenzio, delle gocce d'acqua cadevano sulle tavole di legno del pavimento
immerso nel sole, lente, irregolari, come i battiti di un cuore in fin di vita. Stava nuotando nel lago,
signora Wheeler, e...
Rabbrivid nel letto come le era accaduto allora  era intontita, incapace di parlare. Serr le
mani fino a farle diventare bianche, contratte per quell'angoscia che le era tornata alla memoria. Tutti
quegli anni passati ad aspettare e aspettare che un bambino riportasse la vita nella sua casa.
A colazione, Cora era pallida e tesa. Si muoveva in cucina con gesti meccanici, mettendo le
uova e le frittelle sul piatto del marito, versando caff, ma senza dire una sola parola.
Poco dopo lui la baci e la salut uscendo di casa, e lei rimase in piedi vicino alla finestra a
guardarlo mentre si allontanava, diretto alla macchina.
Molto tempo dopo che se ne fu andato, prese a fissare le tre buste che l'uomo aveva preparato
accanto alla cassetta della posta perch venissero prelevate per la spedizione.
Quando Paal scese, le sorrise. Lei gli diede un bacio su una guancia, poi rimase dietro di lui, in
silenzio, e lo osserv bere del succo d'arancia. Il modo in cui stava seduto, il modo in cui teneva il
bicchiere: era cos simile...
Mentre il ragazzo mangiava i cereali, lei usc e prese le lettere, che sostitu con altre tre 
nell'evenienza che suo marito chiedesse al postino se aveva ritirato tre buste a casa sua quella mattina.
Paal stava mangiando le uova: Cora scese in cantina e gett le buste nella caldaia. Bruci prima
quella per la Svizzera, poi quella per la Germania e infine quella per la Svezia. Continu a rigirarle nel
fuoco con un attizzatoio fin quando gli ultimi pezzi si disgregarono e svanirono come coriandoli
anneriti tra le fiamme.
Passarono settimane, e ogni giorno il controllo della mente si faceva sempre pi debole in lui.
Paal, caro, riesci a capire? Il suono della voce amorevole della donna che temeva, ma della
quale aveva bisogno. Non lo diresti almeno una volta, solo per me? Paal?
Il ragazzo sapeva che nel cuore di lei c'era solo amore, ma emettere un suono lo avrebbe
distrutto. Avrebbe incatenato i suoi pensieri, sarebbe stato come bloccare il vento.
Ti piacerebbe andare a scuola, Paal? Ti piacerebbe? Scuola? continu lei, sul viso una
maschera di ansia e devozione. Cerca di parlare, Paal. Provaci.
Lottava, mentre l'ira cresceva dentro di lui. Il silenzio gli permetteva di cogliere brandelli del
senso di quanto lei voleva dirgli. Ma poi arrivava la voce, rozza e ingombrante, a spazzare via ogni
significato. Il senso si univa al suono. I collegamenti si formavano rapidi, spaventosi. E lui si sforzava
di respingerli. I rumori coprivano i simboli immediati e fragili con un orribile strato, una sorta di
impasto da cuocere nei forni dell'articolazione verbale, e da tagliare in frammenti stentati di parole.
Temeva quella donna, eppure desiderava la vicinanza del suo calore, la protezione delle sue
braccia. Come un pendolo, il ragazzo passava dall'orrore al bisogno, poi di nuovo all'orrore.
E ancora quei suoni gli tormentavano la mente.
Non possiamo aspettare oltre di ricevere notizie da loro dichiar Harry. Dovr andare a
scuola.
No disse lei.
Lo sceriffo pos il giornale e la guard. Lei mantenne gli occhi sul movimento dei ferri del suo
lavoro a maglia.
Che intendi dire con 'no'? domand irritato. Ogni volta che nomino la scuola mi rispondi
cos. Per quale motivo non dovremmo mandarcelo?
I ferri si fermarono, posandosi in grembo a Cora, che li fiss. Non lo so ribatt la donna. 
solo che... Un singhiozzo proruppe da lei. Non lo so.
Comincer luned.
Ma  spaventato.
Certo che  spaventato. Anche tu lo saresti, se non sapessi parlare mentre tutte le persone che
ti circondano lo fanno. Ha bisogno di un'istruzione, ecco tutto.
Ma non  ignorante, Harry. Posso... posso giurare che mi capisce, a volte. Senza bisogno di
parlare.
E come fa?
Non ne ho idea. Ma i Nielsen non erano degli sciocchi. Non sarebbe stato da loro rifiutarsi di
educarlo.
Be', qualsiasi cosa gli abbiano insegnato, disse Harry sollevando di nuovo il giornale non 
nulla che si riesca a notare.
Quel pomeriggio, quando chiesero a miss Edna Frank di passare a casa loro per conoscere il
ragazzo, la donna era risoluta a mantenere la sua imparzialit.
Che Paal Nielsen fosse stato allevato in maniera penosa era pi che evidente, ma l'insegnante
aveva deciso di non lasciare che quanto sapeva influenzasse il suo atteggiamento. Aveva bisogno di
comprensione. Il crudele trattamento cui l'avevano sottoposto i genitori doveva essere accantonato, e
miss Frank aveva stabilito che sarebbe stata lei ad assumersi la responsabilit di quel compito. Mentre
percorreva con passo deciso e sicuro la via principale di German Corners, ripens a una volta in cui lei
e lo sceriffo Wheeler erano andati a casa dei Nielsen per convincerli a iscrivere Paal a scuola.
C'era una tale sciocca vanit nelle loro espressioni, pens l'insegnante al ricordo. Come un
educato disprezzo. Non desideriamo che nostro figlio frequenti la scuola. Sent di nuovo le parole del
professor Nielsen. Aveva detto proprio cos. Un'arroganza senza pari. Non desideriamo. Che modo di
fare disgustoso.
Be', almeno Paal era salvo, finalmente. L'incendio probabilmente era stato una benedizione per
lui, pens.
Abbiamo scritto quattro o cinque settimane fa, spieg lo sceriffo e non ci  ancora arrivata
nessuna risposta. Non possiamo lasciare che Paal rimanga in questo stato. Ha bisogno di
un'istruzione.
Ne ha senz'altro bisogno assent miss Frank, la cui pallida figura era del tutto immersa nella
consueta posa di ostinato dogmatismo. Sopra il labbro superiore le cresceva un accenno di peluria
scura, e aveva il mento appuntito. A Halloween, i bambini di German Corners avevano l'abitudine di
scrutare il cielo sopra la sua casa.
 molto timido spieg Cora, percependo quanto fosse severa quell'insegnante di mezza et.
Sar spaventatissimo. Avr bisogno di molta comprensione.
E la ricever le assicur miss Frank. Ma ora fatemelo conoscere.
Cora condusse Paal gi per le scale, parlandogli con dolcezza. Non aver paura, caro. Non c'
nulla da temere.
Paal entr nella stanza e guard negli occhi la signorina Edna Frank.
Solo Cora sent il corpo del ragazzo irrigidirsi  come se, invece dello sguardo di quella donna
smunta avesse incrociato quello di Medusa. Miss Frank e lo sceriffo non colsero il balzo delle iridi dei
suoi chiari occhi verdi, il tremito appena accennato di un angolo della sua bocca. E nessuno di loro
avvert l'ondata di terrore nella sua mente.
L'insegnante era seduta e sorrideva, allungando una mano verso di lui.
Vieni qui, caro disse, e per un istante, fu come se un cancello si fosse richiuso di colpo,
nascondendo un bagliore straziante.
Coraggio, tesoro, lo incit Cora miss Frank  qui per aiutarti. Lo guid verso di lei,
sentendolo tremare di paura mentre lo teneva per mano.
Di nuovo silenzio. E, in quell'istante, Paal ebbe la sensazione di entrare in un sepolcro chiuso
da centinaia di anni. Un vento gelido lo invest, un senso di frustrazione gli scivol sul petto, mentre
sentimenti di gelosia e odio vorticavano tutto intorno, oscurati da nubi di ricordi distorti. Era il
purgatorio che suo padre gli aveva raffigurato nel raccontargli antichi miti e leggende. Ma quella che
aveva di fronte non era una leggenda.
Il tocco della donna era freddo e secco. Flussi di terrore lancinanti si fecero strada lungo le sue
vene e si riversarono in lui. Silenzioso, un urlo prese forma nella sua gola serrata. I loro sguardi si
incontrarono di nuovo e Paal, per un attimo, si rese conto che lei sapeva che le stava leggendo nella
mente.
Poi l'insegnante parl e lui fu di nuovo libero, esanime, gli occhi sbarrati.
Credo che andremo molto d'accordo fece miss Frank.
Vertigini!
Barcoll all'indietro e cadde addosso alla moglie dello sceriffo.
A terra, dappertutto, non aveva fatto che crescere  come se lui fosse un contatore Geiger che
segnalava qualche incredibile strato pulsante di materia radioattiva. Vicino, sempre pi vicino, mentre i
fragili meccanismi del ragazzo si rimescolavano, ardevano, tremavano, reagendo con sempre maggior
violenza alla vicinanza di quella fonte di energia. Anche se la sua sensibilit era stata affievolita da pi
di tre mesi di suoni, ora riusciva a percepirlo chiaramente. Come se si fosse immerso in un nucleo di
vitalit.
I bambini.
Poi si apr la porta, le voci si quietarono, e tutto si innalz come un'enorme scarica elettrica,
feroce e libera. Si aggrapp a lei, affondando le dita nella sua gonna, gli occhi spalancati, la bocca
dischiusa a cercare aria in rapidi respiri. Con sguardo impaurito scorse le file di visi di bambini che lo
osservavano, mentre onde di energie distorte continuavano a innalzarsi da loro ronzanti e incontrollate.
Miss Frank fece scivolare all'indietro la sedia, scese dalla pedana e gli and incontro.
Buongiorno disse con voce sicura. Stavamo proprio per cominciare la lezione di oggi.
Spero che vada tutto bene rispose Cora. Abbass lo sguardo. Paal guardava la classe con gli
occhi velati di lacrime. Oh, Paal. Si chin e gli pass le dita tra i capelli biondi, in volto
un'espressione preoccupata. Non avere paura gli sussurr.
Lui le rivolse uno sguardo vacuo.
Caro, non c' nulla di cui...
Lo lasci pure qui la interruppe l'insegnante, posando una mano sulla spalla del ragazzo e
ignorando il tremito che lo percorse. Sar di ritorno a casa in men che non si dica, signora Wheeler.
Ma deve lasciarlo da solo.
Oh, ma... tent l'altra.
No, mi creda,  l'unico modo insist miss Frank. Rimarr in questo stato per tutto il tempo
che lei rester qui. Deve credermi. Mi  gi capitato altre volte.
All'inizio il ragazzo non volle separarsi da Cora: si aggrapp a lei come se fosse l'unica cosa a
lui familiare in un vortice di novit spaventose. Solo quando le mani sottili e decise di miss Frank lo
allontanarono da Cora, lei indietreggi lentamente, ansiosa, e richiuse la porta in modo che Paal non
potesse pi vedere il suo dolore.
Il ragazzo rest in piedi, tremante, incapace di pronunciare una sola parola per chiedere aiuto.
Confusa com'era, la sua mente lanciava labili tentativi di comunicare, ma in quel groviglio contorto si
frammentavano e andavano perduti. Paal tent di allontanarsi e di farsi da parte, invano. L'unica cosa
che riusc a fare fu lasciar scorrere incontrastato quel flusso urticante di pensieri fin quando non
divenne un'onda stordente e incomprensibile.
Adesso, Paal... Sent la voce di miss Frank e sollev cautamente lo sguardo verso di lei. La
mano che gli stava porgendo lo trascin via dalla porta. Vieni qui.
Non poteva comprendere quelle parole, ma il loro fragile suono era abbastanza chiaro, e
l'irrazionale animosit che contenevano era inconfondibile. La raggiunse con passo incerto, seguendo
un labile filo di coscienza attraverso il groviglio di quelle menti giovani e ancora grezze; uno strano
miscuglio della sensibilit innata, che ancora avevano, ricoperta dall'ottuso manto dell'istruzione
formale.
Lo condusse davanti alla classe e l si ferm, mentre il petto di Paal si affannava alla ricerca di
aria, come se i sentimenti che lo circondavano fossero mani che gli premevano e attanagliavano il
corpo.
Ragazzi, vi presento Paal Nielsen annunci miss Frank, e il suono fu per un attimo una lama
che fendeva le confuse onde mentali di tutti. Dovremo essere molto pazienti con lui. Sua madre e suo
padre, vedete, non gli hanno mai insegnato a parlare.
Abbass lo sguardo su di lui, come un avvocato dell'accusa avrebbe potuto fare con il reperto
numero uno.
Non comprende una sola parola continu.
Ci fu un momento di silenzio. La donna strinse di pi la presa sulla sua spalla.
Be', lo aiuteremo a imparare, non  cos, ragazzi?
Dalla classe si levarono lievi mormorii, poi, in un soffio, si ud 'S, miss Frank'.
Dunque, Paal riprese. Lui non si volt. La donna scosse il capo. Paal! ripet.
La guard.
Sai dire il tuo nome? gli chiese. Paal Nielsen? Forza. Di' il tuo nome.
Le sue dita si serrarono come artigli.
Dillo. Paal. Pa-al.
Il ragazzo singhiozz. Miss Frank moll la presa.
Imparerai dichiar, calma.
Non voleva essere un incoraggiamento.
Sedeva al centro dell'aula, come un'esca attaccata all'amo in una corrente che turbinava di
bocche affamate, bocche dalle quali giungevano incessanti suoni che gli annebbiavano la mente.
Questa  una barca. Le barche navigano sul mare. Gli uomini che lavorano sulle barche si
chiamano 'marinai'.
E, nel libro, le parole collegate a 'barca' erano stampate sotto l'immagine di un'imbarcazione.
A Paal venne in mente un'immagine che un giorno gli aveva mostrato suo padre. Anche quella
ritraeva un natante; ma suo padre non aveva sprecato futili parole al riguardo. Aveva creato immagini e
suoni intorno all'illustrazione. Un'enorme distesa blu da cui si levavano maree crescenti. Onde
grigioverdi alte come montagne, le cui creste bianche spumeggiavano. Venti di tempesta fischiavano
passando attraverso il sartiame del vascello instabile, che si innalzava e vibrava. La quieta maest di un
tramonto sull'oceano, che univa cielo e mare in una fascia scarlatta.
Questa  una fattoria. Gli uomini coltivano il cibo nelle fattorie. Gli uomini che coltivano nelle
fattorie si chiamano 'contadini'.
Parole. Vuote, incapaci di comunicare la consistenza morbida e calda della terra. Il frusciare
delle spighe di grano nel vento, mosse come le acque di un mare dorato. La vista del sole che incendia
le mura rosse di un granaio. L'odore del vento nei campi a maggese, che porta da lontano il tenue
clangore dei campanacci.
Questa  una foresta. La foresta  fatta di alberi.
In quei simboli neri e dogmatici non c'era traccia della presenza di quanto raffiguravano, n dei
suoni n dell'aspetto reale. Mancava lo stormire dei venti tra gli arbusti pi verdi e alti, il profumo di
pino e betulla, quercia, acero e abete. Non si provava la sensazione di camminare su un tappeto di
foglie millenarie.
Parole. Grezze, incomplete definizioni sminuenti, incapaci di evocare, di espandere i concetti.
Figure nere su fondo bianco. Questo  un gatto. Questo  un cane. Questo  un uomo. Questa  una
donna. Uomo, donna. Macchina. Cavallo. Albero. Banco. Bambino. Ogni termine non era che una
trappola, pronta a scattare sulla sua mente. Un laccio messo l per catturare il libero flusso della
comprensione.
Ogni giorno lo faceva stare in piedi sulla pedana.
Paal gli diceva, indicandolo. Paal. Dillo. Pa-al.
Non ci riusciva. La fissava, troppo intelligente per non capire, ma troppo spaventato per tentare.
Paal. Un dito ossuto puntato sul suo petto. Paal. Pa-al. Paal.
Lottava. Doveva lottare. Il suo sguardo divenne vuoto, e non pot pi vedere la classe intorno a
s mentre si concentrava sull'immagine della mano di sua madre. Sapeva che doveva combattere. Ogni
nuovo assalto alla sua sensibilit era come un malessere che prendeva forma.
Non stai ascoltando, Paal Nielsen! lo accusava miss Frank, scrollandolo. Sei un ragazzino
testardo e ingrato. Non vuoi essere come gli altri bambini?
La donna aveva gli occhi sbarrati, e quelle labbra che nessuno avrebbe mai desiderato baciare,
tese e serrate. Seduto gli diceva ogni volta. Ma lui non si muoveva. E lei lo faceva scendere dalla
pedana guidandolo con dita ferree.
Seduto! gli ripeteva, come se parlasse con un cucciolo disobbediente.
Ogni giorno.
Si svegli nel giro di un istante. In un altro istante era in piedi e stava attraversando in tutta
fretta l'oscurit della camera. Dietro di lei, Harry dormiva respirando rumorosamente. Chiuse la porta
in modo da non udirlo pi e lasci scivolare via la mano dalla maniglia mentre si avviava per il
corridoio.
Tesoro.
Paal era in piedi accanto alla finestra, e guardava fuori. Quando lei parl si volt di scatto, e nel
tenue chiarore notturno Cora pot vedere il terrore dipinto sul suo volto.
Tesoro, torna a letto. Ve lo condusse e gli rimbocc le coperte, poi gli si sedette accanto,
tenendogli la mano esile e fredda.
Che cosa c', caro?
Lui la fiss con occhi spaventati.
Oh... si chin e premette una tiepida guancia contro quella del bambino. Cos' che ti
spaventa?
Nell'oscurit silenziosa le parve che un'immagine dell'aula scolastica e di miss Frank le
attraversasse la mente.
 la scuola? chiese, credendo si trattasse di una sua intuizione.
La risposta era evidente nell'espressione di Paal.
Ma non c' alcun motivo di temere la scuola, caro. Tu...
Vide le lacrime inondargli gli occhi, e d'istinto lo sollev e l'abbracci forte. Tesoro mio, ti
prego, non aver paura. Sono qui, e ti voglio bene proprio come te ne vogliono loro. Anzi, te ne voglio
ancora di pi...
Paal si allontan. La guardava come se non riuscisse a capire.
Quando l'auto si avvicin al retro della casa, Werner vide una donna voltarsi a guardarlo da
dietro la finestra della cucina.
Se solo avessimo avuto vostre notizie disse Wheeler. Ma non ci  arrivato nulla. Non potete
biasimarci se abbiamo adottato il ragazzo. Abbiamo fatto ci che ritenevamo pi giusto.
Werner annu con un lieve cenno del capo, preoccupato. Capisco disse piano. Ma a noi non
sono arrivate le vostre lettere.
Rimasero seduti in macchina, in silenzio; Werner guardava fuori dal finestrino, lo sceriffo
aveva gli occhi puntati sulle proprie mani.
Holger e Fanny sono morti, stava pensando l'uomo. Una scoperta davvero terribile lo aveva
accolto laggi. E il ragazzo era stato esposto alla crudele brutalit di persone che non poteva
comprendere: questo era, in qualche modo, ancora peggio.
Wheeler invece stava pensando alle lettere e a Cora. Avrebbe dovuto scrivere di nuovo. Eppure,
quelle missive sarebbero dovute arrivare in Europa. Era possibile che tutte e tre fossero andate perdute?
Be', fece infine vorr... vorr vedere il ragazzo.
S conferm l'altro.
I due uomini aprirono gli sportelli e scesero dall'auto. Superarono il giardino e i gradini del
portico. 'Gli avete insegnato a parlare?' Werner fu sul punto di chiederlo, ma non riusc a trovare la
forza. L'idea di un ragazzo come Paal esposto alle rozze e mortali forze del linguaggio comune era
qualcosa a cui non riusciva nemmeno a pensare.
Chiamo mia moglie disse Wheeler. Intanto si accomodi in salotto, da quella parte.
Quando lo sceriffo si incammin per le scale, Werner si avvi lentamente nel corridoio e
raggiunse la porta principale. L si tolse l'impermeabile e il cappello e li pos sulla spalliera di una
sedia di legno. Sentiva delle voci sommesse al piano di sopra, le voci di un uomo e di una donna. Lei
sembrava alterata.
Quando ud dei passi, si volt. La moglie dello sceriffo era scesa insieme a lui. Sorrideva con
aria cortese, ma Werner sapeva che non era contenta di vederlo l.
La prego, si sieda lo invit Cora.
L'uomo attese che lei si accomodasse, poi si sistem sul divano.
Come mai  qui? domand la donna.
Suo marito non gliel'ha detto?
Mi ha detto del suo arrivo, lo interruppe non il motivo per cui vuole vedere Paul.
Paul? ripet l'altro, sorpreso.
Noi... si torse le mani nervosamente ...gli abbiamo cambiato il nome in Paul. Ci sembrava
pi appropriato. Per un Wheeler, intendo.
Capisco. Werner annu cortese.
Silenzio.
Bene, riprese lui vuole sapere perch sono venuto per incontrare... il ragazzo. Ve lo
spiegher nel modo pi rapido possibile. Dieci anni fa, a Heidelberg, quattro coppie di coniugi, gli
Elkenberg, i Kalder, i Nielsen, mia moglie e io stesso, decidemmo di tentare un esperimento sui nostri
figli, alcuni dei quali all'epoca non erano ancora nati. Un esperimento mentale.
Vedete, avevamo accettato l'assunto secondo cui i nostri antenati, privi del dubbio vantaggio
del linguaggio, fossero telepatici.
Cora sussult sulla sedia.
Inoltre, prosegu Werner senza notare quella reazione credevamo che la fonte organica di
tale abilit fosse ancora funzionante per quanto inutilizzata  una sorta di gola eterea, un'appendice pi
elevata: inutilizzata s, ma non inservibile.
Cos cominciammo a lavorarci, ognuno di noi alla ricerca di prove fisiologiche,
contemporaneamente, sviluppando quell'abilit nei nostri figli. Ci scambiavamo ogni mese i risultati
dei nostri esperimenti, giungendo a poco a poco a un sistema di educazione fondato su un metodo. Alla
fine decidemmo che avremmo fondato una colonia con i bambini ormai cresciuti, che sarebbe rimasta
unita fin quando le abilit non fossero diventate spontanee nei membri.
Paal  uno di quei bambini.
Wheeler parve sconvolto. Sul serio? chiese.
 cos.
Cora rest seduta, incapace di muoversi, a fissare quell'imponente tedesco. Stava pensando al
modo in cui Paal sembrava comprenderla senza bisogno delle parole. Al terrore che mostrava nei
confronti della scuola e di miss Frank. A tutte le volte in cui lei stessa si era svegliata ed era andata da
lui, anche se non aveva emesso alcun suono.
Cosa? domand infine, sollevando lo sguardo verso Werner, che stava parlando di nuovo.
Ho detto... Ora posso vedere il ragazzo?
 a scuola gli rispose. Sar a casa tra...
Si interruppe quando un moto di repulsione rabbui il volto di Werner.
Scuola? esclam.
Paal Nielsen, alzati in piedi.
Il ragazzo scivol gi dalla sedia e si spost accanto al proprio banco. Miss Frank gli fece un
cenno e, come un vecchio piuttosto che un bambino, arranc fino alla pedana e si mise accanto a lei,
come ogni giorno.
Raddrizza la schiena gli impose la donna. Tira indietro le spalle.
Lui obbed.
Come ti chiami? chiese.
Paal serr le labbra con forza. Deglut, emettendo un suono secco e aspro.
Come ti chiami?
Nella classe cal il silenzio, tranne che per l'ondata di emozioni degli allievi. Correnti irregolari
dei loro pensieri lo colpirono come improvvise correnti d'aria.
Il tuo nome! lo incalz.
La maestra lo guard, e in quel preciso istante nella sua mente passarono ricordi dell'infanzia
che aveva avuto. Ricordi di sua madre, una donna magra e maniacale, che la costringeva a restare per
ore in una stanzetta buia, seduta a un grande tavolo rotondo, le dita incurvate sulla liscia superficie
della tavola da seduta spiritica, perch tentasse di comunicare con il padre defunto.
Nella memoria aveva ancora tracce di quegli anni terribili: erano sempre con lei. La sua
sensibilit di bambina era stata violata e distorta finch non aveva preso a odiare tutto ci che aveva a
che fare con la percezione intuitiva. La considerava il male, portatrice di sofferenza e angoscia.
Doveva liberare quel ragazzo.
Bambini, disse voglio che ognuno di voi pensi il nome di Paal. Era quello il suo nome, non
le importava come la signora Wheeler avesse deciso di chiamarlo. Basta che lo pensiate. Non 
necessario che lo diciate a voce alta. Pensate: Paal, Paal, Paal. Al mio tre. Avete capito?
Tutti la fissarono, alcuni annuendo. S, miss Frank le rispose il suo alunno pi diligente.
Bene. Uno... due... tre.
Fu come se l'assalto di un uragano si fosse scagliato sulla sua mente, infrangendosi contro la
sua muta sensibilit e mandandola in pezzi. Paal trem sulla pedana, la bocca semiaperta.
L'impeto si fece ancora pi violento: tutto il potere della classe era convogliato in un'unica e
irresistibile forza. Paal, Paal, PAAL! Il grido entr fin nei tessuti del suo cervello.
Finch, all'apice estremo, quando ormai pensava che la mente gli sarebbe esplosa, tutto venne
spazzato via dalla voce di miss Frank che gli scolpiva i pensieri.
Dillo! Paal!
Eccolo che arriva disse Cora. Distolse lo sguardo dalla finestra. Prima che sia in casa, voglio
scusarmi per la mia maleducazione.
Non ce n' affatto bisogno la rassicur distrattamente Werner. La capisco benissimo. 
ovvio che abbiate pensato che fossi venuto a portar via il ragazzo. Ma come ho detto, non ho alcun
diritto legale su di lui, dal momento che non ci sono legami di parentela tra noi. Voglio incontrarlo solo
perch  il figlio di due miei colleghi che ho scoperto solo ora essere morti.
Vide la donna deglutire e colse il sussulto colpevole nella sua mente. Aveva distrutto le lettere
scritte dal marito. Werner lo comprese in un istante, ma non disse nulla. Percep che anche il marito lo
sapeva; quella donna avrebbe avuto abbastanza guai senza bisogno del suo intervento.
Udirono i passi di Paal sui gradini del portico sul davanti della casa.
Lo toglier dalla scuola disse Cora.
Forse no ribatt lui, guardando verso la porta. Nonostante tutto, il suo cuore acceler, e le dita
della mano sinistra gli si contrassero in grembo. Senza parlare, invi il suo messaggio all'esterno. Era
un saluto che le quattro coppie avevano stabilito, una specie di parola d'ordine.
La telepatia, pens,  una forma di comunicazione fatta di segni di qualsiasi tipo da una mente
all'altra, indipendente dai canali conoscitivi degli altri sensi.
Werner invi il messaggio due volte, prima che la porta si aprisse.
Paal si ferm e rimase immobile.
L'uomo vide nei suoi occhi un lampo di riconoscimento, ma nella mente del ragazzo non c'era
altro che confusione e incertezza. L'immagine del volto di Werner era nei suoi pensieri. Quelle persone
 Werner, Elkenberg, Kalder e i loro bambini  esistevano nella sua mente, che per adesso era chiusa,
difficile da raggiungere. Poi l'immagine svan.
Paul, questo  il signor Werner gli spieg Cora.
L'uomo non parl. Continuava a tentare di contattarlo telepaticamente, con una tale intensit
che Paal non poteva non sentirlo. Lo vide assumere un'espressione sgomenta, come se sospettasse che
stava accadendo qualcosa, ma non sapesse in alcun modo spiegarsi di che si trattasse.
Il viso del ragazzo si fece ancora pi confuso. Cora, preoccupata, spostava lo sguardo tra i due.
Perch Werner non parlava? Fece per dire qualcosa, poi ricord le parole del loro ospite.
Be', cosa... cominci Wheeler, ma sua moglie lo fece tacere con un cenno della mano.
Paal, pensa!, gli comunic con tutta la sua forza Werner. Dov' finita la tua mente?
Di colpo, il ragazzo fu scosso da un potente, inarrestabile singhiozzo. Werner rabbrivid.
Mi chiamo Paal disse.
Il suono della sua voce fece accapponare la pelle del tedesco. Era grezza, come quella di un
burattino, sottile, incerta e fragile.
Mi chiamo Paal.
Non riusciva a smettere di ripeterlo. Come incitando s stesso, sapendo cos'era successo e
cercando di trarre la maggiore sofferenza possibile da quella consapevolezza.
Mi chiamo Paal. Mi chiamo Paal. Era il borbottio infinito, terrificante di un bambino in cerca
di un potere sconosciuto che gli fosse stato strappato via.
Mi chiamo Paal. Anche tra le braccia di Cora, continuava a ripeterlo. Mi chiamo Paal. Con
rabbia, con dolore, all'infinito. Mi chiamo Paal. Mi chiamo Paal. Mi chiamo Paal.
Werner chiuse gli occhi.
L'abbiamo perso.
Wheeler si offr di riaccompagnarlo alla stazione degli autobus, ma il tedesco rispose che
preferiva andarci a piedi. Salut lo sceriffo e gli chiese di esprimere il suo rammarico alla moglie, che
nel frattempo aveva portato il bambino in lacrime nella sua stanza.
Sotto la pioggia leggera e fitta che cominci a cadere, Werner si allontan da quella casa e da
Paal.
Pens che non era una situazione facile da giudicare. Non c'erano una ragione o un torto. Di
certo non si trattava di un caso di lotta del bene contro il male. La signora Wheeler, lo sceriffo,
l'insegnante, la gente di German Corners, tutti loro probabilmente erano stati animati da ottime
intenzioni. Era comprensibile che fossero rimasti sconvolti all'idea che un bambino di sette anni non
avesse mai ricevuto da parte dei genitori l'insegnamento della comunicazione attraverso le parole. Alla
luce di questa considerazione, le loro azioni erano giustificabili e corrette.
Solo che, molto spesso, da ci che si giudica un bene pu nascere il male.
Era meglio lasciare la situazione cos come l'aveva trovata. Portare Paal in Europa  dagli altri
 sarebbe stato uno sbaglio. Avrebbe potuto farlo, se avesse voluto; tutte le coppie si erano impegnate
ad allevare i figli delle altre se fosse successo qualcosa ai genitori naturali. Ma ormai tale procedura
non avrebbe fatto altro che confondere Paal ancora di pi. Era stato educato per la sua abilit, che in lui
non era innata. D'altra parte, in base al principio per il quale tutti loro avevano lavorato, tutti i bambini
nascevano con l'atavica capacit di usare la telepatia, che era assai facile da perdere, e difficilissima da
recuperare.
Werner scosse il capo. Era un peccato. Il ragazzo era rimasto senza genitori, senza talenti,
perfino senza un nome.
Aveva perso tutto.
Ma forse non proprio tutto.
Mentre camminava, Werner risal con la mente verso la casa dei Wheeler, scoprendoli vicino
alla finestra della camera di Paal e intenti a guardare il tramonto che irradiava la sua luce rossa su
German Corners. Paal si aggrappava alla moglie dello sceriffo, la guancia appoggiata al fianco della
donna. Il terrore di perdere la propria coscienza non lo aveva abbandonato, ma c'era qualcos'altro a
bilanciarlo. Qualcosa che Cora avvertiva, anche se non riusciva a comprendere appieno.
I genitori di Paal non lo avevano mai amato. Werner lo sapeva. Catturati dal fascino del loro
lavoro, non avevano avuto il tempo di volergli bene come al proprio figlio. Erano stati gentili e
affettuosi, certo; eppure avevano sempre considerato Paal come un esperimento vivente.
Ed era quello il motivo per cui l'amore di Cora Wheeler era, in qualche modo, altrettanto
estraneo a Paal quanto lo erano i terribili suoni del linguaggio parlato. Ma non sarebbe stato sempre
cos. Perch nel momento in cui era svanita l'ultima parte del dono, lasciando la sua giovane mente
esposta e grezza, quella donna era stata presente con amore, pronta ad alleviare il dolore. E ci sarebbe
stata sempre.
Ha trovato la persona che cercava? gli domand la donna dai capelli grigi al bancone mentre
gli serviva del caff.
S. Grazie.
Dov'era?
Werner sorrise. A casa rispose.
Il terrore strisciante
Tesi presentata come uno dei requisiti per il conseguimento del dottorato in Lettere
Il fenomeno noto nei circoli scientifici come il 'Movimento di Los Angeles' fu rivelato nel
1982, quando il dottor Albert Grimsby, laureato in Lettere, Scienze e Medicina, con un dottorato di
ricerca in Lettere, e professore di Fisica al California Institute of Technology, fece una scoperta
singolare.
Ho fatto una scoperta singolare disse il dottor Grimsby.
Di che si tratta? domand il dottor Maxwell.
Los Angeles  viva.
Il dottor Maxwell lo guard sbigottito.
Scusi? chiese.
Posso capire la sua incredulit riprese il dottor Grimsby. Tuttavia... e guid il dottor
Maxwell verso il tavolo del laboratorio.
Guardi in questo microscopio disse. Qui ho isolato un frammento di Los Angeles.
Il dottor Maxwell guard. Poi sollev la testa, sbalordito. Si muove ammise.
Avendo fatto questa singolare scoperta, il dottor Grimsby, alquanto curiosamente, decise di
diffonderla senza alcun clamore. Apparve solo come trafiletto dal titolo Fisico della Caltech trova
segni di vita di Los Angeles nella rivista Science News Letter del 2 giugno 1982.
Forse per la sfortunata scelta delle parole, forse per una semplice mancanza di interesse, il
trafiletto non suscit attenzione n commenti. Tale infelice negligenza si dimostr da quel momento in
poi un tormento per colui che ne era stato l'autore. Negli anni seguenti, quella notizia divenne nota
come 'Il granchio di Grimsby'.
Fu cos che, nel generale disinteresse della popolazione, era stato presentato un fenomeno che
sarebbe diventato, nel giro di qualche anno, una delle peggiori minacce per la sopravvivenza stessa
della nazione.
Di recente, i ricercatori hanno scoperto che l'esistenza del Movimento di Los Angeles era nota
gi da anni all'epoca della scoperta del dottor Grimsby. Infatti, cenni di questa spaventosa crisi possono
essere trovati in opere pubblicate anche quindici anni prima della sfortunata 'rivelazione Caltech'.
Riguardo Los Angeles, il famoso giornalista John Gunther scrisse: 'Quello che distingue Los
Angeles ... la sua crescita tentacolare2.'
Un altro riferimento alla citt conferma: Los Angeles, come un'ameba,  cresciuta allargandosi
in tutte le direzioni3...
Dunque possono essere apprezzati dei primitivi approcci al fenomeno, tanto inconsapevoli
quanto acuti. Anche se non c' alcuna prova a indicare che una qualunque persona in tale periodo
conoscesse davvero quell'impressionante processo,  impossibile dubitare che molti l'abbiano
percepito, per quanto in modo imperfetto.
Speculazioni attive riguardanti il bizzarro comportamento della natura sono iniziate nel luglio e
nell'agosto del 1982. In un periodo di circa 47 giorni, gli interi Stati di Arizona e Utah, gran parte del
New Mexico e il Colorado meridionale sono stati inondati da piogge che frequentemente superavano i
25 millimetri.
Questi diluvi, in zone fino ad allora aride, sollevarono grande agitazione e discussioni. Le prime
teorie davano la colpa delle precipitazioni eccezionali ai test atomici nel sudest del Paese4.
Il fatto che il Governo negasse questa possibilit non fece che aumentare il credito della teoria,
successivamente invalidata.
Altri 'postulati delle precipitazioni', come divennero noti nel gergo investigativo, possono
essere tranquillamente relegati nella categoria 'eccentricit'5.
Essi includono teorie secondo le quali i voli commerciali, divenuti troppo numerosi, stavano
sbilanciando lo strato nuvoloso naturale, oppure alcuni folli nativi americani avevano in qualche modo
scoperto un fattore letale di condensazione e lo stavano applicando alle loro danze della pioggia senza
scrupoli, o un ignoto freddo spaziale stava colpendo l'atmosfera causando queste piogge esagerate.
E, come sembra inevitabile ogni volta che la Natura si comporta in modo anomalo, furono
suggerite ipotesi secondo cui le abbondantissime precipitazioni presagivano un secondo diluvio
universale.  attestato fuori da ogni dubbio che molti fedeli a culti religiosi minori iniziarono rapide
costruzioni di 'Arche della salvezza'. Una di esse pu ancora essere ammirata sulla collina dove  stata
costruita 'in attesa dell'inondazione'6 presso la cittadina di Dry Rot in New Mexico.
Infine venne il memorabile giorno in cui il nome del contadino Cyrus Mills divenne noto in
tutto il mondo.
Maledizione! esclam Mills il contadino.
Rimase a osservare a bocca aperta, con rustico stupore, l'oggetto che aveva trovato nel suo
campo di granturco. Si avvicin con cautela. Gli diede dei colpetti con un dito tozzo.
Maledizione ripet.
Jason Gullwhistle della Stazione Sperimentale Agricola degli Stati Uniti numero tre, in
Nebraska, guid la sua station wagon fino alla fattoria del contadino Mills in risposta a una chiamata
urgente. Mills accompagn il signor Gullwhistle a vedere l'oggetto.
Che strano comment l'uomo. Sembra un arancio.
Approfondite analisi rivelarono la fondatezza di quell'affermazione. Era proprio un albero di
arance.
Incredibile, fece Jason Gullwhistle un arancio in mezzo a un campo di granturco nel
Nebraska. Non mi era mai capitato nulla del genere.
Pi tardi tornarono in casa per una limonata e trovarono la signora Mills in pantaloncini e
canottiera; portava occhiali scuri e un vecchio giacchetto di pelliccia stazzonato che aveva riesumato
dal suo fatiscente corredo.
Penso che andr a Hollywood comunic la signora Mills, che aveva almeno sessantacinque
anni.
Gi in serata ogni agenzia telegrafica aveva parlato dell'oggetto, e giornali di tutti i tipi avevano
trattato la notizia nelle vignette in prima pagina.
Entro una settimana, comunque, l'ironia era stata messa da parte, poich erano cominciate ad
arrivare notizie da ogni zona dello Stato; e da intere porzioni di Iowa, Kansas e Colorado erano stati
diffusi rapporti che parlavano di alberi di agrumi scoperti in campi di grano e granturco, e ancora pi
allarmanti resoconti su comportamenti eccentrici della popolazione rurale.
La passione per gli abiti succinti divenne notevole, si manifest un'inesplicabile aumento delle
vendite di succo d'arancia, e lettere stranamente simili furono ricevute da dozzine di comuni. Lettere
che richiedevano calorosamente la costruzione immediata di condomini, supermercati, campi da tennis,
cinema all'aperto e ristoranti drive-in, e al tempo stesso protestavano per l'eccessivo smog.
Ma non fu fatto nulla finch una sensibile diminuzione delle temperature giornaliere e un
parimenti sensibile aumento di inspiegabili crescite di piante di agrumi non iniziarono a minacciare in
modo serio le coltivazioni di mais e grano.
Gruppi di contadini organizzarono allora vaporizzazioni d'acqua, ma inutilmente o con
scarsissimi risultati. Aranci, limoni e pompelmi continuarono a crescere proliferando
esponenzialmente, e alla fine l'intera nazione cominci a esserne spaventata.
A Ragweed, in Nebraska, centro geografico dell'inarrestabile invasione, si tenne un convegno
tra i maggiori scienziati per trovare una soluzione.
Si tratta di scosse dinamiche nel substrato alluvionale afferm il dottor Kenneth Loan
dell'universit di Denver.
 un ingente squilibrio chimico nella composizione del suolo obiett Spencer Smith dei
Laboratori Dupont.
Significative mutazioni genetiche dei semi di granturco controbatt il professor Jeremy Brass
dell'universit del Kansas.
Violente contrazioni della cupola atmosferica disse il professor Lawson Hinkson del MIT.
Spostamento dell'orbita propose Roger Cosmos del Planetario Hayden.
Ho paura concluse un ometto di Purdue.
I risultati positivi che sono emersi da tale consesso di geni speculativi devono ancora essere
stimati. La Storia racconta che una classificazione pi accurata delle cause di questo comportamento
inusuale della Natura e dell'Uomo venne fatta all'inizio dell'ottobre 1982, quando David Silver,
professore associato, giovane ricercatore di fisica all'universit del Missouri, pubblic nella rivista
The Scientific American un articolo dal titolo La raccolta delle prove.
In questo brillante saggio, il professor Silver sugger per primo che tutta quella serie di
avvenimenti apparentemente scollegati era, in realt, la rivelazione superficiale di un unico fenomeno
sottostante. Fino alla pubblicazione del suo articolo, gli stravaganti modi di comportarsi degli abitanti
delle zone colpite avevano ricevuto scarsa attenzione. Il professor Silver li attribu alla stessa causa che
aveva scatenato l'assurda crescita di alberi di agrumi.
L'ultimo tassello deduttivo fu aggiunto, per quanto strano, in un supplemento domenicale di
quella che un tempo era l'agenzia di stampa di Hearst7.
L'autore, un giornalista professionista, facendo delle ricerche per un articolo, per caso aveva
trovato il trafiletto che riportava la scoperta del dottor Grimsby. Rendendosi conto che si trattava di
uno spunto molto prezioso, scrisse un altro articolo, che combinava le tesi del dottor Grimsby e del
professor Silver, proponendo la sua profana idea che  strano a dirsi  si rivel assolutamente corretta
(questo fatto fu poi messo in ombra nel gran processo che si svolse quando i professori Grimsby e
Silver querelarono l'autore per non averli consultati prima di scrivere l'articolo).
Fu cos che infine si venne a sapere che Los Angeles, proprio come un fungo gigante, stava
diventando troppo grande per i suoi confini territoriali.
Segu un periodo di gestazione durante il quale varie pubblicazioni nel Paese non fecero che
parlare del Movimento di Los Angeles, fino a farlo diventare un tormentone in tutto lo Stato. Fu in
questo periodo che un fervido colonnista soprannomin Los Angeles 'Ellie, la metropoli mutaforme',
appellativo poi ridotto a 'Ellie', termine che per gli americani divenne comune come 'uova al
prosciutto' o 'seconda guerra mondiale'.
Prese il via allora un periodo di raccolta di dati e un tentativo di molte delle principali branche
scientifiche di analizzare il Movimento di Los Angeles al fine di fermare la sua strana espansione, che
si era ormai estesa in South Dakota, Missouri, Arkansas e fino al Texas (uno scritto a parte potrebbe
essere dedicato allo stato di agitazione di massa che ebbe luogo proprio nello Stato della Stella
Solitaria).
I REPUBBLICANI RICHIEDONO INDAGINI APPROFONDITE.
AFFERMANO CHE IL MOVIMENTO DI LOS ANGELES SIA UN INGANNO
SOVVERSIVO
Dopo un veloce dispiegamento di agenti in ogni punto dell'area infetta, L'Associazione medica
americana divulg in tutta la nazione una lista dei sintomi che avrebbero potuto preallertare gli abitanti
dell'approssimarsi del terrore.
SINTOMI DELL'ELLIEITIS8:
1. Una smodata voglia di agrumi in qualsiasi forma, liquida o solida;
2. Parziale o completa perdita delle distinzioni geografiche (per esempio, una persona di Kansas
City potrebbe pensare di andare in auto a San Diego per trascorrere il week-end, percorrendo un
tragitto di oltre 2.600 chilometri);
3. Desiderio innaturale di acquistare un motoveicolo;
4. Insana passione per il cinema e le anteprime dei film (include, come sintomo secondario non
generalizzato ma nondimeno pericoloso, un desiderio spropositato da parte delle ragazze di diventare
dive del cinema);
5. Ricerca di accessori stravaganti (inclusi pellicce, calzoncini, prendisole, pantaloni, sandali,
jeans e costumi da bagno, tutti solitamente di colori sgargianti).
Questa lista, sfortunatamente, si dimostr inadeguata allo scopo prefisso. Non faceva cenno, per
esempio, agli effetti nocivi dell'eccesso di sole sugli abitanti degli Stati settentrionali. Con l'infinita
attesa dell'arrivo dell'inverno, molti sventurati, incapaci di abituarsi, divennero nevrotici e spesso
persero del tutto la ragione.
La storia di Matchbox, nel North Dakota, un paesino della zona pi settentrionale dello Stato, 
un tipico esempio di quanto accadeva nel tardo autunno e nell'inverno del 1982.
I cittadini di questa sfortunata localit si infuriarono con un uomo che si augurava che la neve
arrivasse presto, al punto che impazzirono del tutto e diedero alle fiamme le loro stesse case.
Il volantino non riportava nemmeno il fenomeno psicologico pi tardi chiamato 'Ricerca della
spiaggia'9, una mania in preda alla quale le folle, in costume da bagno e con in mano asciugamani e
teli di spugna, girovagavano senza speranza per pianure e praterie in cerca dell'oceano Pacifico.
In ottobre, il Movimento di Los Angeles (il processo fu battezzato con questo nome pi serio
verso la fine di settembre dal professor Augustus Wrench in una nota inviata al Consiglio nazionale
degli scienziati americani) prese a diffondersi con la massima velocit; nell'arco di dieci giorni aveva
coinvolto Arkansas, Missouri e Minnesota, e stava strisciando rapidamente verso i confini di Illinois,
Wisconsin, Tennessee, Mississippi e Louisiana. Lo smog si spostava per tutto il Paese.
Fino a questo momento, i cittadini della costa orientale erano stati s coinvolti nel fenomeno, ma
non ne erano stati eccessivamente disturbati, dal momento che la distanza dalla zona infestata aveva
consentito loro di restarne distaccati. A quel punto per, con il silenzioso avvicinarsi dei confini della
citt di Los Angeles, si allarmarono anche le regioni costiere.
Le attivit legislative a Washington furono praticamente interrotte da un'ondata di lettere di
protesta e richieste che invest i membri del Congresso. Un comitato speciale, fino ad allora oppresso
dall'apatia generalizzata dell'Est, vide introdotta la partecipazione di molti distinti membri del
Congresso, da cui deriv un dispendioso esame del problema.
Fu tale comitato, durante le sue riunioni in diretta televisiva, a scoprire l'esistenza di un gruppo
segreto, chiamato i 'Primissimi di Los Angeles'.
Questa subdola associazione sembrava essere sorta quasi spontaneamente dal caos generalizzato
dell'involucro di Los Angeles. Per un breve periodo si credette che si trattasse di un altro sintomo di
Ellieitis. Tuttavia concitati interrogatori rivelarono l'esistenza di cellule di Primissimi di Los Angeles
in localit della costa orientale che potevano ancora essere infettate dal temuto virus.
La rivelazione infuse il terrore nel cuore della popolazione. La presenza di una accertata
sovversione a questo punto del processo aveva quasi fiaccato la volont della nazione. Perch non si
trattava semplicemente di un'organizzazione che legava le persone tra loro con le emozioni. Questa
fazione era strutturata con un'accurata gerarchia di uomini e donne, e stava programmando lo
stravolgimento del governo federale. Quasi contestualmente all'avvento del Movimento di Los Angeles
era gi iniziata una distribuzione a livello nazionale di scritti di propaganda. Essi, con l'arguzia di
cavilli ribelli, dipingevano una rosea figura del futuro degli... Stati Uniti di Los Angeles!
ALZATI, POPOLO!10
Alzati, popolo! Getta via le catene reazionarie! Che senso ha opporsi all'avanzamento del
progresso?  inevitabile! E tu, popolo di questa gloriosa terra  una terra pagata a caro prezzo con le
vostre lacrime e il vostro sangue  dovete capire che la stessa Natura appoggia i Primissimi di Los
Angeles! Come?, chiederete. Come fa la Natura a sostenere questa gloriosa avventura? La domanda ha
una semplice risposta.
'La natura ha sostenuto il movimento dei Primissimi di Los Angeles per migliorare la vita di
tutti voi! Voi!'
Ecco alcuni dati:
Negli Stati che sono stati benedetti sono stati registrati:
52% di diminuzione dei reumatismi;
61% di diminuzione delle polmoniti;
Assideramento scomparso;
Incidenza del raffreddore comune diminuita del 73%!
Sono cattive notizie? Sono forse cambiamenti portati dall'anti-progresso?
No!!!
Ovunque sia andata Los Angeles, i deserti ne sono fuggiti, portando milioni di ettari di fertile
terra al nostro Paese. Dove un tempo c'erano solo sabbia, cactus e ossa sbiancate, ora ci sono piante e
alberi e fiori!
Questo volantino si chiudeva con un distico che fece montare la furia in tutta la nazione.
Canta, nazione, a vessilli spiegati
Los Angeles! Il Mondo del Domani!
La rivelazione dei Primissimi caus un'ondata reazionaria che attravers rapidamente tutto il
Paese. La rabbia divenne la nota dominante di questa controrivoluzione; rabbia per l'astuzia con cui i
Primissimi avevano distorto la verit nei loro opuscoli; rabbia per l'arrogante ipotesi che il Paese
avrebbe inevitabilmente capitolato di fronte a Los Angeles.
Gli slogan 'Abbasso gli amanti di Los Angeles!' e 'Rimandateli dove sono venuti!' risuonarono
per tutta la regione. Fu imposto al Congresso e alla firma presidenziale un provvedimento che rendesse
illegale il gruppo e dichiarasse la militanza in esso rea di alto tradimento. Gruppi di fanatici aggiunsero
una clausola addizionale, che imponeva la messa fuorilegge, il sequestro e la distruzione di tutte le
fabbriche di forniture per il tennis e la spiaggia. A questo punto, in ogni caso, l'Associazione nazionale
dell'industria manifatturiera entr in scena, e attraverso un uso ponderato di vari metodi di pressione
annull tale tentativo.
Nonostante questa improvvisa rappresaglia, i Primissimi di Los Angeles continuarono a operare
clandestinamente, e almeno uno degli incidenti causati dalle loro persistenti agitazioni fu quanto
avvenne nello Stato del Missouri.
In qualche modo, finora mai rivelato, i Primissimi ottennero il controllo della legislatura di
Stato e riuscirono a imporre un emendamento alla costituzione del Missouri che fu ratificato in tutta
fretta e rese quel Paese il primo legalmente parte della contea di Los Angeles.
Utter McKinley apre cinque nuove filiali nel Sudovest
Nei mesi seguenti emerse un notevole aumento nella produzione di automobili, in particolare
quelle decappottabili. Negli Stati colpiti dal Movimento di Los Angeles, ogni cittadino sembrava
essere affetto dal sintomo noto come 'automania'. L'industria dell'automobile entr cos in una fase di
picco della produzione, con le fabbriche che sfornavano vetture ventiquattr'ore al giorno, sette giorni su
sette.
Nello stesso tempo, accanto alle fabbriche automobilistiche, ebbe luogo un exploit quasi folle
nella costruzione di ristoranti e drive-in. Tale crescita inarrestabile e rapidissima in tutti gli Stati Uniti
dell'ovest e del Midwest si espanse secondo piani edilizi che andavano ben al di l del buon senso.
Tipico di quei progetti avventati fu il tentativo di scavare una montagna per costruirvi un cinema
accessibile alle auto11.
Con l'arrivo del mese di dicembre, il Movimento di Los Angeles ingoi l'Illinois, il Wisconsin,
il Mississippi, met del Tennessee e stava cominciando a lambire le coste di Indiana, Kentucky e
Alabama (non si far menzione dei profondi effetti che il Movimento ebbe sulla segregazione razziale
nel Sud, dal momento che tale argomento richiederebbe una trattazione a s stante).
Fu circa in questo periodo che un'ondata di fervore religioso ossession la nazione. Come 
nella natura delle mente umana in occasione di una catastrofe, in molti si convertirono alla religione.
Numerosi culti trovarono messi da raccogliere per i loro mulini spirituali.
Fra tali movimenti, per esempio, gli adoratori della vigna di San Bernardino erano convinti che
Los Angeles fosse la reincarnazione della divinit Ochsalia, la vigna divina. I Figli dell'erba di San
Diego professavano invece una teoria secondo cui Los Angeles era la personificazione della loro dea,
che era rimasta nascosta per trent'anni prima che il Movimento si manifestasse.
Sfortunatamente per tutti gli interessati, un piccolo gruppo fascista inizi a prendere il controllo
di molti di questi culti, che altrimenti sarebbero rimasti inoffensivi, enfatizzando il loro dominio
secondo il motto di 'Potere e vigore'. In questo modo le semplici congregazioni religiose presero
sempre pi spesso a degenerare in semplici fronti politici che complottavano per rovesciare il governo
ed espandersi (documenti segreti ritrovati anni dopo rivelarono che una perfida confraternita aveva
intenzione di trasformare l'edificio del Pentagono in una pista coperta per le gare automobilistiche).
In un periodo che prese avvio a settembre e si protrasse per anni, ebbe luogo anche una
deliberata espansione dell'industria cinematografica. Molti dei produttori pi importanti aprirono nuovi
studi di registrazione ovunque (per esempio la MGM ne costru uno a Terre Haute, la Paramount a
Cincinnati e la 20th Century Fox a Tulsa). L'associazione degli sceneggiatori apr succursali in ogni
grande citt, e il termine Hollywood divenne una denominazione pi generica di quanto non fosse in
passato.
Gli introiti delle aziende cinematografiche quadruplicarono, mentre cinema di tutti i tipi
venivano innalzati in continuazione ovunque a ovest del Mississippi, a volte uno accanto all'altro per
interi isolati12.
Tali costruzioni raramente venivano erette in modo adeguato, e spesso crollavano entro qualche
settimana dall'inaugurazione.
Eppure, nonostante l'incredibile quantit di cinema, i film erano prodotti in numero ancor
maggiore (ma non erano di migliore qualit). Fu per compensare questa situazione pericolosa per
l'economia che gli studi inaugurarono la pratica di bruciare i film al fine di mantenere la stabilit dei
prezzi di base. Ma questo caus il risentimento degli studi minori, che non producevano abbastanza
pellicole da volerne dare alle fiamme alcuna.
Un altro svantaggio nella produzione di film fu l'aumento esponenziale delle difficolt causate
da piccoli ma insistenti gruppi di pressione.
Una tipica setta era la Lega di Dallas contro i cavalli, che si opponeva strenuamente all'utilizzo
di equini nei film. La sua esistenza, insieme al crescente acquisto delle automobili che rendeva poco
fruttuoso l'allevamento dei cavalli, rese impossibile la realizzazione di film western cos come erano
stati concepiti fino ad allora. Il cosiddetto genere western si spost velocemente verso rappresentazioni
pi 'salottiere'.
ESTRATTO DI UNA SCENEGGIATURA-TIPO13
Tex D'Urberville arriva a Doomtown, in Colorado: la sua Jaguar solleva una nube di polvere
in quella sonnacchiosa citt dell'Ovest. Parcheggia davanti al saloon Golden Sovereign e scende
dall'auto.  un mandriano alto e slanciato, impeccabilmente abbigliato con un gilet, pantaloni di pelle
e un cappello a tesa larga, stivali e ghette grigioperla. Alla cintura ha una pesante sei colpi. Avanza
con un bastone di legno di palma con il pomello d'oro.
Entra nel saloon e tutti gli uomini presenti fuggono dal locale, lasciando solo Tex e un
minaccioso energumeno, che  dall'altra parte del bar.  Dirty Ned Updyke, furfante e pistolero ben
noto da quelle parti.
TEX (si toglie i guanti bianchi e si rivolge al barista fingendo di non aver notato Dirty Ned):
Versa un whisky con seltz a questo bravo ragazzo, per favore, Roger.
ROGER: S, signore.
Dirty Ned sposta lo sguardo cupo sul proprio drink, ma non osa fare il gesto di estrarre la sua
pistola, una Webley automatica che tiene nascosta in una fondina sotto la giacca di tweed.
Ora Tex D'Urberville lascia vagare lentamente i suoi glaciali occhi azzurri per il saloon, fino a
posarli sulle fattezze corvine di Dirty Ned.
TEX: Dunque... tu sei quel disgustoso animale che ha sparato a mio fratello.
Di colpo i due estraggono le pistole, e avvicinandosi uno all'altro si salutano fieramente.
Ulteriore risultato da non sottovalutare fu l'effetto dell'aumento della produzione di film
politici. Il bisogno di lavoratori ad alto costo come scrittori, attori, registi e manovali era estremo, e la
moltitudine di nuovi ricchi, che avevano raggiunto il benessere in un tempo relativamente breve, si
trasform in un ben definito complesso di colpa che sfoci nella partecipazione a cosiddetti gruppi
liberali e progressisti. L'aumento dell'attivit radicale ebbe come effetto l'alterazione della storia
politica americana (anche questo  argomento che  opportuno approfondire separatamente per
un'appropriata valutazione delle sue diverse ramificazioni).
Altri due fattori tipici di questo periodo che vanno menzionati furono l'aumento dei divorzi,
causato dalla mitigazione delle leggi in merito in tutti gli Stati affetti dal Movimento di Los Angeles, e
i lenti ma inesorabili divieti posti sulla produzione di forniture per il tennis e la spiaggia messi in atto
da un rabbioso e potente gruppo all'interno dell'Associazione nazionale dell'industria manifatturiera.
Tali divieti condussero senza scampo a un breve periodo di tempo che equivalse alla cosiddetta
epoca del Proibizionismo degli anni Venti. In tale scellerato lasso di tempo, gente in cerca di emozioni
frequentava circoli del tennis clandestini in tutto il Paese, che spuntavano ogni volta che la perversa
richiesta del pubblico li rendeva speculazioni d'azzardo per uomini senza scrupoli.
Nei primi giorni del gennaio del 1983, il Movimento di Los Angeles raggiunse quasi la costa
atlantica. Il panico si diffuse nel New England e nelle regioni costiere meridionali. Il Paese intero e,
infine, Washington, risuonavano del grido 'Fermate Los Angeles!', e tutti i procedimenti governativi si
arrestarono a un punto morto nel caos che andava prendendo piede. L'applicazione della legge si
atrofizz, ondate di crimine si diffusero nella nazione e la situazione si fece cos seria che perfino i
Primissimi di Los Angeles, considerati dei fuorilegge, potevano incontrarsi liberamente per le strade.
L'11 febbraio 1983 il Movimento di Los Angeles super il fiume Hudson e invase l'isola di
Manhattan. Carri armati lanciafiamme si dimostrarono inutili contro quel flusso invincibile. Nel giro di
una settimana, le linee della metropolitana vennero chiuse e le vendite di automobili triplicarono.
Nel marzo del 1983 gli unici Stati ancora non toccati erano il Maine, il Vermont, il New
Hampshire e il Massachusetts. Tale condizione fu spiegata tempo dopo dall'adattamento del fungo al
suolo roccioso del New England e alle avverse condizioni meteorologiche.
Quegli Stati settentrionali, cos periferici e inermi, fecero ricorso a misure straordinarie nel vano
tentativo di evitare la terrificante invasione. Alcuni di essi legalizzarono l'omicidio di coloro che
presentavano i sintomi dell'Ellieitis. Sui giornali le notizie di sparatorie, accoltellamenti,
avvelenamenti e uccisioni per strangolamento divennero cos comuni in quel periodo di 'ultima trincea'
che i quotidiani inaugurarono una sezione giornaliera dedicata unicamente a questi fatti.
BOSTON, 13 Aprile  Sono state celebrate oggi le esequie del signor Abner Scrounge, ucciso
da un colpo di pistola dopo essere stato trovato nel garage di casa sua mentre cercava di rimuovere il
tettuccio della sua Rolls-Royce con un apriscatole.
La storia della coraggiosa battaglia che Boston condusse per mantenere la propria dignit
potrebbe da sola costituire un tomo voluminoso. Il racconto di come intrepidi cittadini di quell'antica
citt rifiutarono di rinunciare ai loro diritti, scegliendo il suicidio di massa pur di non sottomettersi  un
esempio di enorme coraggio e grandiosa sofferenza in circostanze insormontabili.
Ci che accadde quando il Movimento inglob i confini degli Stati Uniti (nome ben presto
messo da parte)  materiale per un altro scritto. Un breve cenno, in ogni caso, pu essere fatto per
quanto riguarda l'immenso sforzo conosciuto come il movimento 'Bacon e Waffle', che cerc di
garantire 750 dollari al mese a ogni persona di Los Angeles che avesse pi di quarant'anni.
Con questo incentivo messo a disposizione della gente, le legislature di Stato si ritrovarono
impotenti di fronte alla valanga di richieste dei cittadini, e nel giro di tre anni tutta la nazione era
entrata a far parte di Los Angeles. La sede del governo venne posta a Beverly Hills e in breve furono
inviati in tutta fretta ambasciatori nei Paesi stranieri.
Dieci anni dopo il continente del Nordamerica cadde, e Los Angeles si stava gi insinuando
nell'istmo di Panama.
Poi giunse quel giorno fatale del 1994.
Nell'isola di Pingo-Pongo, Maona, figlia del comandante Luana, si avvicin a suo padre.
Omu la golu si mongo (Qualcuno ha voglia di una partita a tennis?) disse.
Suo padre, che aveva letto i giornali, non esit a trafiggerla all'istante con la lancia, poi usc
dalla capanna gridando.
2 John Gunther, Dentro l'America, p. 44.
3 Henry G. Alsberg (ed.), La guida americana, p. 1200.
4 Symmes Chadwick, Affogheremo il mondo?, Southwestern Review IV (estate 1982),
5 Guillaume Gaulte, Le teorie dell'acqua del cielo sono false, Jaune Journale (agosto 1982).
6 Harry L. Shuler, Non cerchiamo questo mondo, South Orange Literary Review XL
(settembre 1982), p. 214.
7 H. Brahm, Los Angeles  viva?, Los Angeles Sunday Examiner, 29 ottobre 1982.
8 Ellieitis: I sintomi, AMA pamphlet, autunno 1982.
9 Fritz Felix DerKatt, La ricerca della spiaggia, Einzweidrei, novembre 1982.
10 Il Manifesto di Los Angeles, Primissimi Press, inverno 1982.
11 L. Savage, Rapporto sul drive-in di Grand Teton, Fortune (gennaio 1983).
12 Gulls Creek ottiene il suo cinema, pubblicato su The Arkansas Journal, 12 marzo 1983.
13 Maxwell Brande, Altercation at Deadwood Spa, Epigram Studios (aprile 1983).
Onda d'urto
Te lo dico io, ha qualcosa che non va disse il signor Moffat.
Suo cugino, Wendall, si allung per prendere la zuccheriera. Allora hanno ragione loro
rispose. Si vers qualche cucchiaino di zucchero nel caff.
Invece no si affrett a ribattere l'altro. Sono certo che non  cos.
Se non funziona...
Funzionava fino a un mese fa, o quasi disse Moffat. E andava tutto bene, finch non hanno
deciso che il primo dell'anno l'avrebbero sostituita.
Le sue dita, pallide e ingiallite, erano posate nervosamente sul tavolo. Non aveva ancora toccato
le uova e il caff che aveva davanti.
Perch sei cos in collera? chiese Wendall.  solo un organo.
 molto di pi! Lei c'era ancor prima che la chiesa fosse finita.  qui da ottant'anni. Ottanta.
Un bel po' di tempo conferm l'altro, masticando dei toast spalmati di marmellata. Forse
perfino troppo.
Non c' niente che non vada in lei la difese Moffat. In ogni caso, prima non aveva mai
avuto alcun problema. Ed  questo il motivo per cui voglio che tu venga con me di sopra, stamattina.
Ma perch non l'hai fatta controllare da un tecnico?
Sarebbe stato d'accordo con tutti gli altri. Si sarebbe limitato a dire che  troppo vecchia,
troppo consumata.
Forse lo  azzard Wendall.
Non  vero. Moffat era scosso da tremiti.
Be', non so se sia cos, per che sia piuttosto vecchia  un dato di fatto.
Ha sempre funzionato bene riprese l'altro, fissando il caff nella sua tazza. Che sfacciati
mormor. Decidere di disfarsi di lei in quel modo. Che sfacciati. Chiuse gli occhi. Forse lei lo sa
aggiunse.
Il ticchettio dei loro passi ruppe il silenzio nell'ingresso.
Da questa parte fece strada Moffat.
Wendall apr la pesante porta e i due si avviarono sulla scala a chiocciola. Giunti al piano
superiore, Moffat si pass la valigetta da una mano all'altra e cerc il portachiavi. Apr la serratura
della porta e i due uomini entrarono nell'oscurit e nel lezzo stantio di quella zona sopraelevata. Si
mossero nel silenzio, con movimenti leggeri, il cui suono pareva rimbombare.
Da questa parte ripet Moffat.
S, lo vedo rispose l'altro.
Il pi anziano si adagi sulla panca liscia e accese una piccola lampada. Un cuneo di luce
squarci il buio.
Pensi che uscir il sole, prima o poi? domand Wendall.
Non lo so.
Sblocc e alz il copritastiera dell'organo, poi sollev il leggio. Azion il pulsante consumato
dall'uso.
Nella stanza di mattoni, alla loro destra, si ud all'improvviso un ronzio, un flusso di energia in
aumento. L'ago che indicava la pressione oscill sul quadrante.
Ora  viva disse Moffat.
Wendall emise un brontolio divertito e attravers il sottotetto. L'uomo pi anziano lo segu.
Cosa ne pensi? domand questi.
L'altro si strinse nelle spalle. Non saprei dire. Guard il movimento circolare del motore.
Induzione a una fase.  il magnetismo a muoverlo. Si mise in ascolto. Il suono mi sembra buono.
Si spost nella piccola stanza. E questo cos'? chiese, indicando.
Trasmettitori spieg Moffat. Mantengono attivi i flussi d'aria nelle canne.
E questa  la ventola? domand Wendall.
L'altro annu.
Mmh-mmh. Wendall si volt. A me sembra tutto a posto.
Tornarono all'esterno, e guardarono le canne dell'organo da fuori. Sul lucido legno della cassa,
sembravano enormi matite dipinte d'oro.
 grande comment Wendall.
 bellissima disse Moffat.
Sentiamola, allora.
Tornarono alla tastiera e Moffat vi si sedette davanti. Fece scattare in fuori un cilindro e vi
inser una chiave.
Una singola nota si rivers nella penombra. L'anziano premette un pedale che azionava il
volume, e la nota aument di intensit. Fendette l'aria, mentre tonalit e armonia risuonavano sulla
cupola della chiesa come diamanti lanciati con una fionda.
A un tratto, il vecchio sollev una mano.
Hai sentito? chiese.
Sentito cosa?
Ha tremato fece Moffat.
Mentre la gente entrava in chiesa, Moffat suonava il preludio corale Aus der Tiefe rufe ich di
Bach. Le sue dita si muovevano sicure sui tasti, le scarpe affusolate danzavano sui pedali; l'aria era
densa di quel suono in movimento.
Wendall si chin su di lui per sussurrargli: C' il sole.
Al di sopra della testa ingrigita del vecchio, la luce solare filtr oltre i vetri colorati delle
finestre. Super la serie di canne irradiandosi come nebbia.
Wendall si curv di nuovo. A me sembra che suoni benissimo.
Aspetta fece l'altro.
Lui sbuff. Si diresse all'estremit del sottotetto e guard in basso, verso la navata. Il flusso
della folla, diviso in tre parti, si stava ramificando nelle file. L'eco dei movimenti saliva fino a lui come
lo sfregare di insetti. Osserv le persone sotto di lui mentre si sedevano nei banchi di legno scuro.
Sopra le loro teste, ad avvolgerli, c'era la musica dell'organo.
Sssh.
Wendall si volt e si avvicin al cugino.
Cosa c'? chiese.
Ascolta.
Wendall inclin il capo.
Non sento niente, a parte l'organo e il rumore del motore.
 proprio quello. Non dovresti sentire il motore.
L'altro fece spallucce. E allora?
L'anziano si umett le labbra. Credo stia cominciando sussurr.
Di sotto, le porte del vestibolo vennero chiuse. Lo sguardo di Moffat si spost sull'orologio
appeso alle canne, poi sul pulpito, dove nel frattempo aveva fatto la sua comparsa il reverendo. Rese
l'accordo finale del preludio corale una scintillante piramide di suoni, fece una pausa, poi vari di tono,
mezzo forte, su un accordo di sol. Suon la frase d'apertura della dossologia.
In basso, il reverendo sollev le mani, i palmi rivolti verso l'alto, e l'assemblea si alz in piedi
tra fruscii e scricchiolii. Per un attimo, il silenzio invase la chiesa. Poi cominciarono i canti.
Moffat guid i fedeli nell'inno, seguendo con la mano destra la semplice melodia. Al terzo
fraseggio, un tasto si abbass insieme a quello che stava premendo, e una strana dissonanza confuse
l'accordo. Le mani dell'anziano ebbero uno scatto; la dissonanza svan.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
I presenti conclusero il canto con un Amen prolungato. Moffat sollev le dita dalla tastiera e
spense il motore, nella navata centrale echeggi il tramestio della folla e il reverendo vestito di nero
alz le mani per afferrare la ringhiera del pulpito.
Signore dei Cieli, disse noi, tuoi figli, ci incontriamo con te oggi in rispettosa comunione.
In alto, nella balconata, tremol debolmente una nota bassa.
Moffat ebbe un sussulto e rest senza fiato. Il suo sguardo corse all'interruttore (spento), all'ago
nel quadrante della pressione (immobile), all'alloggiamento del motore (fermo).
L'hai sentito? sussurr.
Credo proprio di s rispose Wendall.
Credi? chiese l'altro, agitato.
Be'... L'uomo si chin e diede un colpetto all'indicatore dell'aria con un'unghia. Non
successe nulla. Bofonchiando, si avvicin al motore. Moffat si alz e lo segu in punta di piedi.
A me sembra spento disse poi Wendall.
Spero lo sia ribatt l'anziano, mentre le mani cominciavano a tremargli.
Il momento dell'offertorio non doveva risultare caotico e importuno, ma consistere in un posato
movimento in cui gli unici suoni erano il tintinnare delle monete e il frusciare delle banconote. Moffat
lo sapeva bene. Nessuno era capace di conferire alla musica la sacralit che sapeva creare lui.
Eppure, quella mattina...
Le dissonanze non furono certo colpa sua. Sbagliava assai di rado. Ma i tasti opponevano
resistenza sotto il suo tocco, come se fossero vivi: o forse era la sua immaginazione? Gli accordi
diminuivano in ottave incorporee, poi, un attimo dopo, il suono cresceva di colpo. Era stato lui? Sedeva
irrigidito, ascoltando la musica che si diffondeva irregolarmente nell'aria. Dalla fine del salmo
responsoriale, anche dopo che aveva spento l'organo, gli era sembrato che lo strumento possedesse una
sorta di autonoma volont di azione.
Moffat si volt per bisbigliare qualcosa a suo cugino.
All'improvviso l'ago dell'indicatore pass da mezzo a forte, e il volume si alz. L'anziano sent
il proprio stomaco contrarsi. La sua mano pallida scatt via dalla tastiera, e per un attimo si ud solo il
suono smorzato dei passi di chi raccoglieva le offerte e quello del denaro che cadeva nei cestini.
Poi Moffat torn a suonare e di nuovo si sent la melodia dell'offertorio, elegante e imponente.
L'anziano not, in basso, alcuni visi che si sollevavano verso di lui con espressione incuriosita, e con
una smorfia di stanchezza contrasse le labbra.
Ascolta disse Wendall quando la raccolta fu finita. Come fai a sapere di non essere stato
tu?
Perch non sono stato io, ma lei gli rispose in un sussurro.
 assurdo. Senza di te che suoni, non  altro che una macchina.
No, fece l'altro non  vero. Lei  qualcosa di pi.
Stammi a sentire, hai detto che eri in collera perch stanno per sbarazzarsi di lei.
L'altro grugn in risposta.
Quindi, prosegu Wendall sono convinto che sia tu a produrre questi suoni, per quanto
inconsciamente.
Moffat riflett su quelle parole. Di certo era un semplice strumento: questo lo sapeva. Era lui a
dirigerne il suono, con le dita e il movimento dei piedi. Senza il suo intervento, lei non era che una
macchina, come aveva detto suo cugino. Le canne, i comandi, le file di tasti; manopole senza uno
scopo, lunghi pedali e aria compressa.
Allora, cosa stai pensando? chiese Wendall.
Lui riport lo sguardo sulla navata. Siamo alla benedizione.
Nel bel mezzo del brano finale, il pomello dell'unione tastiere scatt in fuori e, prima che la
mano di Moffat potesse rimetterlo al suo posto con un colpo secco, nell'aria risuon un potente coro di
corni, e la chiesa fu invasa da un suono potente, che la fece tremare.
Non sono stato io! sussurr quando il postludio fu finito. L'ho visto muoversi da solo.
Io non ho notato nulla ribatt Wendall.
Moffat guard il reverendo, che nel frattempo aveva cominciato a leggere il secondo inno.
Dobbiamo interrompere la messa disse piano, con voce tremante.
Non possiamo.
Ma sta per succedere qualcosa, me lo sento rispose l'anziano.
Cosa? rise Wendall. Il massimo che pu accadere  che tu prenda una stecca.
L'altro rest immobile, teso, fissando i tasti. Si torceva silenziosamente le mani, che teneva in
grembo. Poi, quando il reverendo fin la lettura, Moffat suon il tema d'apertura dell'inno. L'assemblea
si lev in piedi, e dopo una brevissima pausa cominci a cantare.
Questa volta fu solo Moffat a notarlo.
Il suono dell'organo possiede ci che viene chiamato 'inerzia', una tonalit impersonale. Chi lo
suona non pu modificarla:  fissa.
Eppure, l'anziano sent riversarsi nella musica la sua stessa inquietudine. Nell'udire quel suono
un presentimento si abbatt su di lui, facendo vibrare la sua spina dorsale. Da trent'anni suonava
l'organo in quella chiesa. Conosceva i meccanismi dello strumento meglio di chiunque altro. Ne
conosceva profondamente pressioni e reazioni.
Quella mattina, stava suonando uno strumento a lui sconosciuto.
Un macchinario il cui motore, quando l'inno giunse al termine, non volle fermarsi.
Spegnilo disse Wendall.
L'ho fatto rispose in un sussurro spaventato.
Riprova.
Moffat azion l'interruttore. Il motore rest in funzione. Lui serr i denti e continu a premere
il pulsante, sei, sette volte.
Il motore si spense.
Non mi piace per niente dichiar Moffat con un filo di voce.
Senti, non  nulla di trascendentale lo rassicur l'altro. Quando azioni l'interruttore nel suo
alloggiamento, dovrebbe premere su un contatto di rame posto su un piano di porcellana.  grazie a
esso che i cavi si uniscono e la corrente elettrica pu scorrere. Se invece premi molte volte il pulsante,
sulla porcellana pu rimanere un residuo di rame, e la corrente non viene interrotta. Anche se
l'interruttore  sulla posizione Spento. Mi  capitato altre volte.
L'anziano scosse il capo. Lei lo sa.
 una follia disse Wendall.
Dici?
Si trovavano nella cabina del motore. Sotto di loro, il reverendo stava pronunciando il sermone.
Certo.  un organo, non una persona.
Non lo so pi fece l'altro con voce atona.
Stammi a sentire: vuoi sapere qual  la spiegazione pi probabile?
Lei ha capito che vogliono portarla via di qui ribatt Moffat.  questa la spiegazione.
Andiamo, esclam Wendall spazientito, voltandosi di scatto te lo dico io cos' successo.
Questa  una chiesa antica, e questo vecchio organo ne fa tremare le pareti da ottant'anni. Ottant'anni
passati cos, e i muri cominciano a deformarsi, i pavimenti a muoversi. E quando i pavimenti si sono
spostati, questo motore ha cominciato a inclinarsi, i cavi a rovinarsi, e si sono verificati degli archi
elettrici.
Archi elettrici?
Proprio cos. Balzi di elettricit tra spazi vuoti.
Non ti capisco.
Tutta la corrente elettrica in eccesso entra nel motore spieg Wendall. In queste trasmittenti
ci sono degli elettromagneti. Se vengono sovraccaricati, diventano pi potenti. Abbastanza da causare
quanto sta succedendo.
Anche se fosse cos, obiett Moffat perch si sta rivoltando contro di me?
Oh, smetti di parlare in questo modo.
Ma io lo so... lo sento.
Ha solo bisogno di una riparazione. Forza, usciamo. Fa caldo, qui dentro.
Quando torn a sistemarsi sul suo sedile, Moffat rimase immobile, lo sguardo fisso sulla
tastiera. Si chiedeva se fosse davvero come aveva detto Wendall: i problemi si erano verificati in parte
a causa di un guasto tecnico e solo in parte per colpa sua? Non doveva giungere a conclusioni
avventate. Ma la spiegazione di suo cugino era realistica.
Moffat avvert un formicolio alla testa. Si volt di colpo, il volto contratto.
Eppure alcuni eventi si erano verificati davvero. I tasti che si abbassavano da soli, la manopola
che si azionava, il volume che s'innalzava, il suono dell'emozione in qualcosa che doveva rimanere
atono. Era un guasto meccanico, o una sua mancanza? Era tutto cos assurdo...
Il pizzicore non accennava a diminuire, anzi, cresceva come un fuoco. Un mormorio inquieto
gli si agitava in gola. Le dita cominciarono a contrarsi.
Eppure non pu essere tutto cos semplice, pens. Chi potrebbe affermare in via definitiva che
un organo non  altro che un macchinario inanimato? Anche se ci che Wendall aveva detto fosse stato
vero, non era forse possibile che quegli stessi elementi avessero conferito all'organo delle facolt
cognitive? I pavimenti instabili e i cavi spezzati, gli elettromagneti in sovraccarico e gli archi elettrici...
e se avessero dato vita a un essere senziente?
Moffat sospir e si alz in piedi. All'improvviso, non pot pi respirare.
La navata gli appariva sfocata davanti agli occhi. Tremolava, come immersa in una densa
foschia. La funzione era un'immagine confusa, come un tutt'uno. Ud un colpo di tosse, che gli parve
un'esplosione lontana chilometri e chilometri. Cerc di muoversi, ma non ci riusc. Paralizzato, rimase
seduto.
Fu allora che giunse.
Non era un pensiero formulato chiaramente, era pi simile a una sensazione grezza. Pulsava e
tremava nella sua mente come una scossa elettrica. Paura... terrore... odio... era una percezione
lampante.
Moffat rabbrivid. Di lui era rimasto quel tanto che bastava per pensare, con orrore: Lei lo sa!
Tutto il resto era scivolato via, vinto da un potere invincibile. Continu ad aumentare,
riempiendolo di immagini oscure. La chiesa era scomparsa, l'assemblea svanita, cos come il
reverendo e Wendall. L'anziano era sospeso su un baratro senza fondo, mentre un misto di angoscia e
orrore, come venti di tenebra, lo laceravano, dominandolo.
Ehi, che cos'hai?
Il sussurro preoccupato di suo cugino lo riport alla realt. Moffat sbatt gli occhi. Cos'
successo?
Stavi accendendo l'organo.
Accendendo?
E sorridevi aggiunse l'altro.
Nella gola di Moffat si fece largo un suono tremante. All'improvviso l'anziano si rese conto che
il reverendo stava leggendo le ultime parole dell'inno. No mormor.
Cosa? chiese Wendall.
Non posso accenderla.
Che vuoi dire?
Non posso.
Perch?
Non lo so.  solo che...
L'anziano si sent mancare il respiro quando, sotto di lui, il reverendo smise di parlare e rivolse
lo sguardo verso l'alto. No, pens. Non devo. La premonizione lo serrava in una morsa gelida. Sent un
grido prendere forma nella sua gola quando vide la sua stessa mano sollevarsi e premere l'interruttore.
Il motore si avvi.
Moffat cominci a suonare. Ma gli sembrava che fosse l'organo stesso a suonare, spingendo
verso l'alto o attirando verso il basso le sue dita secondo la sua volont. Fu colto da un senso di panico
incontrollato. Prov un potentissimo desiderio di spegnere il macchinario e fuggire via.
Continu a suonare.
Aveva cominciato quando l'assemblea aveva preso a cantare. In basso, tra i banchi, i fedeli
salmodiavano, fianco a fianco, con in mano il libretto degli inni dalla copertina rossa.
No ansim Moffat.
Suo cugino non lo sent, e lui rivolse lo sguardo all'indicatore della pressione, in aumento.
L'ago del misuratore del volume pass da mezzo a forte. Un gorgoglio riarso gli riemp la gola. No, per
favore, pens, ti prego.
A un tratto il pomello dell'unione tastiere scatt in avanti come la testa di un serpente. Moffat
lo spinse al suo posto disperatamente. Il comando del crescendo si mosse. L'anziano lo tenne fermo: lo
sentiva sussultare sotto il polpastrello. Alcune gocce di sudore gli imperlarono la fronte. Lanci
un'occhiata di sotto, e not che la folla lo stava guardando di traverso. Spost lo sguardo verso
l'indicatore del volume, che si stava spostando verso il gran crescendo.
Wendall, cerca di...
Non ebbe tempo di finire la frase. L'unione tastiere scivol di nuovo in fuori, e l'aria fu invasa
dal suono. Moffat lo spinse indietro con forza. Sent i pedali e i tasti che ricadevano verso il passo. In
un attimo, il comando del crescendo si era azionato, e un clamore incontrollato riemp la chiesa. Non
pot dire nulla.
L'organo era vivo.
Boccheggi quando Wendall si protese per assestare un colpo con la mano all'interruttore. Non
accadde nulla. Wendall imprec e fece scattare pi volte il tasto. Il motore continu a funzionare.
Fu allora che la pressione raggiunse il massimo, e ogni singola canna dell'organo vibr scossa
dai flussi d'aria. Suoni e armonie si riversarono fuori, in un parossismo di note. L'inno fu straziato dal
peso di quegli accordi ostili.
Presto! grid Moffat.
Non vuole spegnersi! url Wendall in risposta.
L'unione tastiere scatt in fuori di nuovo. Insieme al pedale del volume, colp le mura con una
serie di dissonanze. Moffat balz verso quel comando. Di nuovo libero, il crescendo torn in posizione
di accensione. La furia del suono si fece ancora pi forte. Come se un gigante, gridando, si stesse
caricando in spalla l'intera chiesa.
Gran crescendo. Lente vibrazioni invasero i pavimenti e le mura. Di colpo Wendall si lanci
verso la ringhiera e url: Fuori! Uscite di qui!
Colto dal panico, Moffat premette ancora e ancora il comando, ma la balconata continuava a
tremare sotto di lui. L'organo non smetteva di emettere una musica che non aveva pi nulla di
melodico, ridotta com'era a un folle assalto sonoro.
Uscite! diceva Wendall ai fedeli. Presto!
Le prime furono le finestre. Esplosero nelle intelaiature come se fossero state colpite dal fuoco
di un cannone. Frammenti multicolori ricaddero come grandine sulla folla. Le donne strillarono, e le
loro voci si confusero nell'innalzarsi della musica. La gente balz via dai banchi. Il suono si rivers
contro le mura come una marea, spezzandosi e poi ritirandosi.
I lampadari scoppiarono come bombe di cristallo.
Sbrigatevi! strill Wendall.
Moffat non riusciva a muoversi. Era inchiodato sul sedile, e fissava con occhi vitrei i tasti che
ricadevano come tessere del domino. Ascoltava il grido dell'organo.
Wendall lo afferr per un braccio e lo strapp via di l. Sopra di loro, le ultime due finestre
rimaste si disintegrarono in nubi di schegge. Percepirono l'immenso fremito della chiesa sotto i loro
piedi.
No! La voce dell'anziano era impossibile da udire; ma ci che aveva intenzione di fare
divenne evidente quando si strapp alla presa dell'altro e afferr la ringhiera.
Sei impazzito? Wendall balz in avanti e lo afferr brutalmente. Lottarono, girando su s
stessi. In basso, le navate si erano dilatate. L'assemblea era un fremente moto preda di un folle terrore.
Lasciami! grid Moffat, con il viso esanime contratto. Devo restare qui!
No, non  vero! ribatt l'altro. Lo prese di peso e lo trascin via dalla balconata. La tempesta
sonora li insegu per le scale, confondendo la voce dell'anziano.
Non capisci! Io devo restare! url Moffat.
Su nella balconata vibrante, l'organo suonava da s, con tutti i comandi azionati, le leve del
volume al massimo, il motore che vorticava, gridando a squarciagola; le bocche delle canne
mugghiavano e stridevano.
All'improvviso un muro cedette. Parte della volta si deform, mentre una pietra dopo l'altra si
sgretolava. Un pezzo irregolare di intonaco cadde dalla cupola, atterrando sui banchi in una nube di
polvere bianca. Il pavimento trem.
Ora la folla si riversava fuori dalle porte come un fiume in piena. Dietro le loro grida, la cornice
di una finestra si stacc dalla parete e si rovesci a terra. Un altro muro fu squarciato da una crepa.
L'aria era densa di spessa polvere.
Cominciarono a cadere mattoni.
Fuori, sul marciapiede, Moffat era impietrito, in piedi, e guardava la chiesa con occhi
inespressivi.
Era stato lui. Come aveva fatto a non capire? La sua paura, il suo terrore, la sua avversione. La
paura di essere mandato via anche lui, sostituito; il terrore di essere escluso da ci che amava e che gli
era necessario; l'avversione per un mondo che non aveva bisogno del vecchio.
Era stato lui a trasformare quell'organo ormai finito in una macchina perversa.
Ormai erano usciti anche gli ultimi fedeli. All'interno, i muri cominciavano a cedere del tutto.
Croll in una rumorosa pioggia di mattoni, legno e intonaco. Le travi vacillarono, simili ad
alberi, poi caddero velocemente, schiacciando i banchi come martelli. I lampadari volarono via,
aggiungendo al frastuono il loro schianto esplosivo.
Poi in alto, nella balconata, iniziarono le note basse.
Suonavano cos piano da non poter essere udite. Erano come vibrazioni nell'aria.
Meccanicamente, i pedali ricaddero, dando vita a un accordo imponente. Era il ruggito di qualche
animale titanico, il fragore di centinaia di oceani in tempesta, la terra che si spalancava per inghiottire
ogni vita. Il pavimento si deform, i muri cedettero sbriciolandosi nel frastuono. La cupola rest
sospesa per un attimo, poi ricadde al suolo, mutilando parte della navata. Tutto fu avvolto da
un'enorme nube di gesso. In quella nebbia palpabile, la chiesa scricchiol, si spacc, croll ed esplose,
disintegrandosi.
Pi tardi, mentre si aggirava stordito e a passo incerto tra quelle rovine illuminate dal sole,
l'anziano ud l'organo respirare, come una belva morente nascosta in una secolare foresta.
L'abito fa il monaco
Uscii sulla terrazza per fuggire dalle chiacchiere degli ospiti. Mi sedetti in un angolo buio,
allungai le gambe e sospirai, colto da un senso di noia totale.
La porta della terrazza si apr di nuovo e un uomo usc barcollando dalla rumorosa gaiezza della
festa. Afferr la ringhiera e si mise a guardare il panorama della citt.
Oh, mio dio disse, passandosi una mano rigida tra i capelli sottili. Scosse il capo stancamente
e fiss la luce sulla sommit dell'Empire State Building.
Poi si volt con un grugnito e avanz verso di me. Inciamp sulle mie scarpe e rischi di
crollare faccia avanti.
Oh-oh bofonchi, lasciandosi ricadere su una sedia. Deve scusarmi, signore.
Non fa nulla risposi.
Posso approfittare della sua pazienza? mi chiese.
Feci per dire qualcosa, ma lui mi blocc subito. Ascolti, disse, facendo oscillare un dito
grassoccio ascolti, le sto per raccontare una storia impossibile.
Si chin nell'oscurit e mi guard meglio che pot con gli occhi annebbiati dal Martini. Poi
ricadde sulla sedia, emettendo sibili e nuvolette di vapore mentre respirava. Rutt.
Mi stia a sentire. Non se ne pentir. Ci sono pi cose strane in cielo e in terra, eccetera
eccetera. Lei pensa che sia ubriaco. Ha assolutamente ragione. Ma perch? Questo non potrebbe mai
immaginarlo.
Mio fratello non  pi un uomo aggiunse in tono disperato.
Fine della storia provai a chiosare.
Tutto  iniziato un paio di mesi fa. Fa il pubblicitario per l'agenzia Jenkins. Un grand'uomo.
Estrasse un fazzoletto dal taschino e si soffi rumorosamente il naso, facendomi sussultare.
E quindi?
Che uomo ribad. Il migliore, negli affari.
Sospirai.
Era un ragazzo spiritoso riprese il mio Contastorie. Un ragazzo davvero spiritoso.
Gi feci io.
Era anche un figurino. Ecco cos'era. Doveva avere i vestiti giusti. I cappelli giusti. Le scarpe, i
calzini, tutto fatto su misura.
Mi ricordo una volta in cui Charlie e sua moglie Miranda erano con me e la mia signora 
stavamo andando in campagna in auto. Faceva caldo. Io mi tolsi il soprabito.
Ma lui? Nossignore! 'Non sei un uomo se non indossi il soprabito' diceva.
Arrivammo in questo posto grazioso, con un ruscello e una zona erbosa dov'era possibile
sedersi. Il caldo era infernale. Miranda e mia moglie si tolsero le scarpe e immersero i piedi nell'acqua.
Perfino io mi unii a loro. Ma lui... ah!
Ah!
No, lui no. Io me ne stavo l, senza scarpe e calzini, con i pantaloni e le maniche della camicia
arrotolati, che camminavo nell'acqua come un bambino. E lontano, a guardarci divertito, c'era Charlie,
vestito e calzato di tutto punto. Lo chiamammo. 'Forza, togliti quelle scarpe!'
E invece no. 'Non sei un uomo, senza scarpe. Non potrei nemmeno camminare, se me le
togliessi.' Questo fece infuriare Miranda: 'A volte non so se sono sposata con una persona o con un
guardaroba' disse.
Era fatto cos aggiunse ancora. Tutto qui.
Fine della storia ripetei.
No ribatt, la voce tremante, credo per il terrore. Ora viene la parte pi orribile. Ha presente
ci che ho detto sui vestiti? Una pignoleria impressionante. Perfino la biancheria intima doveva essere
perfetta.
Mmh feci.
Un giorno, continu, abbassando il tono fino a un mormorio inquietante qualcuno sottrasse
il suo cappello dall'ufficio per fargli uno scherzo.
Sembrava che Charlie facesse finta di non riuscire a pensare. Faticava anche a dire una sola
parola. Era perduto. Continuava a ripetere 'cappello, cappello' e a guardare fisso fuori dalla finestra. Lo
riaccompagnai a casa.
Insieme a Miranda lo misi a letto, poi, mentre stavo parlando con lei in soggiorno, sentimmo
un terribile tonfo. Corremmo in camera.
Charlie era rannicchiato sul pavimento. Lo aiutammo ad alzarsi. Gli tremavano le gambe. Gli
chiedemmo cosa avesse. 'Scarpe, scarpe' disse. Lo mettemmo a sedere sul letto. Lui raccolse le scarpe,
che per gli caddero di mano.
'Guanti, guanti' implor. Lo guardammo increduli. 'Guanti!' grid. Miranda era terrorizzata.
Gliene prese un paio e glieli pose in grembo. Lui li indoss lentamente, quasi con dolore. Poi si chin e
si mise le scarpe.
Si alz e cammin per la stanza, come se stesse valutando i propri piedi.
'Cappello' disse poi, e si avvicin all'armadio. Si mise un copricapo. Fu allora  ci
crederebbe?  che riusc a dire: 'Come diavolo vi  venuto in mente di portarmi a casa? Ho del lavoro
da fare, e devo licenziare il bastardo che mi ha rubato il cappello.' E torn in ufficio.
Ci crederebbe mai? mi domand.
Perch no? risposi stancamente.
Be', continu credo che non potrebbe immaginare cosa accadde dopo. Quel giorno, prima
che me ne andassi, Miranda mi chiese: ' per questo che  cos tranquillo a letto? Devo mettergli un
cappello in testa tutte le sere?'
Ero imbarazzato.
Fece una pausa e sospir.
In seguito la situazione peggior. Charlie non era in grado di pensare senza cappello. Non
poteva camminare senza scarpe. Se non aveva i guanti, non poteva muovere le dita. Li indossava
perfino in estate. I dottori non sapevano come guarirlo. Dopo averlo visitato, uno psichiatra dovette
prendersi una vacanza.
Arrivi alla conclusione. Tra poco devo andare via.
Non c' molto altro ribatt. Le cose andarono sempre peggio. Charlie dovette assumere un
uomo che lo vestisse. Miranda si stanc di lui e and a dormire nella stanza degli ospiti. Mio fratello
stava perdendo tutto.
Poi arriv quella mattina...
Rabbrivid.
Ero andato a trovarlo. La porta del suo appartamento era spalancata. Entrai di corsa. La casa
era come un sepolcro.
Chiamai il cameriere di Charlie. Nessuna risposta. Entrai in camera da letto.
Lui era disteso sul letto come un cadavere, e mormorava tra s. Senza dire nulla presi un
cappello e glielo calcai in testa. 'Dov' il tuo domestico?' chiesi. 'Dov' Miranda?'
Mi fissava, le labbra tremanti. 'Charlie, che ti succede?' domandai.
'Il mio vestito' rispose.
'Quale vestito?' dissi. 'Charlie, di che parli?'
'Il mio vestito' piagnucol. ' andato lui in ufficio, stamattina.'
Pensai che fosse completamente impazzito.
'Il mio abito grigio a righe' spieg nervosamente. 'Quello che portavo ieri. Il mio domestico si
 messo a urlare, svegliandomi. L'ho trovato che fissava l'armadio, e ho guardato anch'io. Oh, dio!'
'Proprio davanti allo specchio c'era la mia biancheria che si stava muovendo in aria. Una delle
mie camicie bianche  scivolata sopra la canottiera, poi i calzoni hanno preso la loro forma
distendendosi, una giacca si  infilata sulla camicia, una cravatta si  annodata intorno al colletto. I
calzini e le scarpe si sono infilati sotto i pantaloni. Le braccia della giacca si sono sollevate, hanno
preso un cappello dall'armadio e lo hanno posato in alto, proprio dove avrebbe dovuto trovarsi la testa.
Poi il cappello si  sollevato una volta, in segno di saluto.'
'Dovresti portarlo cos, Charlie, ha detto una voce, poi si  sentita una risata diabolica. Il
vestito  uscito. Il domestico  fuggito via. Miranda non  in casa.'
Charlie concluse il racconto e io gli tolsi il cappello, in modo che perdesse i sensi. Chiamai
un'ambulanza.
L'uomo si mosse sulla sedia.
Questo  successo la scorsa settimana. Ho ancora i brividi.
 finita la storia? chiesi.
Quasi rispose. Mi dicono che Charlie sta diventando sempre pi debole.  ancora
ricoverato. Se ne sta seduto sul letto, con un cappello grigio calcato fin sopra le orecchie e mormora tra
s. Non  in grado di parlare, nemmeno a capo coperto.
Si deterse il sudore dal viso.
E non  la parte peggiore aggiunse singhiozzando. Ho saputo che Miranda...
Deglut.
Miranda ha una relazione con il vestito. Ha detto agli amici che quel maledetto coso ha pi
pulsioni sessuali di quanto Charlie abbia mai dimostrato.
No esclamai.
Invece s. E lei ora  l dentro.  arrivata poco fa.
Si lasci ricadere contro lo schienale, meditabondo, in silenzio.
Mi alzai e mi stiracchiai. Ci scambiammo un'occhiata, e lui ebbe un mancamento.
Non gli prestai attenzione. Rientrai, raggiunsi Miranda e andammo via.
...
.
...
Fine.
...
.
...
La macchina da jazz.
...
.
...
SENTIVO UN PESO QUELLA SERA. Voglio dire, avevo il blues, e nessuno pu nascondere il blues.
Devi lavarlo via
O finirai per guidare una lenta carrozza verso il nulla
Devi lasciarlo libero di volare
Insomma, devi
Suono la tromba in una bettola sulla Main Street
Il nome non  importante
 come un milione di altre tane per bevitori
Dove i bianchi del centro vengono a portare i loro soldi e a parlare
E ad ascoltare noi mentre cerchiamo di tirar fuori qualche nota
Libera e pura come non lo saremo mai
Come ho detto, quella sera ero gi come non mai
Suonavo la mia tromba in quella strada di bianchi
Facendo da contrappunto con un ritmo jazz alle parole di Rone
Parole per cui lui era morto
Che colpivano chi beveva e gli ubriachi
Mischiando gin e rabbia e miseria vibrante
Non avevo mangiato, n volevo farlo
Mi feci in mille pezzi quella notte affamata
Il bianco di cui sto per parlare  arrivato alle dieci
Ha preso un tavolo, vicino al palco
E si  seduto l a coccolare un bicchiere di vino
Non faceva che fissarci
 rimasto l tutta la sera, fino a tardi
Non si  mai mosso, non ha detto una parola
Ma io capivo che si stava prendendo
Tutto quello che veniva gi
Era nella mia bocca, amico
Mi dava fastidio
Alle quattro sono sceso dal palco
Ed  stato allora che quel bianco si  alzato e mi ha preso per un braccio
Ti posso parlare? mi ha chiesto
Non mi sono sentito affatto lusingato
Con quelle mani rosa che mi stropicciavano la manica
Togliti di mezzo, bellimbusto ho ribattuto
Ti prego, ha detto devo parlarti.
Chiamatemi pazzo, chiamatemi Zio Tom
Amico, non  poi cos lontano dal vero
Forse avevo perso la testa
Ma mi sono seduto col signor Rosa
E gli ho detto di sparare cosa voleva
Hai perso qualcuno mi ha risposto.
Mi ha colpito come un accordo profondo
E tu che ne sai, bianco?
Sentivo l'odio che batteva di nuovo il tempo nelle mie viscere
Non ne so nulla ha risposto
So solo che hai perso qualcuno
Me lo hai detto mille volte con la tua tromba.
Ho sentito il male crescermi dentro
Senza tanti giri ho detto
Non mi prendere in giro, amico; non raccontare balle
Stammi a sentire, allora ha continuato
Il jazz non  solo musica
 anche una lingua
Una lingua nata dalla protesta
Divisa in un maledetto ritmo sincopato che viene dal ventre di rabbia e disperazione
Un linguaggio segreto con cui le schiere degli oppressi
Gridano la loro infelicit e i loro tormenti.
Questa lingua ha un milione di accenti e varianti
Pu essere una tonalit dolceamara sussurrata in una gola d'ottone
O un affrettarsi convulso gridato da gole rosse
O pulsare sulle corde del cuore di un vibrante pianoforte
Oppure palpita, selvaggio, in rigidi nascondigli
Nelle pi acute note stridenti e cupe pu rivelare il nucleo dolente della disperazione
O salutare il nuovo millennio
Ha voci infinite
Ed , in realt, un'eterna rivoluzione di toni
La furia implorante dei dannati
Contro la crudelt della loro punizione
E io conosco questo linguaggio, amico mio ha concluso.
E cosa ne sai di... ho cominciato, ma mi sono interrotto
Di... cosa, amico mio? ha domandato
Qualcuno che ti  caro, lo so bene
Ma non una donna: la tua tromba non piangeva la perdita di una donna
Era un membro della tua famiglia, forse tuo padre
O forse tuo fratello.
Gli risposi con parole che ruggii a denti stretti
Ti stai mettendo nei guai, amico
Non girarci intorno
Dimmelo chiaro.
Cos il signor Rosa si  chinato in avanti
Ho una macchina del suono mi ha detto
Che trasforma le forme del jazz
Nelle passioni che le hanno create
Se suono nel macchinario una melodia disperata
Dagli altoparlanti esce il sentimento umano
Che ha dato vita a quella canzone
E l'ha trasformata nella lingua segreta del jazz.
Ha riportato alla luce la stessa antica domanda che avevo nascosta negli occhi
Come faccio a sapere che hai perso qualcuno? mi ha chiesto
Ho ascoltato cos tanti blues e ritmi e jazz spavaldi
Che si sono trasformati, nella mia macchina, in suoni d'ira, disperazione e gioia
Che ora sono in grado di capire quella lingua
La storia che hai raccontato non mi  nuova
Pensavi di essere al sicuro dietro quelle curve di ottone?
Non prendermi in giro, amico gli ho detto
Lo afferrai per un braccio con dita di ferro
Ma non gli si drizz nemmeno un pelo
Se non mi credi, vieni a vedere ha continuato
Ascolta la mia macchina
Suonaci dentro la tromba
E vedrai che tutto ci che ho detto  vero.
Sentivo brividi sotto la pelle, come un contrabbasso
Allora, vieni? mi ha incalzato.
La pioggia picchiava sul tetto come un tamburo
Mentre il signor Rosa svoltava per Main Street
Sedevo silenzioso nel suo coup
La tromba in grembo, dentro la custodia
Ascoltavo le sue parole senza fine
Come uno scroscio continuo
Considera i pi grandi artisti del tuo genere
Armstrong, Bechet, Waller, Hines
Goodman, Mezzrow, Spanier, decine di altri, uomini e donne
Tutti ebrei e neri, e sai perch?
Perch i pi grandi interpreti jazz
Sono coloro che vivono costantemente sotto il peso del pregiudizio?
Sono convinto che  perch il fuoco del pregiudizio altrui
Fa convergere tutta la loro forza e sofferenza
In un punto caldo, esplosivo
E da questo nucleo vitale
Viene ogni sorta di fissione, violenta ma stagnante
Che si libera in brevi espressioni
Delle torture che si provano dentro
E che chiedono a gran voce libert nell'insondabile codice del jazz.
Ha sorriso. Insondabile, fino a oggi ha detto.
Rip bop non va
Jump e mop-mop confondono le idee
Sono come un velo che nasconde la verit
Solo il jazz autentico pu spezzare le redini della repressione
Liberare i lamenti che si nascondono nel profondo del cuore
Slegare le passioni, restituire la libert ai desideri pi reconditi
Riesci a capirmi? mi ha chiesto.
S, capisco ho risposto, perch sapevo cosa mi aveva portato l.
Quando siamo entrati, ha acceso la luce, chiuso la porta
Ha attraversato la stanza e ha fatto scivolare via un telo che copriva la macchina
Vieni qui mi ha detto
Cominciavo a sospettare che mi stesse prendendo in giro
La sua macchina del jazz era solo una giungla di tubicini e rotelle
E migliaia di cavi che correvano dappertutto
Come un serpente che stesse lottando con s stesso
Mi misi a osservare quel groviglio
 proprio quello che pensavo, amico ho detto
E non ho potuto fare a meno di rivolgergli un sorriso ironico
Subito ha preso un disco, ce l'ha messo sopra
Heebie-Jeebies, di Armstrong
Prima lo lascer suonare mi ha spiegato
Fosse stato un qualsiasi altro giorno, avrei dondolato la testa sulle note di Satchmo
Ma avevo tutti quei brutti pensieri in mente
E non riuscivo nemmeno a fare un sorriso
Me ne sono restato l, sentendomi svuotato
Mentre lui cantava le sue parole
Rip-bip-dee-doo-dee-doot-doo!
Satchmo recitava cos con la tromba
Poi il bianco ha azionato un interruttore
In un istante di fuoco tutte quelle note si sono perse
E al loro posto, pulsando nella mia testa
 arrivato un suono, come una mischia furiosa rinchiusa in una bottiglia
Come venti jazzisti con la lingua tagliata
Che stessero facendo festa nella casa accanto
Ho sentito un brivido lungo la schiena
Mi ha cominciato a ribollire il sangue
E anche se sapevo che il signor Rosa mi stava sorridendo
Non riuscivo a guardarlo
Il cuore era pronto a uscirmi dal petto
Quando spense la macchina del jazz
Hai visto? mi ha detto
Non riuscivo a parlare. Mi aveva sconvolto
Elettronicamente, ho catturato il cuore segreto del jazz
Oh, potrei suonarti molti dischi
Che dimostrerebbero le diverse sensazioni
Che generano questa lingua complicata
Ma mi piacerebbe che tu suonassi in questo macchinario
Che registrassi un assolo di un minuto
Poi faremo passare il suono nell'altro altoparlante
E sentiremo esattamente ci che provi
Privato di qualsiasi fronzolo sonoro. D'accordo?
Dovevo sapere
Che non me ne sarei potuto andare da l nemmeno se avessi avuto le ali
Cos, mentre il bianco preparava il registratore
Ho tirato fuori la mia tromba dalla custodia, sollevato il labbro
Mentre sentivo l'ansia crescere nello stomaco
Come una pila di cubetti di ghiaccio sempre pi alta
Poi lo suonai di nuovo
Quel peso
Quella disperazione che trascina
La tristezza infinita che  sempre un peso dentro me
Come venti pezzi di ferro appesi a un filo
E quel filo appeso alle mie viscere con venti ganci
Che non fanno che tagliarmi e farmi a pezzi
Ho suonato per Rone, mio fratello
Rone, che sarebbe potuto morire in mille altri modi, mille altre volte
Rone, che invece  morto nella Murder Belt
Dov'era nato
Rone, che aveva pensato che non doveva andare sempre allo stesso modo
Rone, che incosciente ha risposto come se fosse stato un uomo
Rone, che  morto senza una parola
Sotto i colpi degli stivali di quei bianchi del Mississippi
Che lo odiavano perch aveva pensato di essere umano
E gli hanno fatto uscire quell'idea dalla testa a calci
Per questo suonavo
Lo suonavo forte e chiaro
E quando ho finito, tutto mi  tornato di colpo addosso
Come se avessi urlato in un abisso oscuro
Ho sentito il male avvolgermi come un cappotto
Ogni grido era un bottone che mi avvicinava il buio
Fin quando non sono pi riuscito a respirare
 stato allora che ho colpito la macchina con la mia tromba
Facendola cadere a terra
E l'ho spaccata e ridotta in mille pezzi a calci
Sei un pazzo! cos mi ha detto
Maledetto nero pazzo!
Me l'ha ripetuto finch non me ne sono andato via
Allora non lo sapevo
Pensavo di star restituendo ogni singolo calcio
Che mi aveva portato via il mio unico fratello
Ma ora  passata, e posso dire tutto quello che
Avrei dovuto dire al signor Rosa
Ascoltami, bianco: stammi bene a sentire
Amico, non  stata colpa tua
Non ce l'avevo con te
Anche se sono stati quelli della tua razza
A mettere mio fratello dov' ora
A te posso dire perch ho spaccato la tua macchina del jazz
L'ho rotta perch dovevo
Perch faceva proprio quello che avevi detto
E se l'avessi lasciata stare
Ci avrebbe portato via l'unica cosa che abbiamo
E che  solo nostra
Quella che nessuno stivale potr scacciare con un calcio
E nessuna corda potr strangolare
Ci torturate e ci uccidete
Ma dammi retta, bianco
Non sono altro che pungoli nella nostra carne.
Se ti avessi permesso di andare avanti con la tua macchina
Avresti scoperto ogni nostro segreto
E se ci avessi rubato anche quest'ultima cosa
Saremmo spariti per non tornare mai pi
Prendi quello che vuoi, amico
E lo farai perch tu puoi farlo,
ma non provare a toccare le nostre anime.
...
.
...
Fine.
...
.
...
L'amore al tempo del finimondo.
...
.
...
Il naso di pap cadde a colazione. Cadde proprio dentro il caff di mamma, facendolo debordare. Prunella scoppi a ridere con uno sbuffo che spense la lampada a olio.
Ma santo cielo, esclam mamma nell'oscurit se sapevi che si stava per staccare, perch non te lo sei tolto da solo?
Perch non lo sapevo rispose lui.
 quel che hai detto anche l'altra volta disse Luke, masticando un pezzo di pane duro. Lo zio Rock schiocc le dita accanto alla lampada. Prunella disperse anche la sua scintilla ansimando.
Piantala di ridere, tu la sgrid mamma. Prunella cadde scompostamente da dove era seduta, spargendo tutt'intorno la sua farinata.
Dannazione! sbott lo zio Eyes.
Forza, accendete lo stoppino, accendete lo stoppino! intim il nonno, che stava leggendo quando era venuta a mancare la luce. Prunella ansava ancora mentre cercava di dare una ripulita. Lo zio Rock cre nuove scintille e accese la lampada.
Chiss dov'ero arrivato si lament il nonno.
Torna qui disse mamma. Prunella si iss sulla sedia, con gli occhi ancora lucidi per le risa di poco prima. Che bambina disobbediente fece mamma. Mise un'altra cucchiaiata di pappa sul vassoio di Prunella. Forza la incit. Tir fuori il naso di pap dal suo caff d'orzo e glielo riattacc.
Ma', ho deciso di chiederglielo oggi dichiar Luke.
Davvero, ragazzo mio? chiese mamma. Che bello.
Non ha senso! si intromise il nonno. La maledetta forza vitale si  spenta!
Insomma, fece pap non far preoccupare i nostri ragazzi.
Eh, s! ribatt lui, battendo il polso sul giornale. Abbiamo lasciato entrare le onde dell'antivita, ecco cos'abbiamo fatto!
Diamine fece zio Eyes. Non siamo forse vivi?
Sto parlando delle generazioni future, maledetto stupido! ribatt il nonno. Si rivolse a Luke.
Non ha senso che tu lo faccia! Non puoi in nessun modo avere figli!
 quel che avevano detto anche a me e mio marito, cerc di rabbonirlo mamma e abbiamo due bellissimi bambini. Figliolo, non dare retta al nonno.
Ci stiamo distruggendo! protest il vecchio. Le nostre cellule si stanno sfaldando! Hanno
detto bene: stiamo diventando delle gelatine, delle gelatine in decomposizione!
Io no disse zio Rock.
Quando hai intenzione di parlarle, figliolo? chiese mamma.
Abbiamo incasinato la nostra copertura protettiva! insist il nonno.
La nostra che? fece zio Eyes.
Tua sorella scherz Luke.
Abbiamo ingravidato le nuvole! aggiunse il nonno.
Ne sar felice riprese mamma. Diede dei colpetti sul cranio di Prunella con un martello.
Devi mangiare con la bocca, ragazzina la sgrid.
Ci sposeremo entro maggio dichiar Luke.
Abbiamo devastato la pressione atmosferica! continu il nonno.
Vi prepareremo un angolino disse mamma.
Lo zio Rock, le guance squamose, masticava farinata.
Abbiamo distrutto tutto il maledetto progetto! inveiva il nonno.
Ah, chiudi quella boccaccia! esplose lo zio Eyes.
Chiudi tu la tua!
Cerchiamo di placare un po' gli animi, qui dentro intervenne pap, grattandosi il naso. Sput e fece cadere un ragno volante. Prunella lo raggiunse per prima.
Maledetta gamba esclam Luke, trascinandosi indietro verso il tavolo.
Risistem il femore al suo posto. Prunella mangiava emettendo fischi.
Ti si  di nuovo allentata la gamba, figliolo? domand mamma.
Ora dovrebbe reggere rispose lui.
Dice bene, eh! fece il nonno. Ce ne andiamo a spasso sotto un ombrello di morte. Un ombrello che ci uccider!
Stronzate disse zio Eyes. Sollev il braccio monco e ammicc verso mamma con l'occhio azzurro. E smettila gli disse lei con una risatina. La parete a est croll verso l'interno.
Eccola che parte fece pap.
Prunella scese di corsa dalla sedia e si precipit fuori sibilando, passando per quell'apertura.
Che bambina vivace comment mamma, pulendo via dal tavolo brandelli di guancia.
Che ne sar ora del mio angolino? chiese Luke.
Dice bene, lui! grid il nonno. Le cariche elettriche sono in tilt! La struttura atomica va in pezzi!
Lo risistemeremo assicur mia madre. Non preoccuparti, Luke.
Facciamo una bella festa propose zio Eyes. Con birra di iuta, e tutto.
Non ha nessun senso! Ormai  tutto in rovina! protest il nonno.
Ascolta, pap, disse mamma quello che non ha senso  predicare la fine del mondo. Non la stanno predicando da quando sono nata? Non c' ragione al mondo per cui Luke non dovrebbe mettersi con Annie Lou. Non ha forse due forti braccia e quattro gambe? Perch dovrebbe rinunciare a vivere?
Quelli come noi non hanno nulla da temere se non s stessi osserv pap.
Zio Rock annu e si strofin un cerino sulla barba per accendersi un mozzicone.
Devi avere fiducia continu mamma. Non possiamo rinunciare tristemente alla nostra fede in dio come fanno quegli scienziati.
Bisogna farli arruolare nell'esercito, ecco cosa penso disse zio Eyes. Infilargli una bomba nei pantaloni e mandarli a ballare davanti ai nemici!
Oppure buttargli addosso dell'acido propose pap.
Immergerli in una botte di succo di batteri disse zio Eyes. Soffiargli una nube di virus su per il naso.
Questo gli sarebbe di insegnamento constat pap.
.
'Abbiamo camminato fianco a fianco nella pioggia gialla
Il nostro amore era pi forte del dolore feroce
Il cielo era scuro e la tua pelle era nuova
Il mio cuore batteva  Annie, ti amo.'
.
Luke correva fra i cumuli, come un fantasma tra i riflessi violetti del suo strumento. La sua voce turbinava mentre cantava il poema che aveva scritto un giorno nel pozzo. Svolt a sinistra sul ponte della Caduta, segu la galleria del Missile fino alla china dell'Onda d'urto, pass per il vicolo delle Radiazioni e si lanci per la valle del Fungo. Gli sarebbe piaciuto che ci fossero dei cavalli. Dovette fermarsi tre volte per reinserirsi la gamba.
La famiglia di Annie Lou era radunata per la cena quando lui arriv. Lo zio Slow per stava ancora facendo colazione.
Come va, signor Mooncalf? fece Luke al padre di Annie.
Ciao, ragazzo.
Passami... disse lo zio Slow.
Fermati un po' con noi lo invit il signor Mooncalf. Ce n' per tutti.
Ho appena mangiato rispose Luke. Dov' Annie Lou?
 andata al pozzo a prendere l'acqua rispose Mooncalf, versandosi della minestra con la mano piatta.
...La... riprese lo zio Slow.
Penso che andr ad aiutarla a portare il secchio disse Luke.
Come stanno i tuoi? domand la signora Mooncalf aggiungendo sale alla pietanza.
Bene. Alla grande.
...Farinata concluse lo zio Slow.
Sono contento di sentirtelo dire fece il padrone di casa.
Porta loro i nostri pi cari saluti aggiunse sua moglie.
Certamente disse Luke.
Maledizione fece lo zio Slow.
Luke scivol nello sfiatatoio e si affrett verso il pozzo, scansando a calci tre di quelli piccoli e uno grosso, che sciaguattarono via irritati.
Come stanno i tuoi? domand uno dei tre piccoli.
Fatti gli affaracci tuoi rispose Luke.
Annie Lou stava tirando su il secchio con l'acqua, sorreggendosi sul bordo del pozzo. Aveva un fascio di boccioli di fiori di bosco selvatici.
Ehi la salut Luke.
Ciao, caro ans lei, facendo scintillare i denti in un sorriso colmo d'amore.
Cosa ti  successo all'altro orecchio? le chiese.
Oh, caro ridacchi. I suoi capelli caddero gi nel pozzo. Oh, uffa mormor Annie Lou.
Sai una cosa? disse lui. Ho una cosa nel cervello dichiar orgoglioso. Significa che ho preso una decisione.
Davvero? fece Annie Lou, avvicinandogli i fiori di bosco al viso per nascondere il proprio rossore.
Gi rispose, sorridendo timidamente. Diede un colpetto al femore. Maledetta gamba.
Ti d ancora problemi, tesoro?
Non me ne importa niente. Prese un ragno d'acqua dal fascio di fiori e cominci a strappargli le zampe. M'ama... disse arrossendo. Non m'ama. Ahi! Il ragno scivol via, i denti che cozzavano con rabbia.
Luke guard Annie Lou, e i loro occhi si incontrarono.
Be'... disse poi. Allora, ti va?
Oh, caro! Lo abbracci, stringendogli le spalle e il busto. Credevo che non me l'avresti mai chiesto!
Allora  un s?
Certo!
Evviva! grid lui. Sono il ragazzo pi felice del mondo!
Detto questo, la baci con foga sulle labbra e corse via fra i torrenti che si distendevano irregolari alle loro spalle, gridando di gioia.
Yahoo! Sono felice! Sono felice, felice, felice!
La gamba gli cadde. La lasci a terra, e continu a danzare.
...
.
...
FINE.